Quanti sono i Conti Energia - quinto conto energia

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Ultim'ora: Anie e GIFI, attraverso un comunicato pubblicato sul loro sito istituzionale, chiedono al Governo una smentita circa l'esistenza di una bozza di Quinto Conto Energia. La notizia, che ha dell'incredibile, circola da diversi giorni alimentata da un misterioso file la cui origine sembrerebbe esterna a fonti governative. 
Natura Giuridica, per il momento, si limita a prendere atto di quello che sta accadendo proprio in queste ore, a prescindere dal contenuto dell'ufficioso "quinto conto energia": l'ennesimo, inutile, dannoso cambio di marcia, che renderà ancora più complicato pianificare gli investimenti, nel nostro Paese.
Altro che articolo 18: il vero problema del nostro bistrattato Paese è costituito da quel mix perverso e letale di burocrazia, lentezza cronica della (in)giustizia civile, corruzione, incertezza normativa, pressappochismo, malaffare, servilismo, mancanza di una serie, autorevole e lungimirante pianificazione di un futuro all'insegna delle molteplici sostenibilità.
Da mesi si parla di burden sharing, tutti si aspettano, dopo la rapida successione non indolore di due conti energia nel giro di pochi mesi (fra agosto 2010 e maggio 2011), l'emanazione dei decreti sugli incentivi alla altre rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico, e con loro una serie infinita di decreti attuativi (non solo) del decreto Ronchi, e invece (persino!) il Governo tecnico che fa?
Costruisce su macerie, ecco cosa fa, invece che guardare in avanti...
Smentite non ce ne sono, e la bozza che circolare - in calce trovate un link per poterla scarica re a cominciare ufficosamente a valutare - non lascia intravedere un futuro diverso.
Il ministro Clini, qualche giorno fa a Modena ha detto che il quinto Conto Energia darebbe la priorità al fotovoltaico destinato all’auto-consumo civile e industriale, privilegiando le soluzioni rinnovabili applicate agli edifici connessi con sistemi di efficienza energetica: va bene, va benissimo, ma il punto non è questo.
Il punto è che non ci può essere sempre un perenne cambiamento di rotta: prendete una decisione, ma che poi sia quella, e non sempre suscettibile di continui stravolgimenti: Non è un'azione credibile, nè tanto meno autorevole, quanto piuttosto capricciosa e ondivaga.

Tenete conto che, nel frattempo, siamo in attesa dell'11 luglio 2012, data prevista per le sentenze con le quali il TAR delLazio si dovrà esprimere in merito ai ricorsi presentati da molte aziende contro alcune disposizioni del quarto Conto energia: nel caso in cui venissero accolte le istanze dei ricorrenti, infatti, potrebbe anche tornare (parzialmente?) in vigore il terzo Conto energia...un mostro giuridico e una confusione che fa venire voglia di scappare a gambe levate, altro che a investire.

Bozza del quinto conto energia (ufficiosa)


Green-washing: il caso della campagna Ferrarelle a impatto zero

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Ferrarelle S.p.A., notissima produttrice di acque minerali, è stata condannata dall'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato al pagamento di una sanzione pecuniaria di 30.000 euro per una pratica commerciale scorretta. In particolare, a Ferrarelle viene contestato di aver diffuso messaggi pubblicitari scorretti volti ad enfatizzare gli effetti di una campagna, Ferrarelle a Impatto zero, con lo scopo di accreditare la sua acqua minerale come un prodotto privo di impatto sull'ambiente, e più in generale la sua attività d'impresa come particolarmente attenta al rispetto dell'ambiente.
Sono ormai molti i grandi marchi commerciali che hanno avviato c.d. campagne di green washing, ossia campagne d'immagine di stampo ambientalista o, per meglio dire green, verdi, allo scopo di lavare (to wash), e dunque mettere in luce la propria immagine accostandola a progetti per la tutela dell'ambiente.
All'interno del blog ho già parlato del fenomeno del green washing, che rientra nella più generale categoria del green marketing. 
L'Antitrust italiano sostiene che, nel caso di specie, Ferrarelle abbia esagerato, facendo intendere, rispetto al progetto pubblicizzato in quella specifica campagna, di aver fatto, per salvaguardare l'ambiente, più di quanto non corrisponda alla realtà.


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Il consulente giuridico nelle energie rinnovabili: il corso di Milano del 29 e 30 marzo. Le iscrizioni chiudono il 23 marzo

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Il 29 e 30 marzo prossimo si svolge a Milano la due giorni dedicata alle energie rinnovabili firmata da Andrea Quaranta, da dieci anni consulente giuridico in diritto dell'ambiente e dell'energia.

Il termine ultimo per iscriversi è venerdì 23 marzo 2012: affrettatevi!

Il titolo del corso è Il consulente legale per le fonti energetiche rinnovabili, ed è organizzato da Dario Flaccovio Editore.
Due giorni densi (i partecipanti saranno coinvolti per due giorni dalle 9.00 alle 17.00) per avere una panoramica  ragionata, una sorta di vademecum, che metta in grado di operare a livello professionale nell'affascinante mondo delle energie rinnovabili.
Durante il corso, Andrea Quaranta parlerà diffusamente del corpus normativo nazionale e regionale in materia di FER (fonti energetiche rinnovabili), focalizzando l'attenzione sul solare fotovoltaico e sull'energia da biomasse; tratterà approfonditamente del sistema di incentivi giuridici, fiscali ed economici in materia energetica,   delle principali criticità del sistema (in primis, l'incertezza normativa che frena investitori e disorienta gli operatori professionali e le associazioni di categoria) e si soffermerà in fine sulle principali pronunce giurisprudenziali in materia, dando conto dell'importanza crescente delle sentenze dei Tribunali Amministrativi nel ridefinire, limare e chiarificare la portata di norme e regolamenti in materia di fonti rinnovabili.

Il corso è un'ottima occasione di approfondimento e sistematizzazione delle proprie conoscenze e competenze in materia di FER, in primis per gli operatori giuridici - la partecipazione al corso permette di conseguire n.12 crediti formativi APC per la formazione continua degli avvocati, riconosciuti dall'Ordine degli Avvocati di Milano - e tecnici: la conoscenza del sistema normativo ed incentivante attuale, con le indicazioni sulle principali evoluzioni - quelle auspicabili e, soprattutto, quelle nell'aria - e sulle conseguenze nel breve e nel lungo periodo, sono fondamentali per la programmazione e realizzazione di qualsivoglia tipo di progetto energetico.

Ai partecipanti al corso sarà inviata una copia del manuale La consulenza giuridica nelle energie rinnovabili - Guida teorico-pratica agli incentivi giuridici, economici e fiscali di Andrea Quaranta, appena pubblicato per la casa editrice Dario Flaccovio - Palermo.

Per maggiori informazioni sul corso si invita a consultare la scheda tecnica sul portale web Magazine Dario Flaccovio dedicato alla formazione. 





Stop al consumo di territorio. Le dimensioni della cementificazione in Piemonte

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All'interno di questo blog si era già parlato del movimento Stop al consumo del territorio, nato nel 2009 su iniziativa di un gruppo di cittadini di Langhe, Roero e Monferrato, estesosi in tutta Italia fino alla costituzione del Forum nazionale della terra e del paesaggio. Il movimento ha come obiettivo quello di far cessare la pratica della cementificazione selvaggia che affligge il nostro Paese. 
La cementificazione del terreno comporta varie conseguenze negative: aumento di anidride carbonica, impoverimento delle falde acquifere e dissesto idrogeologico, squilibri nell'ecosistema e progressivo aumento della dipendenza dall'estero per le risorse agricole ed alimentari, eppure il nostro Paese è afflitto da una spirale viziosa nella quale la sempre più esigua fetta di trasferimenti statali spinge molti comuni a cercare di far cassa rendendo edificabili aree vergini, per lo più originariamente destinate a suolo agricolo.
Il movimento, attraverso il suo portale web, sta proponendo ai comuni italiani di censire le proprie aree edificabili, soprattutto quelle su cui sorgono edifici abbandonati, o che andrebbero restaurati. Questo sarebbe il primo passo verso l'adozione di piani regolatori che incentivino interventi di edilizia su tali zone, al fine di recuperare e sfruttare l'esistente, senza erodere più ettari ed ettari di suolo agricolo. Tant'è, si parla in questo caso di Comuni a crescita zero, dove zero sta per uno stop assoluto alla cementificazione in aree vergini. Dopo Cassinetta di Lugagnano nel milanese, il primo comune ad aderire al movimento, ora ha aderito il comune di Camigliano.
Dalla cementificazione selvaggia non è immune nemmeno la regione Piemonte, da sempre terra di legna e boschi.
Dall'ultima rilevazione sul consumo di suolo condotta dalla Regione, che fotografa la situazione fino al 2008, risulta che il consumo di suolo negli ultimi vent’anni si è portato via in media mille ettari all’anno di suolo fertile, al netto di infrastrutture e mobilità. Edifici residenziali, commerciali e industriali hanno guadagnato terreno a scapito dell’agricoltura e del paesaggio e il 7,2 per cento della superficie regionale risulta “consumata” dal cemento: 182.894 ettari di suolo urbanizzato su una superficie complessiva di 2,5 milioni, che per più di un terzo è formata da montagne. Per la prima volta le cifre prendono in considerazione anche il terreno consumato dalle infrastrutture che, secondo gli analisti, incidono per circa il 20% sul totale del suolo consumato. Senza contare autostrade, ferrovie e svincoli, comunque, al 2008 la percentuale di suolo impermeabilizzato è stata del 5,9%, 25 mila ettari in vent’anni. 


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Quest'anno che progetti hai?

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Una splendida iniziativa che coniuga spirito imprenditoriale, creatività e utilità sociale: mi sembra il modo migliore per definire la campagna I feel CUD 2012. Si tratta di un concorso, giunto alla sua seconda edizione, che premia i migliori progetti di utilità sociale creati per sostenere la propria parrocchia. Per ottenere i fondi necessari alla concreta realizzazione del proprio progetto occorre raccogliere il maggior numero possibile di modelli CUD - da qui il nome del concorso - in collaborazione con il proprio parroco. Si partecipa al concorso con una squadra creata ad hoc.
ll responsabile parrocchiale ed i giovani della parrocchia dovranno favorire la compilazione da parte degli utenti che ricevono il modello CUD con la firma per destinare l’8xmille, e dovranno recapitarle in busta chiusa entro il primo ottobre 2012 al Caf Acli di riferimento sul territorio, che li ritirerà gratuitamente. La raccolta dei CUD è un passaggio fondamentale, perché è in base alla quantità di modelli compilati raccolti che si potrà concorrere per un determinato ordine di budget. 
Il progetto dovrebbe creare e sviluppare una nuova attività che possa concretamente migliorare le esigenze della comunità parrocchiale, come per esempio l'attivazione di un collegamento internet wireless, la predisposizione di attrezzature ricreative, per esempio per fare musica e così via. In ogni caso, i progetti pervenuti saranno valutati in base alla componente di utilità per la collettività, intesa come nuovi servizi, miglioramento di quelli esistenti ecc. I progetti dovranno essere spiegati e illustrati attraverso un video - c'è un premio del pubblico anche per il miglior video)  ed un project plan. Per conoscere l'elenco dei premi accedi a questa pagina.
Il bello del concorso è questo: da una parte l'input sociale, fortemente correlato alla propria comunità (è infatti imprescindibile la partecipazione assieme al proprio parroco, proprio per capire in profondità quali sono i bisogni prioritari della comunità parrocchiale), dall'altra una metodologia che è anche un'ottima scuola per imparare "sul campo" come si mette su un project plan, anticamera per la realizzazione di qualsiasi idea imprenditoriale!
Sul sito del concorso, molto dettagliato, sono presenti le principali domande - le classiche FAQ -, il regolamento, tutte le dritte per la realizzazione del project plan ed i moduli per le liberatorie necessarie. Inoltre, sempre sul sito è presente un calcolatore che consente di sapere in un secondo a quale budget si può aspirare, sulla base del numero dei cud raccolti, ed una bacheca virtuale per ogni squadra, iscritta, in modo da avere uno spazio di lavoro on-line sempre a disposizione.
E' importante leggere il regolamento del concorso I feel CUD 2012 con attenzione: possono partecipare giovani di età compresa tra i 18 e 35 anni ed è possibile raccogliere i CUD dal primo marzo al primo ottobre 2012, mentre i progetti vincitori dovranno essere realizzati entro circa un anno (al massimo entro il 31 dicembre 2013). E' importante verificare che il Caf Acli di riferimento possa fornire gli attestati di raccolta dei moduli in tempo utile per i termini del concorso, quindi occhio a non portare la documentazione raccolta all'ultimo momento!
L'iniziativa è a cura del Servizio Promozione Sostegno Economico alla Chiesa cattolica - CEI  Conferenza Episcopale Italiana.



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Enel Blogger Award: votate Natura Giuridica!

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Oggi e domani sono gli ultimi 2 giorni utili per votare Natura Giuridica, il vostro blog ambientale preferito, e decretare la sua vittoria agli Enel Blogger Award 2012, un riconoscimento che dovrebbe premiare il lavoro personale, serio, costante e continuativo, di chi anima quotidianamente le pagine di questo blog: Andrea Quaranta
A voi, lettori fedeli e visitatori occasionali di questo blog, il grande potere di dare il giusto riconoscimento al blog nato nel 2008, che si è posto da sempre l'obiettivo di diffondere, presso il più vasto pubblico possibile, tematiche delicate, complesse, e per certi versi ostiche, legate al diritto e all'informazione ambientale.

Questo il link per votare: occorre indicare una propria casella di posta elettronica, all'interno della quale verrà recapitato un link da confermare, al fine di garantire che il vostro voto sia univoco. Grazie Davvero.


La centrale a biomasse di Cavallermaggiore Cuneo

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La Provincia di Cuneo, sulla base del parere favorevole della Conferenza di servizi, ha autorizzato il mese scorso la realizzazione sul territorio di Cavallermaggiore di un impianto di cogenerazione alimentato con biomasse legnose.
L’impianto utilizzerà legno cippato per produrre sia energia elettrica che termica (acqua calda). La Conferenza di servizi che ha esaminato la pratica ha coinvolto 16 diverse istituzioni o Enti come il Comune di Cavallermaggiore, la ASL CN1, i Vigili del fuoco, Legambiente e l'ARPA Piemonte. L’impianto, che verrà realizzato da una ditta del posto, sorgerà presso la strada vicinale delle Basse e appartiene alla categoria di impianti di media dimensione con una potenza produttiva di 1 MW di energia elettrica e 3,5 MW di energia termica.
Le 45 tonnellate giornaliere di biomasse legnose necessarie per alimentare l'impianto di Cavallermaggiore saranno approvvigionate dalla ditta stessa nel raggio di 70 Km di distanza dall'impianto, principalmente da coltivazione a ciclo breve di pioppi di proprietà dell'azienda: questi sono i criteri che stabilisce la legge per parlare di filiera corta delle biomasse.
Una distanza che alcuni ritengono eccessiva, ma che in ogni caso si attaglia alla perfezione alla "provincia granda", una provincia molto estesa, nella quale i boschi (fonte primaria della biomassa legnosa) si trovano spesso in zone impervie, che rendono difficoltoso l'insediamento di qualsiasi attività produttiva.
Non verranno utilizzati né sermenti di vite né rami di potatura di frutteti. L’insediamento dovrebbe comprendere, oltre all’impianto di cogenerazione, un essiccatoio di biomasse legnose e di serre per circa 2.000 mq, per la selezione e l’allevamento di piante necessarie alla realizzazione di filiere agro-energetiche. Le due strutture di servizio sono funzionali allo sfruttamento dell’energia termica prodotta dalla centrale e che altrimenti andrebbe persa. L’impianto, nel suo complesso, si dice, darà lavoro a circa 25 persone, delle quali, 4 addetti fissi all’impianto di cogenerazione e venti per le attività dell’essiccatoio e per le serre.



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Sentenza eternit di Torino: considerazioni in attesa di leggere le motivazioni

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La notizia, pochi giorni fa, è di quelle "storiche": nell'ambito del processo Eternit, il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, 65 anni, e il barone belga Louis De Cartier De Marchienne, 91 anni, sono stati condannati a 16 anni di reclusione per disastro doloso e omissione dolosa di misure infortunistiche.
La condanna vale per i reati commessi negli stabilimenti piemontesi di Casale e Cavagnolo, dal 13 agosto 1999 in avanti. Altri invece risultano prescritti, come quelli contestati in determinati periodi negli stabilimenti di Bagnoli e Rubiera.
E' appena stato pubblicato il dispositivo (128 pagine, coincidenti con l'elenco delle parti civili costituite) della sentenza di Torino che condanna i capi della Eternit al risarcimento per i danni provocati ai cittadini e all'ambiente di Casale Monferranto, sede dello stabilimento in cui si produceva l'eternit appunto, un (allora) "innovativo" materiale composto da fibra di amianto.
Di seguito pongo alcune considerazioni partendo dall'articolo pubblicato sul sito di Repubblica, a firma di Antonio Cianciullo, dal titolo più che evocativo: "Le altre eternit, diecimila vittime in tanti anni di inquinamento (link di accesso a fondo pagina).
Dopo aver letto il testo integrale della sentenza, analizzeremo insieme i dettagli giuridici della vicenda.

Nell'articolo si concentra l'attenzione sul significato che la sentenza riveste da un duplice punto di vista: il reato non riguarda un disastro singolo, come Seveso per intenderci, ma l'inquinamento "da stillicidio", causato ad un territorio e ad una popolazione "poco a poco", nel corso di anni e anni di attività.
Inoltre, e qui arriviamo alla seconda importante novità, ad essere considerati colpevoli non sono i capi di reparti o sotto reparti demandati alla sicurezza, ma l'asset proprietario dell'impresa.
Citando dall'articolo: "la sentenza di Torino è destinata a fare da apripista a tante altre. A rilanciare storie di discariche, acciaierie e impianti chimici che hanno gravemente danneggiato il territorio e la salute della gente. Oltre 5 milioni di persone interessate con dati impressionanti di mortalità in eccesso. Questo è il commento asciutto di Rino Pavanello, da 25 anni segretario dell'associazione Ambiente e lavoro".

La sentenza ha fatto notizia nei media di tutto il mondo, e sembra essere la miccia pronta a riaccendere  centinaia di vertenze "dormienti" relative all'impatto sanitario e ambientale dell'inquinamento nel lungo periodo dei vecchi colossi della chimica, dell'acciaio e delle discariche sui territori che li hanno ospitati. Quei territori che, nel caso delle fabbriche e degli stabilimenti industriali sorti nel boom economico, hanno ricevuto molto in termini di lavoro e iniziale benessere, dovendo poi restituire, in una proporzione assolutamente sballata, in termini di vite umane e danni incalcolabili all'ambiente.

Per una ricostruzione accurata del profondo e controverso legame che unisce un territorio al proprio "mostro chimico" suggerisco la lettura de Il segreto tra di noi, ambientato fra le langhe piemontesi, che attraverso la vicenda letteraria racconta anche il dramma dell'Acna di Cengio, la grande fabbrica che avvelenò il fiume Bormida e i suoi operai.


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La centrale a biogas di Cherasco alla ricerca delle molteplici sostenibilità

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Un'azienda braidese vorrebbe realizzare un impianto a biogas al confine tra i Comuni di Cherasco e di Bra in provincia di Cuneo, ma parte della comunità locale ha manifestato nei giorni scorsi il suo disaccordo, attraverso un portavoce, presidente del Comitato di quartiere “Centro Storico” e vicepresidente del circolo locale di Legambiente. Primo Penone, questo il suo nome, si è fatto portavoce di moltissimi cittadini, scrivendo una lettera ufficiale che riassume i principali timori della comunità.
Il progetto contestato consiste in un impianto alimentato da gas derivato da biomasse agricole e reflui zootecnici, per la produzione di energia elettrica e termica, della potenza di 635 kW. 
Martedì 24 gennaio 2012 si è tenuta, presso il Palazzo della Provincia, a Cuneo, la Conferenza dei servizi: la costruzione e l’esercizio di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, infatti, sono soggetti ad una autorizzazione unica, rilasciata dalla regione o dalle province delegate a seguito di un procedimento unico, svolto nel termine massimo di novanta giorni (escluso il tempo necessario per l’espletamento dell’eventuale verifica di assoggettabilità sul progetto preliminare), nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell’ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico.
Questo meccanismo (sistema autorizzatorio e procedimento unico) incentra nella conferenza di servizi la sede per la composizione e il bilanciamento degli interessi pubblici e privati coinvolti – tra cui assumono rilievo in modo particolare gli interessi alla tutela del paesaggio, alla tutela dell’ambiente e dell’iniziativa economico privata – e prevede il rafforzamento della fase istruttoria e dell’apporto motivazionale delle amministrazioni coinvolte, che hanno l’obbligo di fornire completa e adeguata motivazione in ordine al bilanciamento effettuato.


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Sponsored Post, post sponsorizzati in questo blog

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Se i messaggi che riguardano un prodotto, un'attività, un servizio, un progetto, o anche soltanto un'idea creativa, hanno un connotato green possono essere veicolati e diffusi attraverso canali specifici o - come si suol dire - in target, che li rendano immediatamente visibili e popolari presso il loro vero pubblico obiettivo. 
Si tratta di dare un'ulteriore e preziosa fonte di visibilità alla propria idea imprenditoriale, andando a pescare, è proprio il caso di dirlo, i canali di comunicazione che il mercato obiettivo realmente utilizza. Una specie di rivoluzione verticale, diametralmente opposta all'idea di una comunicazione di massa, per la quale tutti i messaggi vanno passati a tutti, sperando di pescare nel mucchio i clienti giusti.
I prodotti green style o green concept possono essere comunicati attraverso la rete poiché i tanti siti, blog e forum dedicati agli alle tematiche più variegate relative all'ambiente permette al meglio di comunicare i propri messaggi in maniera mirata, verticale, attraverso la pratica sempre più diffusa dello sponsored post o post / articolo sponsorizzato, all'interno di un blog o di un sito che abbiano un taglio attinente all'argomento del messaggio pubblicitario. La riduzione di costo rispetto anche ad una semplice campagna di annunci a pagamento sui più noti motori di ricerca è notevole, anche perché il post sponsorizzato rimane on line, come un seme, che acquisisce popolarità giorno dopo giorno.
In questo blog e nel sito web di Natura Giuridica, www.naturagiuridica.com, abbiamo cominciato ad applicare questa pratica, ospitando alcuni post sponsorizzati su iniziative in target con le mie due piattaforme web professionali. Si tratta di una nuova opportunità che si integra e si aggiunge a quelle, più "tradizionali", che già propongo (vedi in proposito la pagina offerte pubblicitarie), come il link o il banner, o il passaggio sulla pagina di Facebook. Per richiedere tale servizio basta contattarmi ai miei diversi recapiti, ed i costi sono nell'ordine di alcune decine di euro per articolo.
Negli ultimi tempi, si parla di rinascita dei blog personali forse anche per questo motivo: il proprio blog personale, frutto di tante e tante serate e week end passati a "postare", e a fare ricerche sulla propria passione o argomenti preferito può diventare fonte di piccole soddisfazioni economiche proprio grazie a questa pratica pubblicitaria. Il blogger lavora, come una specie di copywriter all'interno di un'agenzia pubblicitaria, sulla base di un brief, che presenta in maniera sintetica ma dettagliata le caratteristiche del prodotto, del servizio o quant'altro; il documento indica i siti web da linkare, di solito quello della casa produttrice, e lo spirito della campagna, in altri termini l'idea creativa, il concetto che va espresso nell'articolo; il blogger è dunque assolutamente libero, innanzi tutto, di scrivere o di non scrivere su quel determinato brief e, se decide di farlo, di dare all'articolo un taglio coerente al proprio stile di scrittura e di comunicazione. 
In altri termini, il prodotto finale è un articolo personalizzato, diverso da un article marketing o da un comunicato stampa perché redatto da un soggetto che non ha niente a che fare con chi produce o eroga il bene o il servizio (il blogger viene contattato o direttamente dall'ufficio comunicazione della casa produttrice, oppure da un'agenzia di comunicazione che gestisce la comunicazione per quel determinato cliente). 
Il vero elemento innovativo è dato, tuttavia, dalla capacità di argomentare dei blogger. Il primo giudice di un qualsiasi blogger sono i propri lettori, i colleghi blogger, quelli che gli hanno dato fiducia linkando il suo blog e così via. E' per loro e soltanto per loro che un blogger non può permettersi di scrivere un banale article marketing, anche se a fine post compare - bene in vista - la dicitura post sponsored. Se l'articolo fosse una pedissequa riproposizione del brief, senza un'argomentazione articolata dei vantaggi e svantaggi riscontrati nell'utilizzo del prodotto o del servizio, verrebbe immediatamente invaso da commenti poco lusinghieri o, quel che è peggio, silenziosamente abbandonato dai suoi lettori.
Il sistema dei blog non è un paradiso artificiale, dove tutto funziona a menadito, dove tutte le informazioni postate sono corrette, verificate e, soprattutto, non offensive, ma ha la capacità di auto - regolarsi (che non vuol dire auto - censurarsi o essere censurato). Se un blogger scrive informazioni false, imprecise, se non è capace di proporre le sue idee in maniera accattivante, con uno stile personale e originale, la selezione naturale lo farà finire, prima o poi, nell'oblio, visibile soltanto ad un ristrettissimo pubblico, coincidente con gli amici del bar. Detto per inteso, questo è l'incubo di tutti i blogger: se il tuo pubblico si riduce così tanto, ti chiedi se valga la pena continuare a tenere aperto un blog, e se non sia più azzeccato scambiarsi e mail private, telefonarsi o, appunto, incontrarsi al bar.


Piemonte: due delibere in materia di fonti rinnovabili di energia

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Nella seduta del 30 gennaio scorso, la Giunta regionale del Piemonte ha approvato due delibere in materia di energie rinnovabili e biomasse: con la prima sono state definite le indicazioni per il procedimento unico di rilascio dell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, mentre la seconda individua i criteri sulla cui base la Regione può indicare le aree e i siti non idonei all’installazione ed all’esercizio di impianti alimentati da biomasse, relativamente alle filiere dei combustibili ligno-cellulosici, liquidi e del biogas.

Il primo provvedimento ha l'obiettivo di bilanciare le esigenze di semplificazione delle linee guida nazionali con le peculiarità del territorio piemontese, a tutela delle politiche di salvaguardia del paesaggio, dell’ambiente e del territorio rurale. Per uniformare i procedimenti affidati alle Province, si fa particolare riferimento alla documentazione da allegare alla richiesta, agli oneri istruttori, alle modalità di conduzione dell’iter procedurale, alla compatibilità paesaggistica ed ambientale dell’intervento, alla variante al piano regolatore, alle garanzie finanziarie. Si ritiene così di poter superare le differenze presenti sul territorio regionale.


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