UNI EN ISO 14026:2018 su etichettatura e dichiarazioni ambientali per una comunicazione ambientale veritiera

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È passato quasi un anno dal 6 dicembre 2018, giorno di entrata in vigore della norma UNI EN ISO 14026:2018 sull’etichettatura e dichiarazioni ambientali – Principî, requisiti e linee guida per la comunicazione delle informazioni sull’impronta ambientale (footprint).

Il nuovo standard internazionale nasce per garantire a imprese e consumatori una comunicazione ambientale che trasmetta una reale impronta ecologica. Partendo dal dato normativo, Andrea Quaranta analizza i possibili impatti che la nuova norma potrebbe avere sulla comunicazione ambientale. Questi gli argomenti affrontati nell'articolo dal titolo Comunicazione ambientale, guerra al greenwashing e norma UNI pubblicato sul portale teknoring.com
  1. 1. Domande fondamentali e comunicazione ambientale
  2. 2. Quanto abbiamo bisogno di una comunicazione ambientale corretta?
  3. 3. Dalla lotta al greenwashing ai requisiti del programma di comunicazione
  4. 4. Una rivoluzione non solo nella comunicazione ambientale (!?)
La pubblicazione del nuovo standard sancisce il diritto di consumatori e imprese a ricevere informazioni sull’impronta ambientale dei prodotti che siano chiare, non fuorvianti, facilmente accessibili e di qualità.

Si tratta di un modo di concepire la comunicazione ambientale lontano anni luce dal c.d. greenwashing, neologismo composto dalle parole green e whitewash, ossia imbiancare e, in senso figurato, insabbiare o mascherare qualcosa. Fu coniato in America nei primi anni Novanta per descrivere il comportamento di alcune grandi aziende che avevano associato la propria immagine alle tematiche ambientali, al fine di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalle responsabilità derivanti dall’inquinamento causato dalle proprie attività produttive.

Ora è troppo presto per tracciare un primo bilancio sugli effetti prodotti da questa norma sulla comunicazione ambientale. Tuttavia, si può affermare che per certi versi si tratta di una norma ambiziosa, che si pone l’obiettivo di rivoluzionare dalle fondamenta il settore della comunicazione ambientale. Scardinando un meccanismo composto da: segretezza dei brevetti, comunicazione non sempre limpida verso terze parti e consumatori, e confusione terminologica.

Da una parte si richiede uno sforzo alle organizzazioni per adeguare le proprie comunicazioni ambientali ai nuovi principî e linee guida. All’interno del testo della norma per esempio, in diversi punti, ricorre il termine ‘semplificare‘, nonché la necessità che le organizzazioni si assicurino che le informazioni comunicate siano comprensibili, chiare e non fuorvianti, con particolare riferimento a dati e grafici.

Ma c’è anche una richiesta di analogo sforzo ai consumatori. Sempre di più dovranno essere in grado di leggere e comprendere comunicazioni dell’impronta ambientale basate su principî e linee guida rigorosi. Ed orientare poi di conseguenza le proprie scelte di consumo, praticando nella quotidianeità un vero e proprio consumo critico. 


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Greta e il premio Nobel

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Greta Thunberg ci è andata vicino: era data come super favorita al premio Nobel per la Pace, che è stato assegnato invece al quarantatreenne primo ministro dell'Etiopia, per la firma dell'accordo di pace con l'Eritrea - da sempre in conflitto con l'Etiopia - nonché per le sue riforme improntate alla libertà di stampa e delle persone. 

Cosa hanno in comune queste due figure?

Apparentemente poco: tornando a Greta Thunberg, in realtà, il suo farsi portavoce dell'esigenza delle nuove generazioni di preservare il pianeta è un argomento ancora piuttosto divisivo, che non genera pace perché molti persone ed istituzioni mettono ancora in dubbio e contestano aspramente il fatto che gli effetti nefasti che il cambiamento climatico produce sul nostro Pianeta siano in larga parte da attribuire alle attività umane. Tuttavia, per la concreta realizzazione del suo messaggio - maggiore attenzione delle persone e misure dei Governi volte a salvaguardare realmente il pianeta per le prossime generazioni - la pace è certamente condicio sine qua non: la guerra infatti è un elemento deleterio per il nostro pianeta, per le persone che le combattono e per coloro che ne sono vittime (si pensi soltanto all'impatto e alla potenza delle armi: morte, distruzione delle città, inquinamento del suolo e dell'aria, per non parlare del dispendio di risorse economiche inevitabilmente sottratte, tra l'altro, a quei provvedimenti che potrebbero mitigare gli effetti del cambiamento climatico).

Pur tuttavia, esiste un elemento assolutamente comune fra Greta e il primo ministro EtiopeAbiy Ahmed Ali: l'intento che li anima parte da un medesimo presupposto, quello di dimostrare che si può rovesciare lo stato delle cose, contro tutto e contro tutti. Il politico etiope è il primo capo di governo oromo, un'etnia largamente diffusa in Etiopia che si è sempre sentita discriminata politicamente, etnicamente e culturalmente. Non solo: pur essendo entrato nell'esercito, ed avendo fatto una certa carriera al suo interno, non se ne è fatto fagocitare: è risaputo infatti che molta dell'instabilità e dei problemi economici in Etiopia sono dovuti al forte controllo esercitato dai militari sulla vita pubblica.

Per poter "rovesciare le cose" è necessario che tutti diano un contributo. Questo ci insegna la sedicenne Greta con le sue richieste, ora accorate, ora aggressive, di adottare ad ogni livello della Società abitudini e comportamenti rispettosi del Pianeta.

Mentre ci chiedevamo con quale argomento ricominciare a postare su questo blog dopo la pausa estiva e la ripresa dell'attività lavorativa - che tende a sottrarre sempre di più il tempo per scrivere sul blog - abbiamo pensato a Greta e alla enorme importanza dei suoi appelli. E subito dopo ci siamo chiesti: cosa possiamo fare noi per l'Ambiente? Ci siamo dati questa risposta: continuare a scrivere e informare per quanto possiamo su come le norme, le leggi e le sentenze rispettano, tutelano - o non riescono a farlo - l'Ambiente.

La frequenza di aggiornamento di questo blog è scesa perché Andrea Quaranta scrive in materia  di diritto dell'ambiente e molto altro su diverse testate on e off line. Tornerà certamente a scrivere anche su questo blog. Così come alcune delle figure professionali con cui collabora attualmente scriveranno i loro contributi all'interno del blog. 


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Il Dossier sulle autorizzazioni ambientali con gli articoli di Andrea Quaranta

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Sul portale INSIC è stato pubblicato un Nuovo Dossier tematico dedicato alle Autorizzazioni ambientali tratto dalla rivista Ambiente&Sicurezza sul Lavoro.

Il dossier AUTORIZZAZIONI AMBIENTALI raccoglie gli articoli più rilevanti pubblicati in materia di autorizzazioni ambientali sulla rivista Ambiente & Sicurezza sul lavoro tra il 2017 e il 2019.

Tutti i contributi tratti dalla rivista sono realizzati da Andrea Quaranta  e anticipati da un approfondimento sul testo del Decreto n. 104 del 15/04/2019 sulle modalità di redazione della "Relazione di riferimento" AIA. 

Il Dossier è liberamente scaricabile in formato PDF a questo link

INDICE del DOSSIER AUTORIZZAZIONI AMBIENTALI:
  • Relazione di riferimento AIA: un decreto su contenuti e modalità di allegazione Di Antonio Mazzuca - InSic maggio 2019;

  • Autorizzazione integrata ambientale: tra futuribili novità normative, disciplina transitoria e discrezionalità tecnico-amministrativa Di Andrea Quaranta, Ambiente&Sicurezza sul Lavoro, Maggio 2019;

  • Controlli AIA: l'importanza della conoscenza condivisa in un sistema unitario a rete Di Andrea Quaranta, Ambiente&Sicurezza sul Lavoro, Settembre 2018;

  • Medi impianti di combustione: la nuova disciplina su prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera Di Andrea Quaranta, Ambiente&Sicurezza sul Lavoro, Febbraio 2018;

  • Autorizzazioni ambientali: focus sul riordino a seguito della riorganizzazione delle Pubbliche Amministrazioni Di Andrea Quaranta, Ambiente&Sicurezza sul Lavoro, Maggio 2017;

Per maggiori approfondimenti sull'argomento, potete leggere i post di Andrea Quaranta, pubblicati all'interno di questo blog, raggruppati sotto l'etichetta Autorizzazione integrata ambientale, e quelli sotto l'etichetta Autorizzazione unica.


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Andrea Quaranta interverrà a Safety Expo 2019

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Andrea Quaranta parteciperà a Safety Expo 2019 che si terrà a Bergamo il 18 e 19 settembre prossimo.

Sarà presente sia nella giornata di mercoledì 18 - per ascoltare le esigenze e le problematiche riscontrate da quanti devono confrontarsi con tematiche delicate quali appunto la prevenzione incendi e la sicurezza sul lavoro - sia giovedì 19 settembre dalle 11.00, come relatore nell'ambito del convegno Rischi ambientali: come riconoscerli e come gestirli garantendo la business continuity.

Arrivato alla sua IV edizione, Safety Expo è l’evento nazionale di riferimento per la prevenzione incendi e la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nasce dall’unione del Forum di Prevenzione Incendi e del Forum di Sicurezza sul Lavoro, dal 2016 uniti in un unico appuntamento.


Ecco la scheda sintetica delle tematiche affrontate da Andrea Quaranta e dai suoi ospiti:

"L’altra faccia del rischio è quella delle opportunità ad esso connesse. Obiettivo del convegno è facilitare la presa di coscienza delle problematiche in gioco. L’ambiente non è soltanto un vincolo per l’azienda, ma può e DEVE essere un veicolo di sostenibilità: economica, finanziaria, sociale. L’incontro vuole condurre il partecipante ad un vero e proprio cambio di paradigma: capire come funziona il “Sistema” per orientarlo a risolvere i problemi e/o - meglio ancora - a prevenirli. Creare business laddove prima si pensava solo a tamponare i guai. Partendo dal Piano di Emergenza Interno (che investe anche aspetti relativi all’antincendio e alla sicurezza) si parlerà delle problematiche ambientali connesse agli incendi (bonifiche). A seguire, l’analisi delle soluzioni operative per far fronte al rischio (ambientale ed economico) chiuderà il cerchio, affrontando in particolare il tema dei Sistemi di Gestione e delle Assicurazioni ambientali: tutte soluzioni in ottica preventiva e proattiva, orientate alla minimizzazione progressiva dei rischi, con tutto quello che ciò comporta in termini di business continuity".


Oltre ad Andrea Quaranta interverranno:

  • ing. Maurizio Melino, Auditor/ Lead Auditor OHSAS 18001, Auditor/ Lead Auditor ISO 14001 , Auditor Interni OHSAS 18001, ISO 50001, si occupa da diversi anni di Gestione integrata Ambiente / Sicurezza ed è docente nell'ambito del Master Sistemi di Gestione Integrati per la Qualità, Sicurezza, Energia e Ambiente di Alma Laboris Business School;
  • Stefano Di Nauta, geologo, consulente esperto in bonifiche;
  • Maurizio Melino, ingegnere chimico, auditor/lead auditor OHSAS 18001, ISO 14001;
  • Lisa Casali, Pool Manager e Compliance Officer Antitrust - Pool Ambiente, Milano; 
  • Alessandro Saletta, Casuality underwriter, Generali Italia SpA, che illustrerà cosa si intende per e cosa ci si dovrebbe aspettare da un'assicurazione ambientale.
L'evento è valido come aggiornamento ai sensi del D.Lgs. 81/08 -Valido ai fini del rilascio di CFP (autorizzazione in fase di ottenimento).

Se volete avere una piccola anticipazione delle tematiche affrontate a Safety Expo, e conoscere un po' meglio Andrea Quaranta, qui di seguito troverete una video intervista a Andrea Quaranta e Danilo Olivero, fondatori di Sistema Iso, realtà specializzata nella progettazione e consulenza nell'ambito dei sistemi di gestione.





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Il Min. Ambiente detta le nuove regole per la relazione di riferimento

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Con il decreto 15 aprile 2019, n. 104, il Min. Ambiente ha dettato le modalità per la redazione della relazione di riferimento di cui all'articolo 5, comma 1, lettera v) -bis del D LGS n. 152/06.


La disciplina della relazione di riferimento: il DM n.272/2014

Il D.M. n. 104/2019 colma il vuoto dovuto all'annullamento del precedente D.M. 13 novembre 2014, n. 272, da parte del Tar Lazio, con sentenza 20 novembre 2017, n. 11452. I giudici romani hanno ritenuto di dover riconoscere al D.M. n. 272 natura normativa (e, più precisamente, regolamentare), decretando, conseguentemente, l’illegittimità a causa della mancata osservanza, nell’iter che ha portato alla sua approvazione, dei passaggi procedurali previsti – appunto – per i regolamenti dall’art. 17, legge n. 400/1988 sulla disciplina dell'attività di Governo, compreso l’obbligo della pubblicazione integrale sulla Gazzetta ufficiale. 


Ma cos'è esattamente la relazione di riferimento?

Lo strumento della relazione di riferimento è stato introdotto dalla direttiva 2010/75/Ue (cosiddetta “direttiva Ied”, recepita nell’ordinamento italiano attraverso il D.Lgs. n. 46/2014) e riguarda esclusivamente le attività soggette ad autorizzazione integrata ambientale (AIA); esso ha lo scopo di consentire un raffronto tra lo stato di contaminazione iniziale del sito e quello risultante al momento della cessazione definitiva dell’attività industriale, al fine dell’eventuale adozione di misure ripristinatorie nel caso di peggioramento della contaminazione. 


Per quali attività è necessaria la relazione di riferimento?

Si applica agli impianti elencati nell’Allegato XII alla parte seconda del D.Lgs. n. 152/2006:

1. Raffinerie di petrolio greggio, escluse le imprese che producono soltanto lubrificanti dal petrolio greggio, nonché impianti di gassificazione e di liquefazione di almeno 500 tonnellate (Mg) al giorno di carbone o di scisti bituminosi; 2. Centrali termiche ed altri impianti di combustione con potenza termica di almeno 300 MW, qualora gli impianti siano alimentati, anche solo in parte, da combustibili diversi dal gas naturale; 3. Acciaierie integrate di prima fusione della ghisa e dell'acciaio; 4. Impianti chimici con capacità produttiva complessiva annua per classe di prodotto, espressa in milioni di chilogrammi, superiore alle soglie indicate in tabella; 5. Impianti funzionalmente connessi a uno degli impianti di cui ai punti precedenti, localizzati nel medesimo sito e gestiti dal medesimo gestore, che non svolgono attività di cui all'allegato VIII.

Il testo del provvedimento è disponibile sul sito del Min. Ambiente.

Se l'argomento relazione di riferimento - AIA ti interessa, ti invitiamo a leggere gli altri post all'interno del blog Natura Giuridica:

1.http://naturagiuridica.blogspot.com/2014/11/AIA-relazione-riferimento-autorizzazione-integrata-ambientale-DM-272-2014.html

2.https://naturagiuridica.blogspot.com/2015/04/aia-autorizzazione-integrata-ambientale-relazione-di-riferimento.html

3.https://naturagiuridica.blogspot.com/2015/04/autorizzazione-integrata-ambientale-aia-criteri-uniforme-applicazione-territorio-nazionale.html

4.https://naturagiuridica.blogspot.com/2015/04/autorizzazione-integrata-ambientale-aia-contenuti-minimi-relazione-di-riferimento-sostanze-pericolose-pertinenti.html 

5.https://naturagiuridica.blogspot.com/2015/04/aia-autorizzazione-integrata-ambientale-relazione-di-riferimento-commento.html


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Incentivi fondo nazionale di efficienza energetica: si può presentare la domanda

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Dal 20 maggio scorso sulla piattaforma INVITALIA - rafforziamo le imprese, Esco (Energy service company) e P.A. possono presentare le domande di accesso agli incentivi per interventi di efficienza energetica

Invitalia è l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa posseduta dal Ministero dell'economia. 

È stato infatti registrato alla Corte dei Conti e pubblicato sul sito del Ministero dello sviluppo, per l'entrata in vigore, il decreto interministeriale (firmato dai due Direttori generali dei Ministeri dello Sviluppo e dell'Ambiente) 5 aprile 2019 che "attiva" il Fondo nazionale sull'efficienza energetica istituito dal DM 22 dicembre 2017, che ha dettato le modalità di funzionamento del Fondo. Sul sito Invitalia è possibile scaricare il testo del DM 22 dicembre 2017.

Il decreto 5 aprile 2019 individua i beneficiari, le modalità di presentazione delle domande e ulteriori condizioni di accesso ai finanziamenti (rispetto a quelle già indicate dal DM 22/12/2017).

Il Fondo, la cui dotazione ammonta a 310 milioni di euro è finalizzato a sostenere interventi di efficienza energetica su edifici, impianti e processi produttivi realizzati da imprese, Esco (Energy service company) e Pubblica Amministrazione e prevede l'erogazione di finanziamenti a tasso agevolato e/o la concessione di garanzie su singole operazioni di finanziamento. 

Se sei interessato all'argomento ti invitiamo a leggere gli altri post sull'efficienza energetica presenti all'interno del blog Natura Giuridica.

Cos'è Il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica - FNEE?

Si tratta di un incentivo che sostiene la realizzazione di interventi finalizzati a garantire il raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica, in linea con quanto previsto dal Protocollo di Kioto. Le risorse finanziarie stanziate per l'incentivo ammontano a circa 185 milioni di euro e sono così suddivise: 30% garanzie e 70% finanziamenti agevolati. Inoltre è prevista una dotazione aggiuntiva per il biennio 2019-2020 di 125 milioni di euro. 

Il FNEE è una misura a sportello, pertanto le domande sono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo e non ci sono graduatorie. 


Cosa finanzia?

Sono finanziabili le iniziative riguardanti: la riduzione dei consumi di energia nei processi industriali, la realizzazione e/o l’implementazione di reti ed impianti di teleriscaldamento e teleraffrescamento, l’efficientamento di servizi ed infrastrutture pubbliche, inclusa la pubblica illuminazione, la riqualificazione energetica degli edifici. 


Spese ammissibili

Consulenze (nella misura max del 10% delle spese ammissibili): con riferimento in particolare alle spese per progettazioni ingegneristiche relative alle strutture dei fabbricati e degli impianti, direzione lavori, collaudi di legge, progettazione e implementazione di sistemi di gestione energetica, studi di fattibilità nonché la predisposizione dell’attestato di prestazione energetica degli edifici e della diagnosi energetica degli edifici pubblici.
Impianti, macchinari e attrezzature: le apparecchiature, gli impianti nonché macchinari e attrezzature varie (inclusi i sistemi di telegestione, telecontrollo e monitoraggio per la raccolta dei dati riguardanti i risparmi conseguiti) comprensivi delle forniture di materiali e dei componenti previsti per la realizzazione dell’intervento.
interventi sull’involucro edilizio comprensivi di opere murarie e assimilate, ivi inclusi i costi per gli interventi di mitigazione del rischio sismico, qualora riguardanti elementi edilizi interessati dagli interventi di efficientamento energetico.
infrastrutture specifiche comprese le opere civili, i supporti, le linee di adduzione dell’acqua, dell’energia elettrica - comprensivo dell’allacciamento alla rete – del gas e/o del combustibile biomassa necessari per il funzionamento dell’impianto, nonché i sistemi di misura dei vari parametri di funzionamento dell’impianto. 

Nel provvedimento sono specificate anche le spese non ammissibili: 1)beni acquisiti attraverso locazione finanziaria; 2)macchinari, impianti e attrezzature usati; 3)automezzi e attrezzature di trasporto targati; 4)spese di funzionamento, notarili, relative a imposte, tasse o scorte; 5)consulenza specialistica rilasciata da amministratori, soci e dipendenti del soggetto beneficiario; 6)spese relative a singoli beni di importo inferiore a 500 euro, suscettibili di autonoma utilizzazione.


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