Fotovoltaico e denuncia di inizio attività

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Equilibrio sopra la follia?!
Coerenza e semplificazione (per tutti!) in materia di fonti di energia rinnovabile

È difficile spiegare la frustrazione che si prova di fronte alla costante volontà di complicare le cose, il mestiere più diffuso e redditizio in Italia.

Nel settore delle fonti rinnovabili, il nostro Paese infatti, nonostante le infinite potenzialità, si bea trastullandosi in rinvii, rimpalli di competenze, istituzioni di nuove competenze (da non riconoscere appena formalizzate), di estenuanti perdite di tempo, dovute al dedalo giuridico nostrano, a sua volta fatto di tanti principi, cui non fanno seguito riforme serie e rigorose. Questo è lo scenario di  tante lotte dei cittadini contro l’ignoranza amministrativa.


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Una barriera fisica contro i mutevoli atteggiamenti della pubblica amministrazione

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Meriggiare pallido e assorto
Siamo tutti a favore della tutela dell’ambiente, beninteso.
Ma occorre pur sempre trovare un equilibrio con le esigenze degli operatori del settore, che oltre al proprio tornaconto personale, fanno, sia pure indirettamente, gli interessi dei cittadini, fornendo loro servizi che, inevitabilmente, hanno anche un impatto sull’ambiente.

In tema di bonifiche, ad esempio, uno dei temi cari al TAR di Firenze (anche in questo settore ci sono delle competenze specifiche: se a Napoli si parla soprattutto di rifiuti e in Puglia di energie rinnovabili, in Toscana l’argomento più gettonato è quello relativo alla bonifica dei siti contaminati) è quello che riguarda la scelta fra la barriera fisica e quella idraulica, nelle operazioni, appunto, di bonifica dei siti contaminati.


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Il curatore fallimentare è un irresponsabile!

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(Ir?)responsabilità
Nei post “Ruolo e responsabilità del curatore fallimentare nella bonifica dei siti contaminati”e “Le responsabilità della curatela fallimentare nella bonifica dei siti contaminati", Natura Giuridica ha affrontato il tema relativo alla responsabilità, in materia di bonifica di siti contaminati, della curatela fallimentare, sottolineando che, in estrema sintesi, il potere del curatore di disporre dei beni fallimentari, non comporta necessariamente il dovere di adottare particolari comportamenti attivi, finalizzati alla tutela sanitaria degli immobili destinati alla bonifica da fattori inquinanti.


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Quali sono i rapporti fra la valutazione d’impatto ambientale e l’autorizzazione integrata ambientale?

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AIA!....VIA!
Nella sentenza del TAR di Brescia che oggi vi consiglio di studiare (TAR Brescia, n. 211/2010), che potete scaricare gratuitamente registrandovi al sito di Natura Giuridica il giudice amministrativo lombardo affronta il tema dei rapporti fra la VIA – valutazione d’impatto ambientale – e l’AIA – autorizzazione integrata ambientale. Lo fa in chiave storica: un modo utile per capire dove siamo arrivati, e da dove.

In estrema sintesi, il TAR di Brescia (211/2010) ha sottolineato che nell’impostazione originaria del 1996 l’impatto ambientale di un’opera o di un impianto era misurato esclusivamente attraverso la procedura di VIA, previo esame dell’assoggettabilità qualora il progetto non rientrasse nei casi di valutazione d’impatto ambientale codificati.
Alla decisione sulla VIA si collegavano poi le singole autorizzazioni necessarie per la realizzazione dell’opera o il funzionamento dell’impianto.


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Carbonverde e differenziata a Cuneo

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L'utilizzo del carbonverde, il combustibile ricavato dai rifiuti indifferenziati, è incompatibile con una politica che incentivi la pratica della raccolta differenziata?

Cementificio Buzzi 
a Robilante (Cuneo)
E' una domanda che mi è sorta accostando tra loro 2 notizie ambientali riguardanti Cuneo, una città dove la quota raggiunta dalla raccolta differenziata si attesta attorno al 50% dei rifiuti prodotti: una è relativa al potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti organici, risalente al novembre scorso e l'altra, di fine gennaio 2011, riguarda la protesta di un gruppo di Associazioni del cuneese circa l'utilizzo dei rifiuti indifferenziati come carbonverde.


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Responsabilità per la bonifica di siti contaminati

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Spettatori malinconici
La responsabilità ambientale ai tempi del bunga bunga

Il titolo di questo post – che riguarda, mi tocca precisarlo, la bonifica dei siti contaminati ed in particolare la sentenza TAR Milano, 1107/2010 - e non la “casta politica”, in un blog che si occupa di politica esclusivamente quando ha a che fare con il diritto dell’ambiente e con il diritto dell’energia – oggi è volutamente, come dire, “provocatorio”.
Per quanto questo termine possa avere un significato, nel nostro paese, che vive di provocazioni passeggere, e fugge il dialogo e l’approfondimento come la peste. Non parliamo poi di dignità…


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I paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato potrebbero essere presto acquisiti al Patrimonio Unesco

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Venerdì 21 gennaio a Parigi è stato ufficialmente presentato, negli uffici dell’Unesco, il dossier di candidatura per l’iscrizione nella lista dei beni patrimonio dell’Umanità dei paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato. Si tratta dell’unica candidatura italiana per il 2011, candidatura che ha avuto il via libera dal gruppo di lavoro interministeriale (Affari Esteri, Politiche Agricole, Beni Culturali ed Ambiente).


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Mostra convegno internazionale su materiali e tecnologie per l'edilizia sostenibile

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Improvvisamente in edilizia, tutto è diventato “Sostenibile”, “Bio” ed “Ecologico”.

La realtà è che, a tutt’oggi, mancano direttive, regolamenti e norme che definiscano in maniera univoca cosa vuol dire per un materiale edile essere “Sostenibile”, con particolare attenzione alle risorse ambientali, alla salute delle persone, al benessere di chi trascorre un po’ della sua vita all’interno degli edifici.

Grande importanza è oggi giustamente data agli aspetti energetici e il tema dell’efficienza energetica e della certificazione energetica (divenuta obbligatoria) ha di fatto profondamente cambiato il settore delle costruzioni e le caratteristiche degli edifici, degli impianti e dei materiali edili.


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I limiti del potere discrezionale della pubblica amministrazione in materia di bonifica di siti contaminati di interesse nazionale

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Quali sono i limiti del potere discrezionale della pubblica amministrazione in materia di bonifica di siti contaminati di interesse nazionale?
Fino dove si può spingere il giudizio del giudice amministrativo?

Di chi è la competenza per i procedimenti di bonifica?

E come deve comportarsi la pubblica amministrazione nei confronti di una richiesta di rimodulazione degli obiettivi di bonifica?


Partendo da quest’ultimo interrogativo, il TAR Firenze ha sottolineato che nel caso in cui un soggetto intenda avvalersi della facoltà di cui all’art. 265 d.lgs. n. 152/06 – rimodulazione degli obiettivi di bonifica, in relazione alla diversa metodologia, fondata sul progressivo superamento delle soglie di contaminazione e di rischio, per dare luogo alla procedura di bonifica – l’Amministrazione non è obbligata a disporre varianti, se nella sua discrezionalità non le ritiene comunque conformi agli obiettivi prefissati, ma deve pur sempre considerare la richiesta da parte del privato interessato ed eventualmente motivare sulle ragioni del diniego, e non può in alcun caso non disporre alcun contraddittorio sul punto.


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