I commentatori politici hanno sovente sottolineato che quasi tutti i governi italiani hanno avuto il tratto comune di voler a tutti i costi fare la riforma della scuola e/o dell'università e della ricerca, con l'obiettivo di fissare una propria impronta sul sistema formativo nazionale, che sforna i futuri cittadini-elettori.
Lo stesso adagio potrebbe essere ripetuto anche per quanto riguarda gli incentivi statali alle energie prodotte da fonti rinnovabili; dopo il rapidissimo avvicendarsi del terzo e del quarto conto energia (fotovoltaico), dopo i ripensamenti e le numerose polemiche, legate soprattutto al fotovoltaico in zona agricola, anche il Governo Monti ha detto la sua e, in attesa che venga presentato il decreto di riforma degli incentivi statali alle energie rinnovabili diverse da quella fotovoltaica (agroenergie, biogas, biomasse, eolico, geotermia ecc), nel decreto liberalizzazioni, appena licenziato, all'art. 65 si stabilisce gli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole non possono più accedere agli incentivi statali previsti dal Decreto Rinnovabili (Dlgs 28/2011).
Lo stesso adagio potrebbe essere ripetuto anche per quanto riguarda gli incentivi statali alle energie prodotte da fonti rinnovabili; dopo il rapidissimo avvicendarsi del terzo e del quarto conto energia (fotovoltaico), dopo i ripensamenti e le numerose polemiche, legate soprattutto al fotovoltaico in zona agricola, anche il Governo Monti ha detto la sua e, in attesa che venga presentato il decreto di riforma degli incentivi statali alle energie rinnovabili diverse da quella fotovoltaica (agroenergie, biogas, biomasse, eolico, geotermia ecc), nel decreto liberalizzazioni, appena licenziato, all'art. 65 si stabilisce gli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole non possono più accedere agli incentivi statali previsti dal Decreto Rinnovabili (Dlgs 28/2011).




