giovedì 23 febbraio 2012

Le continue riforme degli incentivi alle rinnovabili

I commentatori politici hanno sovente sottolineato che quasi tutti i governi italiani hanno avuto il tratto comune di voler a tutti i costi fare la riforma della scuola e/o dell'università e della ricerca, con l'obiettivo di fissare una propria impronta sul sistema formativo nazionale, che sforna i futuri cittadini-elettori.
Lo stesso adagio potrebbe essere ripetuto anche per quanto riguarda gli incentivi statali alle energie prodotte da fonti rinnovabili; dopo il rapidissimo avvicendarsi del terzo e del quarto conto energia (fotovoltaico), dopo i ripensamenti e le numerose polemiche, legate soprattutto al fotovoltaico in zona agricola, anche il Governo Monti ha detto la sua e, in attesa che venga presentato il decreto di riforma degli incentivi statali alle energie rinnovabili diverse da quella fotovoltaica (agroenergie, biogas, biomasse, eolico, geotermia ecc), nel decreto liberalizzazioni, appena licenziato, all'art. 65 si stabilisce gli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole non possono più accedere agli incentivi statali previsti dal Decreto Rinnovabili (Dlgs 28/2011).


lunedì 20 febbraio 2012

La riscossione dei canoni rivieraschi e l'ignoranza del diritto dell'ambiente

Investire in impianti idroelettrici è estremamente redditizio. Anche in questo settore energetico c'è stata una sorta di bolla speculativa. Chi deteneva delle concessioni per lo sfruttamento di piccoli rii e cascate, fino a pochissimo tempo fa non sapeva di possedere una miniera d'oro. E' capitato così che tanti vendessero a prezzi contenuti a persone che avevano intenzione di investire nel settore, non certo per beneficenza, ma perché si tratta di una forma di investimento estremamente redditizia.
Chi aveva un vantaggio in termini di capitali e di informazioni ci ha guadagnato, e continuerà a farlo a lungo.
Chi ha venduto si mangia le mani.
Succede così ed è fisiologico in tutti i nuovi mercati: vi è per natura chi sa cogliere le opportunità prima degli altri.



giovedì 16 febbraio 2012

AL SISTRI AL SISTRI

Dopo un nuovo “click day”, il SISTRI avrebbe dovuto diventare operativo il 9 febbraio 2012 per tutti, senza più partenze scaglionate, in ragione della tipologia e della dimensione aziendale, seppure con qualche eccezione, ma "l'immancabile “milleproroghe”, nel suo ciclico procrastinare l'entrata in vigore di tutto ciò che (molto) il legislatore non è stato in grado di rispettare, ha spostato la nuova data ad aprile", e con il successivo D.L. 216/11, il Governo Monti ha spostato la data di entrata in vigore del S.I.S.T.R.I. a giugno 2012. "Nel D.L. si aggiunge che “a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, per la gestione del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, la competente Direzione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare può avvalersi dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale per lo svolgimento di tutte le attività diverse da quelle individuate dal contratto in essere avente ad oggetto la fornitura del relativo sistema informatico e la gestione del relativo sito internet. A decorrere dal medesimo termine, ogni sei mesi il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare trasmette alle Camere una relazione sullo stato di attuazione del SISTRI". 
Si parla di SISTRI dal 2006, ossia dall'anno dell'entrata in vigore del D.Lgs n. 152/06, il c.d. Testo Unico Ambientale: a pochi mesi dalla sua entrata in vigore, "il legislatore (L. n. 296/06) sentì l'esigenza di realizzare un sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti, in funzione della sicurezza nazionale ed in rapporto all'esigenza di prevenire e reprimere i gravi fenomeni di criminalità organizzata nell'ambito dello smaltimento dei rifiuti, nel frattempo allargatosi a macchia d'olio. 
"Nel secondo correttivo al TUA (D.lgs n. 4/08), il legislatore delegato, che nel frattempo aveva cambiato casacca, stabilì l'obbligo, per alcune categorie di soggetti, di installazione ed utilizzo di apparecchiature elettroniche, per la trasmissione e la raccolta delle informazioni sulla produzione, detenzione, trasporto, recupero e smaltimento di rifiuti. Nel frattempo, anche a livello comunitario si stabilì di obbligare gli Stati membri ad adottare misure affinché la produzione, la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti fossero eseguiti in condizioni tali da garantire protezione dell’ambiente e della salute umana: nel declinare il principio chi inquina paga, la Comunità europea obbligo gli Stati a prevedere, inter alia, l'adozione di misure volte a “garantire la tracciabilità dalla produzione alla destinazione finale ed il controllo dei rifiuti pericolosi, per soddisfare i requisiti informativi su quantità e qualità di rifiuti pericolosi prodotti e gestiti”, e di sanzioni “efficaci, proporzionate e dissuasive”.
La successiva L. n. 102 del 2009 (che affidò al Ministero dell'Ambiente la realizzazione di tale sistema) e il DM 17 dicembre 2009 sembrarono portare a compimento questo processo di crescita giuridico-culturale nel settore della gestione dei rifiuti. Il sistema, infatti, prevedeva la semplificazione delle procedure e degli adempimenti, la (potenziale) riduzione dei costi sostenuti dalle imprese, la gestione innovativa ed efficiente del complesso e variegato processo di gestione dei rifiuti, con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell'illegalità, incentrata sul passaggio dal vecchio sistema cartaceo (formulario di identificazione, registri di carico e scarico e MUD) alle moderne tecnologie informatiche. Peccato che il sistema non sia mai entrato in vigore. 

Da allora ad oggi, invece...continua la lettura di questo articolo di Andrea Quaranta, esperto in diritto dell'ambiente e dell'energia, su Ipsoa - Impresa Sistri proroga in dirittura d'arrivo.




lunedì 13 febbraio 2012

Natura Giuridica: dal web alla carta stampata. E' uscito il mio libro "La consulenza giuridica nella fonti rinnovabili"

E' uscito il mio libro La consulenza giuridica nelle fonti rinnovabili - di Andrea Quaranta, che si inserisce nel progetto più ampio di Natura Giuridica, impresa on line che si occupa di servizi e consulenze nell'ambito del diritto ambientale e dell'energia. Il libro è pubblicato da Dario Flaccovio Editore, ed è acquistabile on line sul portale della casa editrice. 
E' proprio in virtù della visibilità data a Natura Giuridica dal sito, dal blog, dalla pagina Facebook e dalla mia presenza sui principali social & business network, che l'editore, palermitano, ha deciso di contattarmi e di propormi la redazione del manuale.
Curioso il nostro percorso "imprenditoriale": Natura Giuridica nasce infatti come creatura squisitamente on line. Nel 2009, io e mia moglie Naide Della Pelle, abbiamo deciso di aprire un blog dedicato all'ambiente, avventurandoci in un ambiente, quello della comunicazione ambientale (perdonate l'innocente gioco di parole), considerato per certi versi piuttosto ostico, perché spesso i messaggi trovano un pubblico indifferente, distratto, disinteressato. Invece, vuoi la crisi economica, vuoi i capricci climatici che da qualche tempo interessano anche il nostro Paese, c'è stato un avvicinamento delle persone alle tematiche relative all'ambiente e all'energia.
Al blog si è presto affiancato un sito, dedicato agli aspetti squisitamente tecnico - giuridici legati all'ambiente e all'energia, e questo passaggio ha coinciso con la trasformazione di Natura Giuridica in un'impresa di servizi specializzata in consulenza giuridica ambientale.
Oggi, diversamente da quanto accade alla maggior parte delle attività commerciali che aprono il sito web dopo aver avviato l'attività off line, Natura Giuridica, nata on line come la scommessa di 2 wwworkers di Dronero - Cuneo, approda ora alla carta stampata. 
Il manuale La consulenza giuridica nelle fonti rinnovabili è una guida che tenta di mettere ordine nel complesso panorama del diritto dell'energia, attraverso un'accurata trattazione rispetto alle normative nazionali e regionali in materia di energia, al sistema incentivante statale, il tutto corredato dalla presentazione di alcune delle più rappresentative pronunce dei Tribunali Amministrativi Regionali, che in questi anni hanno sovente chiarito i tanti dubbi interpretativi circa la normativa in materia di energia.