Bioplastiche di seconda generazione

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Il futuro è nella (bio) plastica...
Dalle bioplastiche di prima generazione ai biopolimeri non più in concorrenza con le colture alimentari.

Negli ultimi anni, abbiamo guardato allo sviluppo delle bioplastiche, derivanti dal mais o dalla canna da zucchero, con un certo scetticismo, perché sembrava che la tecnologia ci avesse portato di fronte ad una dicotomia difficilmente sanabile: food versus no food. In un'epoca in cui metà del Pianeta soffre la fame, pensare di coltivare alcuni alimenti per ricavarne sostanzialmente plastica sembrava / sembra una cosa blasfema.

Ma lo sviluppo tecnologico scatenatosi in questi ultimi anni viaggia così velocemente che presto, anzi direi ora, avremo di fronte una nuova realtà: una seconda generazione di biopolimeri che utilizzano sì materiale organico, ma non in concorrenza con le colture alimentari. L'americana Rotuba utilizza la polpa di legno, mentre la giapponese Denso l'olio di ricino. Altre stanno cominciando ad utilizzare le alghe: con queste si produce il bioetanolo, che verrà poi utilizzato come materia prima per sviluppare bioplastiche.
Gli ultimi arrivati come materia prima per bioplastiche sarebbero addirittura i liquami di fogna. Raffinati da batteri naturali, i liquami si strasformano in biopolimeri, pare anche di alta qualità. C'è una start - up, la Micromedas, nata in seno all'Università della California, che ha sviluppato questo progetto: se si arrivasse alla produzione industriale, risulterebbe alleggerito anche il lavoro dei depuratori.

Ma quali sono gli utilizzi delle bioplastiche? Intanto le ritroviamo nelle nuove buste della spesa, dato che  le vecchie borse in polietilene sono state definitivamente messe al bando perché troppo inquinanti. Oggi al loro posto utilizziamo principalmente i sacchetti in Mater-B, la linea di biopolimeri dell'italiana Novamont. Altri utilizzi si hanno nel packaging, nell'informatica (per esempio nei pc portatili), negli interni delle automobili, nelle scarpe e perfino con i capi di vestiario.

Sono ben lontani i tempi in cui al giovane Ben - protagonista del celebre film Il Laureato - veniva consigliato di cominciare a lavorare nella plastica, perché quello era il futuro.

Fonte: Le plastiche della natura, di Elena Comelli - Il sole 24 Ore del 20/05/10


Risorse locali e piccoli comuni: verso quali orizzonti incamminarci?

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Come vi ho annunciato qualche giorno fa ("Festa nazionale Borghi autentici 2010"), dal 25 al 27 di Giugno si svolge la terza festa nazionale dei Borghi Autentici d’Italia, associazione di piccoli comuni italiani che fanno delle molteplici sostenibilità il loro cavallo di battaglia, nella costruzione di un futuro migliore, più equo e sostenibile.
Associazione con la quale collaboro, in qualità di consulente legale ambientale, dal 2008.

Ieri si sono aperte le danze, e nell’incontro pubblico “Federalismo, risorse locali e piccoli comuni: guardare alle possibilità di sviluppo dalla parte dei piccoli” c’erano, come ospiti, niente popò di meno che il Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, la Presidente della Provincia di Cuneo, Gianna Gancia, l’onorevole Giovanna Melandri e il Dott. Mauro Guerra, responsabile ANCI piccoli comuni, oltre che il Presidente di BAI, il Sindaco di Sauris Stefano Lucchini.

Ottima iniziativa, per portare avanti discorsi interessantissimi, oltre che di vitale importanza, in un periodo in cui si parla – non sempre sulla base di dati precisi, ma in compenso su quella di decisioni frettolose, monche e contraddittorie – di tagli alla spesa pubblica, di tagli agli Enti locali, di province magnone, di Comuni troppo piccoli per essere efficienti.
Un periodo di crisi, in cui le piccole realtà locali potrebbero fungere da traino, da esempio. Da motore per una crescita sostenibile.

Benissimo, finalmente sentiamo parlare di qualcosa di concreto ed interessante, mi sono detto, che premia gli sforzi fatti per avere un parterre come questo…


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La sostenibile leggerezza di un diritto ambientale semplice

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Adoro leggere.
Sono un onnivoro divoratore di libri, e immagino che i più attenti lettori del blog lo abbiano capito, leggendo i miei post.

Il fatto è che le parole – certe precise parole – hanno un fascino, una capacità persuasiva, un’importanza, un potere che nient’altro al mondo ha.

L’altro giorno, nel sentire le destreggianti parole di un ministro della Repubblica, infarcite di eufemismi, e di quel pruriginoso ed autoreferenziale “politichese”, adatto più a confondere le carte in tavola (e a coprire le proprie inadeguatezze), che a illuminare qualche mente, mi è venuta in mente una frase che mi ricordavo aver letto, nel lontano 1991, in uno dei libri più belli che abbia mai letto.
Di uno dei più bei libri che sia mai stato scritto: “Cent’anni di solitudine”.

Mi immagino il mio babbo storcere il naso, da lassù, e lo sento già, “sfidarmi” con il sorriso sotto i baffi: “Vediamo un po’ se mi sai dire quale dei tanti Aureliano, Aurelio Buendìa è quello che….(si inventa qualcosa per prendere un po’ affettuosamente in giro questa mia passione)”, o a ridere, con un fare ironico, sulle vicissitudini di Rebeca, che mangiava la terra, o degli abitanti di Macondo. O di qualsiasi altra cosa, che lui giudicava un po' troppo eccentrica per un romanzo.

Molti si ricordano dell’incipit del libro, forse uno dei più famosi:
“Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio”
La frase che è venuta in mente a me, invece, e che mi sono andato a cercare, è quella pronunciata da Amaranta, infastidita dalla pronuncia leziosa e dalla abitudine di Fernanda di indicare ogni cosa con un eufemismo. 
Come il politico di cui sopra.
Per questo Amaranta aveva deciso di rivolgersi a Fernanda in lingua furbesca: 
“efè difi quelfelefe” – diceva – “afa cufuifi fafa schififofò lafa loforofo stefessafa loforofo meferdafa”.
Un giorno, seccata per lo scherzo, Fernanda volle sapere che cosa stava dicendo Amaranta, e lei non usò eufemismi per risponderle.
“Sto dicendo” disse, “che sei di quelle che confondono il cazzo con l’equinozio”
Qui, di gente che confonde, o fa finta, vuole, cerca di confondere, ce n’è a volontà.
Gente che, a corto di (diciamo pure: senza) argomenti, si trincera dietro un Embè, e che “con l’equinozio” che concepisce concetti semplici come quello di sostenibilità: sostenibilità ambientale, certo, ma anche economica, sociale, culturale, giuridica.

Venendo al titolo del post, e del motivo che mi ha indotto a scrivere questo, come tanti altri pezzi per il blog, è che “si farebbe molto prima se lei tornasse vestita soltanto del bicchiere”.


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Il re è nudo, e va detto

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Lo "spirito di squadra" della nostra (vana)gloriosa nazionale è tutto qua: una  prematura, "disonorevole", pessima (ma salutare. Almeno spero) uscita di scena dai mondiali di calcio del 201 in Sudafrica, figlia di una zerbinocrazia e di un modo tutto nostrano di concepire la vita.
Al bando i talenti, meglio i fedeli, magari anche nel nome....
Ogni tanto ci può andare bene, come quattro anni or sono, grazie alle vittorie sul filo del rasoio, grazie agli episodi.
Ma alla lunga, la mancanza di progetti, di un futuro, della voglia e della scommessa di investire sui giovani, di scommettere sui giovani (sui giovani che tirano fuori gli attributi, che hanno voglia di lottare) conduce dritti dritti ad un binario morto.

E a nulla servono le parole, le facili ricriminazioni, gli arbitri cornuti, i rigori negati, i capri espiatori, i vili calcoli matematici (se avessimo pareggiato saremmo passati.......): siamo usciti in modo più che meritato da perdenti in questo mondiale, prendiamone atto, lecchiamoci le ferite e basta.

Certo, questi non sono problemi esistenziali.
Anzi, non sono proprio dei problemi, ma sono lo specchio della nostra società, vecchia eppure immatura, arrogante e piagnona, vigliacca e divisa, un po' razzista, ma piena di stranieri nel nostro campionato.
Che più passa il tempo e più diventa un campionario: di idiozie, come quelle che il "nostro" capitano si premura di dire nei confronti di un suo concittadino, "reo" di rovinare l'immagine del nostro paese...


Allora godiamoci questo gol, che mi ricorda uno di quelli del "mio" Van Basten, fatto da un calciatore della seconda divisione svedese.
Una sorta di coperta di Linus (Hallenius), per rifarci gli occhi e credere che il coraggio, di provare, esiste.
Anche se da solo non basta.
Ma non fai un po' fatica dietro quella giacca scura
con quel cappio al collo scusa non hai pietà di te
e non vedi quel sorriso da campagna elettorale
e che dire della tua voce coscienziosa e impersonale
se a te bastano i trionfi dentro un regno di cartone
a noi invece serve un senso serve un'emozione
il fatto è che come tutti tu sei spoglio sotto il sole.

Il re è nudo ma il re non lo sa
lui cammina tra la gente e saluta sorridendo
il re è nudo ma la verità
è che al re piace giocare con il suo scudo spaziale
il re è nudo ma la verità
è che nessuno lo può dire a sua maestà.

Ho solo voglia di parlare non ti chiedo un'opinione
e nemmeno la ragione della tua tranquillità
io vorrei rendermi conto dove guardi e cosa vedi
e con quei quattro resti ce la fai a montare un cuore
per favore lascia stare ti difendi dal dolore.


Festa Nazionale Borghi Autentici 2010

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Manifesto Festa Nazionale Borghi Autentici 2010
Al via la terza edizione della Festa Nazionale dei Borghi Autentici, che si terrà  il 25, 26 e 27 Giugno 2010 a Levice, nell'Alta Langa in Provincia di Cuneo, con eventi in svolgimento anche nei Comuni di Bergolo e Cortemilia.
Si tratta di una vera e propria festa itinerante, articolata lungo tre giornate, in cui sarà possibile non solo degustare i prodotti tipici dei Borghi Autentici - provenienti da tutta Italia - ma anche incontrarsi e confrontarsi ai fini di una comune politica di sviluppo locale e valorizzazione, con l'apporto di interventi come quello del Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, dell'onorevole P.D. Giovanna Melandri, del Responsabile Piccoli Comuni ANCI Mauro Guerra e del Presidente dell'Associazione Borghi Autentici d'Italia Stefano Lucchini.

Il paniere è dunque ricco di eventi: da meeting su temi cruciali come il federalismo e lo sviluppo locale, a mercatini,da convegni a serate danzanti. Quest'anno, ai giovani dei Borghi viene attribuito un ampio spazio, con la Convention Nazionale dei gruppi giovanili del Progetto POGAS "Giovani Borghi". 

Ecco di seguito il programma della Festa Nazionale dei Borghi Autentici 2010 in formato testo (alla fine di ogni evento è indicata la sede di svolgimento):



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All’insegna delle molteplici sostenibilità: ambientali, energetiche, economiche, sociali, culturali, giuridiche

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Viva l’Italia il calcio il testosterone, 
gli inciuci e le buttane in preda all’ormone
A noi ci piace assai la televisione,
proprio l’oggetto – dico – esposto in salone
chissà quale amara considerazione 
avresti concepito in virtù del pudore…
Sostenibilità tricolore
Venerdì scorso sono stato relatore in un Forum Internazionale, in cui si è parlato di Green Economy e ruolo dell’agricoltura nella produzione delle energie rinnovabili.

Sullo sfondo, inevitabile, il ruolo della nostra politica energetico-ambientale: nel Belpaese ci sono, sicuramente, delle ottime risorse e capacità imprenditoriali, vette di qualità in grado di fare la differenza nel mercato globale, di porci ai primi posti, di guardare al futuro con l’ottimismo della ragione e della volontà. Non con quello di plastica spacciato da certa zerbino-televisione.

Ma, purtroppo, esiste anche uno scenario politico che queste vette tende a nasconderle, a reprimerle, in un perverso gioco al massacro che ha, nei suoi geni, quell’anti-italianità spesso rinfacciata a chi si limita a sottolineare le storture del nostro sistema, non per disfattismo, ma per, e con, spirito costruttivo.

Io ho parlato di un argomento che ritengo di vitale importanza per il nostro futuro, anche energetico: il ruolo delle energie rinnovabili nell’agricoltura multifunzionale, e l’imprescindibilità di sinergie, coordinamento, equilibrio, sostenibilità.

Multifunzionalità, a mio avviso, deve essere uno dei punti cardini della futura (ma anche e soprattutto dell’attuale) politica energetico-ambientale del nostro paese: nel settore agricolo, pensate un po’, la multifunzionalità è stata definita dall’Unione europea come
"il nesso fondamentale tra agricoltura sostenibile, sicurezza alimentare, equilibrio territoriale, conservazione del paesaggio e dell'ambiente, nonché garanzia dell'approvvigionamento alimentare"
che consente di dare valore aggiunto alle produzioni, di individuare nuove strade agricole e nuove attività "paragricole".
In questo modo, l'impresa che gestisce un'azienda agraria multifunzionale può cessare di essere "mono-settoriale" per diventare "multi-settoriale", e svolgere – in prospettiva – un ruolo essenziale per affrontare la sfida imposta dai cambiamenti climatici, e dalla necessità di trovare un’efficiente (oltre che sostenibile) alternativa ai combustibili fossili per la produzione di energia elettrica: l’energia rinnovabile.

Di questo argomento parleremo a lungo, nelle pagine di Natura Giuridica.

In questo primo post post-pausa (curioso il gioco di parole: per come sono concepiti, gli “articoli” di un blog vengono chiamati post, pur anticipando, spesso, argomenti altrove sottaciuti…) volevo solo fare qualche breve considerazione, alla luce delle mie conclusioni al Forum, e di quanto oggi scrive “il mio amico”, Massimo Gramellini, su La Stampa.



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Toolbar Natura Giuridica

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Non so se ci avete fatto caso, ma poco prima di intraprendere il nostro viaggio - vacanza in Abruzzo, sull'intestazione del blog apparivano cose strane, tipo una barra di navigazione un po' sgangherata e dai colori troppo sgargianti.
A furia di fare esperimenti, io e Andrea siamo giunti al risultato che vedete ora sul blog:


una toolbar personalizzata Natura Giuridica per accedere rapidamente sia ad alcune sezioni del blog ambientale Natura Giuridica, sia ad alcune pagine del sito web Natura Giuridica.
Su una piattaforma blog è difficilmente concepibile uno strumento di navigazione come la site map, che io personalmente utilizzo parecchio, soprattutto quando accedo ad un sito che non conosco ed ho poco tempo per visitarlo. Oggi sul nostro blog sono presenti più di 400 post, e così durante il mese di maggio ci siamo messi nei panni dei nostri utenti, che utilizzano il blog per cercare informazioni in materia di ambiente, cercando di creare degli strumenti per rendere la navigazione più semplice. 
Così, oltre al motore di ricerca interno, che comunque funziona bene quando si ricercano singoli articoli su uno specifico argomento, abbiamo snellito il menu a destra, introducendo un indice per argomenti, che ricalca l' organizzazione per materie del diritto ambientale (e dunque anche l'organizzazione del sito),  e dei principali temi legali alla tutela ambientale, ed un indice di "rubriche", dove vi sono gli argomenti maggiormente trattati all'interno del blog, inclusa la mi rubrica Natura allo Specchio, e le "pillole di giurisprudenza".
Il restyling si è esteso anche al footer, dove ho inserito una serie di link per accedere rapidamente alle varie sezioni del sito dove, in relazione all'argomento di interesse, possono essere reperiti articoli di taglio più tecnico - giuridico, e con un maggiore livello di approfondimento.


Il tuo mondo non è nient’altro che tutte le piccole cose che ti sei lasciato dietro

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In quest’ultimo periodo sto lavorando più del solito, ed è per questo che il blog e il sito di Natura Giuridica hanno rallentato un po’ la “produzione”.

Del resto è proprio grazie al vostro interesse per la materia (diritto dell’ambiente e diritto dell’energia); all’esigenza di garantire un’informazione ambientale precisa, costante, lontana da ideologie preconfezionate e fuorvianti; alla necessità di fornire una consulenza ambientale qualificata, che è nato il progetto Natura Giuridica.

In questo momento mi sto occupando di alcune questioni di particolare interesse, e molto delicate, che vedono come protagonisti alcuni di voi lettori (i miei lettori!), che mi contattate per avere aiuto, chiedere una consulenza legale ambientale, far valere i vostri diritti.

Ad esempio, la delicata e complessa gestione relativa alla compravendita di un sito potenzialmente contaminato, da parte dei proprietari non responsabili dell’inquinamento.

I meccanismi che regolano la gestione dei vincoli ambientali, paesaggistici, al fine di verificare la possibilità di concessioni paesaggistiche in sanatoria…

Il diritto di accesso alle informazioni ambientali, da parte di cittadini che lamentano gravi inadempienze da parte delle pubbliche amministrazioni, che spesso, ahimè, dietro alle maglie del nostro confuso sistema giuridico, si lavano le mani di tanti, troppi problemi, lasciando i malcapitati, soli, in un limbo dal quale, senza le giuste conoscenze tecnico-giuridiche, è difficile uscire…

Il diritto dell’energia, e i suoi complicati meccanismi, figli di una legislazione che, nel tempo, forse è stata semplificata, senza tuttavia essere riuscita a diventare semplice, comprensibile, concretamente ed efficacemente attuabile. Sostenibile. Chi vuole investire in energia rinnovabile – e siete in tanti – continua a rivolgersi a me per domandarmi cosa fare, e demandarmi il da fare.
È il mio lavoro, e lo faccio con entusiasmo, passione, analizzando ogni più nascosto dettaglio. Perché è quasi sempre nei dettagli che si nasconde la soluzione.
Tutto ciò, però, non mi esime dall’esternare le mie preoccupazioni per un sistema normativo talmente caotico e contraddittorio da essere, ormai da tempo, diventato insostenibile.

Altre preoccupazioni, che vi spingono a rivolgervi a me, riguardano l’illegittimità di degli atti amministrativi adottati, sempre dagli enti preposti, volti ad autorizzare attività con grandi impatti ambientali, muovendosi in direzione contraria a quelli che dovrebbero essere gli obiettivi da perseguire, per cercare di vivere, domani, in un mondo più sostenibile, dove non ci siano persone costrette a lottare per non morire, a causa della prolungata esposizione a sostanze nocive, lasciate a concimare mortalmente enormi porzioni del nostro territorio.
Non solo nelle zone di Gomorra.
Alcuni di voi che mi hanno chiesto aiuto, per sapere cosa fare, come muoversi, con quali tempistiche e quali modalità: una consulenza in grado di guidarli nel pantano di “conformismo” burocratico, istituzionale, amministrativo, in cui si sono trovati costretti.

Un conformismo anche "morale", molto in linea con la più italiane delle frasi: “non è di mia competenza”, come dice, con la solita, precisa, pungente ironia il mio amico Gramellini
Perchè fino a quando non ci toccano direttamente, certe cose sembrano non esistere. Come la crisi.....

In attesa di riprendere, con regolarità, ad informarvi su quanto di più significativo accade nel mondo del diritto dell’ambiente e dell’energia, vi voglio regalare un'emozione. 

Gustatevela in silenzio, per soffocare quell’odioso, petulante, incessante, fastidioso e quotidiano strombazzamento di mediocri falsità pseudo liberali-liberiste-garantiste di chi, spacciandoci finte libertà di cartapesta, vorrebbe comprare l’unica “cosa” in grado di condannarli all’oblio e alla sconfitta: la parola, l’informazione, la libertà.
La libertà di informazione.
Anche ricorrendo al silenzio.

Ecco, è ad un altro tipo di silenzio che faccio riferimento io, adesso, mentre scrivo queste due righe di saluto interlocutorio, per dirvi che è proprio grazie a voi, che mi contattate sempre più numerosi, se oggi sono meno assiduo fra le pagine di Natura Giuridica….


Nella canzone, uno struggente Jamie Collum dice che
il tuo mondo non è nient’altro che tutte le piccole cose che ti sei lasciato dietro
Ma è anche il nostro futuro, che costruiamo con la nostre mani giorno dopo giorno.
Domani raccoglieremo quello che seminiamo oggi.
Ma se oggi seminiamo il silenzio oppressivo ed imbacuccato, domani, cosa saremo in grado di raccogliere, se non uno sterile vuoto?

Libertà d'informazione soffocata

Realign all the stars above my head
Warning signs travel far
I drink instead on my own Oh! how I've known
the battle scars and worn out beds

gentle now a tender breeze blows
whispers through a Gran Torino
whistling another tired song

engines humm and bitter dreams grow
heart locked in a Gran Torino
it beats a lonely rhythm all night long

these streets are old they shine
with the things I've known
and breaks through the trees
their sparkling

your world is nothing more than all the tiny things you've left behind

So tenderly your story is
nothing more than what you see
or what you've done or will become
standing strong do you belong
in your skin; just wondering

gentle now a tender breeze blows
whispers through the Gran Torino
whistling another tired song
engines humm and bitter dreams grow
a heart locked in a Gran Torino
it beats a lonely rhythm all night long

may I be so bold and stay
I need someone to hold
that shudders my skin
their sparkling

your world is nothing more than all the tiny things you've left behind

so realign all the stars above my head
warning signs travel far
i drink instead on my own oh how ive known
the battle scars and worn out beds

gentle now a tender breeze blows
whispers through the Gran Torino
whistling another tired song
engines humm and better dreams grow
heart locked in a Gran Torino
it beats a lonely rhythm all night long
it beats a lonely rhythm all night long
it beats a lonely rhythm all night long

Foto: "Nodi al pettine" originally uploaded on Legalità e benessere

Se questo è un "Paese"...

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Ieri è stata la festa della Repubblica (fondata sul denaro), trascorsa fra scintillanti parate militari in pompa magna ai Fori, simbolo di questa nave senza cocchiere, che "sta Fuori" da tutto ciò che sia buon senso, cultura, futuro, pietà, umanità.


Il mio Amico Massimo Gramellini (lui non lo sa, ma è mio amico) nel "Il Buongiorno" di ieri ironizzava sugli "Aerei blu", simbolo di un insensato modo di "governare" il nostro "Bel Paese", da parte di politicanti dediti al difficile mestiere di ripetere in modo ossessionanti (come in una canzone rap di serie zeta) slogan politici sempre uguali a se stessi, sempre autoreferenziali, sempre vecchi, sempre falsi.

Perchè pensano che chi li sente (gli italiani non ascoltano: si limitano, se del caso, a sentire), non sia in grado di scorgere l'agghiacciante baratro che si nasconde fra le pieghe della loro dignità fatta di vuoto.

E in un certo senso "hanno ragione", se il nostro Paese pullula di personaggi cattolici e contadini, spesso ignari di quello che viene detto loro di  pensare, come quelli descritti, sempre dal mio amico, ne "Il Buongorno" di oggi, 3 giugno 2010, "Saviano purché francescano", che oggi ho deciso di riportare nelle pagine di Natura Giuridica
Fino a quando lo affermavano politici prevenuti e intellettuali invidiosi, si poteva sorvolare. Ma ora che persino un punto di riferimento per le masse come il centravanti milanista (e napoletano) Borriello accusa Saviano di «aver lucrato sulla mia città», la questione si fa maledettamente seria. È giusto che uno scrittore possa acquisire fama e denaro parlando di camorra, come un centravanti facendo dei gol? Nel suo ultimo disco il musicista partenopeo Daniele Sepe - meno conosciuto di Borriello perché non si è mai fidanzato con Belen - rinfaccia a Saviano: «Hai fatto fortuna, ma chi ti paga è il capo dei burattinai», come se fosse la berlusconiana Mondadori ad aver arricchito il suo autore e non viceversa. Eppure basta bighellonare fra i blog che commentano le parole di Borriello per accorgersi che tanti la pensano come lui e paragonano Saviano a «uno che fa beneficenza e va a dirlo in giro».

In questo Paese cattolico e contadino, che pensa al denaro di continuo ma non smette di considerarlo lo sterco del demonio, è passato il principio che argomenti nobili come la legalità e la giustizia sociale vanno maneggiati in incognito e senza percepire compensi di mercato. Briatore può farsi docce di champagne su tutti gli yacht che vuole: è coerente col personaggio. Ma Santoro non deve guadagnare come Letterman né Saviano come Grisham, perché da chi sferza il malcostume gli italiani pretendono voto di povertà. A noi gli eroi piacciono scalzi e sfigati, per poterli compatire e sentirci più buoni. Così dopo votiamo i miliardari con maggiore serenità.
Stupendo: mi viene il vomito!

Foto: "Povera Italia!" originally uploaded by Francesco Milana