Questo Natale fai un regalo selvaggio

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adozioniPer questo Natale regaliamoci la tenerezza innocente che solo gli animali "selvaggi" - ma molto più indifesi di noi "animali" umani - ci sanno dare aderendo alla campagna WWF natale 2012 . Di che cosa si tratta? Della possibilità di adottare direttamente - oppure di regalare un'adozione - di specie la cui sopravvivenza è in pericolo.
Le tipologie di adozione sono diverse e consentono un approccio ed un' esperienza personalizzate: WWF sta al passo con i tempi e per quelli che..."iper-moderno o niente" c'è proprio l'adozione digitale, che permette di  ridurre a zero l'impatto ambientale della propria adozione, con l'esclusiva "mobile App WWF ADOZIONI" per iPhone e Android. 
Sarà che rimango affezionata al mio peluche a forma di panda che mi ha accompagnato per tutta l'infanzia, sopravvivendo anche ai lavaggi in lavatrice, ma io resto una fan a oltranza dell'adozione con peluche che, oltre ai materiali dell’adozione semplice (borsa WWF, una lettera di Fulco Pratesi, una scheda sulle caratteristiche ed i rischi corsi dalla specie, un certificato, un grande planisfero con evidenziate le aree di azione del WWF e un adesivo da apporre sull’area tutelata) include un tenero “rappresentante” della specie scelta.
Questa campagna adozioni si è già svolta nel 2011 e oggi si arricchisce di due nuove specie da salvare: il gorilla ed il leone che, insieme al ghepardo, compone il "trio felini". Già lo scorso anno, per favorire l’intervento negli habitat, le specie adottabili sono state raggruppate nei trii perché questo consente di favorire un intervento trasversale su tre specie accomunate dall’habitat o dai progetti messi in piedi da WWF nel mondo. E così, oltre al trio polare (foca, pinguino, orso polare), asiatico (panda, tigre, orango), africano (ghepardo, elefante, gorilla) e italiano (orso bruno, delfino, lupo), è possibile scegliere il trio dei felini. Questi splendidi animali, distribuiti in diversi luoghi del mondo, sono accomunati dall’essere minacciati prevalentemente dalla riduzione del loro habitat a causa dell’uomo e dal bracconaggio.
Il WWF opera in 100 Stati del mondo per arginare i danni che le attività umane procurano alle tante specie animali che popolano il nostro splendido pianeta: per millenni, è stata solo ed esclusivamente Madre Natura a selezionare le specie più forti, ossia quelle destinate a sopravvivere adattandosi, meglio di altre, ai cambiamenti climatici. Oggi queste specie animali sono del tutto indifese di fronte al violentissimo impatto che le nostre attività hanno ormai su tutto il pianeta, ed è ora di invertire la rotta, partendo da un semplice e tenero gesto!


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Piemonte: approvato il nuovo piano d'azione sull'energia per il biennio '12-'14

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Il 19 novembre scorso la Giunta regionale del Piemonte ha approvato il nuovo Piano d'azione sull'energia per il biennio 2012-2014. Si tratta del documento che fissa obiettivi e budget riservati alla programmazione energetica regionale.
Saranno quattro gli assi strategici di intervento per il biennio 2012-2014: produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili, efficienza e risparmio energetico, reti e generazione distribuita, filiera della clean economy e specializzazione dei cluster regionali.
 “Oltre 39 milioni di euro a disposizione - precisa Giordano, assessore allo sviluppo - che saranno utilizzati realizzando strumenti di sostegno attraverso prestiti agevolati e contributi a fondo perduto. Tengo a sottolineare che gli assi strategici di intervento sono stati concordati direttamente con i cittadini, che hanno potuto esprimere le loro osservazioni e proposte attraverso il portale del Forum energia. Un confronto e una condivisione unica nel suo genere, che ha potuto avvicinare amministrazione e cittadini nell’attuazione dei principi di partecipazione e trasparenza. Non mi risulta ci siano mai state esperienze analoghe nel nostro Paese nella costruzione di una programmazione energetica regionale”.
Le risorse, che derivano da fondi europei e regionali, verranno così ripartite: promozione efficienza energetica e fonti rinnovabili nelle imprese (5 milioni); impianti biomasse forestali (5 milioni); impianti termici da fonti rinnovabili (3,5 milioni); razionalizzazione dei consumi energetici negli edifici pubblici (6 milioni); riqualificazione energetica di coperture di amianto sugli edifici scolastici (2,5 milioni); sostegno all’innovazione nel settore della clean economy (4 milioni); clean economy come smart specialization del Piemonte (1 milione); esperienze pilota smart building (1,5 milioni). Sulle esperienze pilota smart building, in particolare, verranno erogati anche parte degli 8 milioni di fondi Far (Fondo Agevolazione alla Ricerca) messi a disposizione dall'accordo con il Ministero della Ricerca. 
Con le risorse regionali derivanti da minori erogazioni o da revoche di contributi si finanzierà invece nuovamente il bando "edifici a energia quasi zero", che aveva fatto registrare ottimi riscontri, esaurendo in poco tempo le risorse disponibili. 
Infine, saranno destinati 3 milioni e 100 mila euro per la riqualificazione emissiva ed energetica degli edifici. “Si tratta comunque di una dotazione iniziale - chiarisce Giordano - I bandi che avranno più successo verranno rifinanziati utilizzando risorse di quelli che ne hanno avuto meno. Il nostro obiettivo complessivo è promuovere sempre meglio l'innovazione nel settore energetico, in attesa di fare quel salto di qualità che ci porti a creare il distretto piemontese sulla green tech. Questo dovrà coinvolgere più ambiti e avere l'ambizioso compito di porsi come un esempio di eccellenza a livello internazionale”.


Le vicende Ilva ed Enel: diritto al lavoro versus diritto alla salute; il punto di ASSONIME

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La recente vicenda che vede coinvolta l’ILVA di Taranto è solo uno degli emblemi, l’ultimo in ordine cronologico, non solo del “modo” di (non) fare politica ambientale del nostro Paese, ma anche del ruolo di supplenza svolto dal giudice nella tutela dell’ambiente rispetto a forme di inquinamento (non solo) atmosferico e, infine, della passiva rassegnazione con la quale – secondo una sbagliata logica della sterile contrapposizione – i cittadini si riducono a scegliere fra diritto al lavoro e tutela della salute e della salubrità dell’ambiente
Soltanto pochi anni fa, in una bella sentenza del Tribunale di Rovigo-Sezione di Adria, il giudice – nel condannare i vertici dell’ENEL in relazione ai reati di getto pericoloso di cose (art. 674 c.p.), di danneggiamento aggravato (art. 635 c.p.) e peggioramento temporaneo delle emissioni (artt. 13, comma 5 e 25, comma 7, del DPR n. 203/88) – ha sottolineato l’incapacità del “sistema” di far fronte alla drammatica complessità dei problemi, derivanti dall’inquinamento atmosferico, inerenti la tutela della salute dell’uomo e dell’ambiente. 
Un sistema che è reso ancora più complicato dalle “grandi distanze” fra gli interessi delle rilevanti entità economiche e politiche, da un lato, e quelli dei singoli cittadini dall’altro che, in un processo di tali dimensioni, rendono ancora più evidente l’incomunicabilità fra le posizioni contrapposte e “la sproporzione fra le capacità di attività degli uni e degli altri, che si muovono secondo logiche e in contesti diversi e – appunto – incomunicabili [...] Ma in questo processo la distanza e l’incomunicabilità emergono non solo fra le posizioni contrapposte ma anche all’interno delle singole posizioni astrattamente coincidenti. 
I cittadini danneggiati o preoccupati dall’attività del colosso industriale sentono quest’ultimo come lontano, a volte come nemico. Ma non minore è la distanza fra i vertici dell’industria e i suoi dirigenti e dipendenti locali, che non hanno accesso alle scelte aziendali che produrranno effetti nella realtà locale né di fatto riescono a gestire i risvolti non strettamente tecnici delle vicende. 
Una volta superata la formale unitarietà della difesa (della difesa appunto di quella entità indistinta che nel processo è chiamato ENEL) la posizione dei direttori di centrale è sembrata più che mai diversa e separata da quella degli amministratori. Dall’altra parte le istituzioni (enti locali, associazioni private ecc.) che avrebbero dovuto rappresentare e sostenere negli anni e nel confronto con ENEL i cittadini – istituzioni che pure sono state in gran parte presenti nel processo costituendosi parte civile – nel corso della vicenda hanno più volte dimostrato inerzia, timore, incapacità: tanto che la loro passività oggettivamente ha favorito gli interessi contrapposti a quelli dei cittadini che dovevano rappresentare”. 
Tale mancanza di dialogo è suggellata dall’amara constatazione “di come la perdurante accettazione sociale, politica ed economica di grandi siti inquinati in ragione della salvaguardia del posto di lavoro sia stata ingannevole e si sia svelata, nel tempo, come un compromesso sbagliato […] ed abbia distorto la realtà creando una situazione di grave connivenza tra controllore e controllato, quasi una perversa simbiosi, tale da allentare qualsiasi forma efficiente di monitoraggio ambientale”. Il perdurante caos normativo e l’obsolescenza dei suoi strumenti, l’assoluta incomunicabilità fra posizioni contrapposte, unite alla mancanza di una seria politica energetica, hanno, quindi, creato un clima di assoluta incertezza, cui il Giudice tenta di porre rimedio “come può”, con gli strumenti a sua disposizione.
A Taranto il procedimento è appena iniziato, ma già si intravedono i sintomi dello stesso modus cogitandi… Come cercare, allora, di far convivere due esigenze contrapposte e in apparenza divergenti come quella della tutela della salute versus del posto del lavoro – dietro la quale si cela quella della libertà economica a priori – dall’altro? 
A distanza di quasi un anno dall’entrata in vigore del nuovo sistema, ASSONIME o Associazione fra le Società italiane per Azioni, con la circolare n. 15 del 28 maggio 2012, ha “fatto il punto” della situazione, senza lesinare critiche al “sistema” introdotto dopo quasi due lustri di colpevole ritardo. L’Associazione ha ritenuto necessario verificare il grado di attuazione della direttiva 2009/99/CE sulla tutela penale dell’ambiente – che richiedeva agli Stati Membri di prevedere anche la responsabilità delle persone giuridiche, quando gli illeciti vengono commessi con dolo o grave negligenza – e quale sia, in ultima analisi, l’impatto che quest’ulteriore estensione della responsabilità da reato degli enti ha sull’organizzazione delle società interessate.
Forti (ed inevitabili) le critiche mossa dall’Associazione inter alia alla scelta dei criteri volti a selezionare i reati presupposto (scelta minimalista e nello stesso tempo eccessiva – sottolinea l’ASSONIME – perché “la legge delega, in aderenza alle direttive comunitarie che ha inteso recepire, aveva selezionato come rilevanti per la responsabilità delle persone giuridiche reati correlati ad effettive situazioni di danno o di pericolo”) e al sistema sanzionatorio.
Il testo completo dell’articolo di Andrea QuarantaAssonime critica sull’impostazione dei reati ambientali” è stato pubblicato mercoledì 29 agosto 2012 su “Il quotidiano online – Professionalità quotidiana” della casa editrice Ipsoa.



Il ruolo dell'AEEG nella promozione dell'efficienza energetica

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Da anni si parla, a livello di princîpi, di promozione delle FER e di efficienza energetica, di obiettivi da raggiungere nel risparmio energetico: tuttavia, spesso il legislatore non ha concretizzato tali “ideali energetici” in norme chiare e complete. Nonostante tutto, la nostra normativa continua imperterrita a caratterizzarsi per la sua frammentarietà ed incompletezza. In questo contesto politico-normativo deficitario, assume un ruolo quanto mai essenziale quello svolto dall’AEEG o Autorità per l'energia elettrica e il gas, che, nella sua globale ed integrata attività di regolatore del settore, ha fra i suoi obiettivi principali quelli di stabilire le tariffe per l’utilizzo delle infrastrutture; garantire la parità d’accesso; promuovere, attraverso la regolazione incentivante, gli investimenti con particolare riferimento all’adeguatezza, l’efficienza e la sicurezza; promuovere più alti livelli di concorrenza e più adeguati standard di sicurezza negli approvvigionamenti, con particolare attenzione all’armonizzazione della regolazione per l’integrazione dei mercati e delle reti a livello internazionale; promuovere l’uso razionale dell’energia, con particolare riferimento alla diffusione dell’efficienza energetica e all’adozione di misure per uno sviluppo sostenibile. In altri due suoi recenti atti – la relazione sullo stato di utilizzo ed integrazione degli impianti da fonti rinnovabili e il parere in merito allo schema di decreto per l’incentivazione della produzione di energia elettrica da FER diverse dalla fonte solare – l’AEEG, sulla scia di quelle conclusioni, dimostra, ancora una volta, una capacità propositiva e un’analisi d’insieme senza eguali nel mondo politico.
Nel primo documento, dello scorso marzo, l’AEEG fotografa lo scenario dei mercati (all’ingrosso e al dettaglio) dell’energia elettrica e del gas naturale: scopo dell’analisi è quello di assicurare, da un lato, l’economicità dell’energia offerta ai clienti finali e le condizioni di non discriminazione degli operatori nel territorio nazionale, anche al fine di promuovere la competitività del sistema economico del Paese nel contesto europeo e internazionale, e di tutelare, dall’altro, gli utenti‐consumatori, con particolare riferimento alle famiglie che versano in condizioni economiche disagiate. Nel secondo documento l’Autorità ha evidenziato che i nuovi strumenti incentivanti previsti dal DLGS 28/11 dovrebbero promuovere la gestione degli impianti secondo criteri che tengano conto delle esigenze di sistema, e che è necessario continuare a prevedere incentivi di tipo feed in premium, mantenendo in capo al produttore la cessione dell’energia elettrica immessa in rete. Il testo completo dell’articolo “Lo stato di (precario) utilizzo ed (incompleta) integrazione degli IAFR” è stato pubblicato mercoledì 8 agosto 2012 su “Il quotidiano online – Professionalità quotidiana”, portale edito dalla casa editrice milanese Ipsoa, con cui Andrea Quaranta collabora da ormai da 10 anni.


Ecomondo 2012 e la novità dei social network

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A Rimini da pochi giorni si è conclusa l'annuale kermesse Ecomondo - Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile, giunta alla sedicesima edizione.
Grandi protagonisti di quest'anno sono stati i principali social network come Facebook, Twitter, Linkedin, e Google+ a cui, all'interno del portale della manifestazione, è stata dedicata una pagina, Ecomondo social network. Anche un evento fieristico come Ecomondo si è piegato alla moda di legare eventi tradizionali - come una fiera di settore appunto - al mondo dei social network, attivando canali digitali per divulgare e scambiare messaggi , news e proposte in tempo reale sia con persone presenti all'evento, sia con coloro che ne sono distanti.
Tramite i social network è stato possibile visionare i programmi, le tematiche e i contenuti di questa sedicesima edizione di Ecomondo, correlati di interviste ai relatori, pubblicazione di ricerche, e nel contempo informazioni di carattere tecnico su logistica e accoglienza. 
Tra le iniziative social, anche la possibilità di seguire una vera e propria narrazione sulla preparazione della Fiera, con anteprime, immagini sui progetti di allestimento, interviste agli organizzatori, promozioni degli espositori e i relativi profili social. 
Una serie di agorà virtuali insomma, affiancate a quella reale, gestite da un Social Media Green Team, deputato alla pubblicazione degli aggiornamenti in tempo reale, ed alla copertura live dei momenti principali e delle diverse sessioni con condivisione di testi, interviste, immagini e video assicurando l´interazione con i partecipanti alla Fiera attivi nei social network. 
Un'iniziativa, quella di Ecomondo, in grado di moltiplicare le possibilità di incontro e di comunicazione offerte dall'evento stesso (rispetto al 2011 l'edizione appena passata ha segnato un incremento presenze pari all'11%, come si legge nel comunicato pubblicato sul sito): qualcosa in più degli incontri faccia a faccia tra operatori economici e potenziali clienti; un vero e proprio moltiplicatore di possibilità e di opportunità per rendere più attrattiva la partecipazione alla fiera per espositori e pubblico, in un momento di gravissima crisi economica quale quello che stiamo attraversando. In effetti, fra le prime spese che un'azienda in crisi taglia vi sono proprio quelle destinate  alla partecipazione a eventi fieristici che comportano l'acquisto di spazi espositivi piuttosto che la predisposizione di spese di trasferta per la partecipazione da parte dei dipendenti.
La fiera è stata anche l'occasione per l´annuncio congiunto, da parte dei Ministri Passera e Clini, dell´avvio del Conto Termico, ossia 900 milioni di euro per l´efficienza energetica di abitazioni private ed edifici pubblici stanziati dal Governo.
Il prossimo appuntamento con Ecomondo è a Rimini Fiera dal 6 al 9 novembre 2013

Approvate le nuove linee guida rinnovabili in Lombardia

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Nella delicata materia, quella delle biomasse, al confine fra la normativa sui rifiuti e quella sulla promozione delle FER o fonti rinnovabili di energia, le recenti linee guida in materia di rinnovabili della regione Lombardia, in relazione al concetto di biomassa, al di là:
 • di una imprecisione giuridica (laddove la DGR, a proposito dell’esclusione dall’ambito di applicazione della normativa sulla gestione dei rifiuti, nel caso in cui i SOA – sottoprodotti di origine animale – siano destinati ad usi che non siano considerati operazioni di trattamento dei rifiuti, fa riferimento all’esempio della valorizzazione energetica: dal punto di vista giuridico, infatti, la valorizzazione energetica di SOA-rifiuti, infatti, costituisce pur sempre un’operazione di incenerimento-recupero di rifiuti, ovverosia di trattamento degli stessi, sia pure a fini non di smaltimento); 
• e della parzialità con cui ha affrontato questo delicato tema,
si inseriscono – non importa se in misura (più o meno) minimal - nel filone evolutivo non solo nella fase normativa energetico-ambientale, ma anche in quella di post-produzione, che da tempo in molti (giuristi ed operatori del settore in primis) invocano. In altri termini, le linee guida lombarde tentano di regolare la complessa materia delle biomasse guardando più alla concreta realtà degli usi e dei risultati che le tecnologie oggi consentono, più che elencare astratti principi che, oggi, difficilmente, riescono a stare al passo con la realtà.
Ciò che qui si vuole sottolineare è la crescente importanza di norme in grado di dare sostanza alla certezza del diritto, certezza finora spesso teorica: è diventato imprescindibile aiutare a cercare, nel caso concreto, la soluzione coerente con il sistema, poiché non è più possibile applicare apoditticamente una delle opzioni,  quella più funzionale al risultato che si vuole ottenere, “giustificata” perché latu sensu prevista dalla normativa, ma non pertinente perché decostestualizzata. 
Una chiave interpretativa dinamica ex ante che, si spera, possa precedere quella di matrice giurisprudenziale che, per quanto utile ed indispensabile – avendo consentito, e consentendo, di interpretare in modo dinamico concetti giuridici troppo statici per rappresentare “la modernità “ sostenibile – è per definizione ex post, ed avviene necessariamente in un momento in cui il cambiamento, “oggetto” della sua pronuncia, non è più in atto, ma è già passato, e con lui le opportunità che tutti i cambiamenti portano con loro… 
Potete leggere il testo completo del mio articolo “Linee guida rinnovabili della Lombardia: un primo passo per la sostenibile certezza del diritto” sul numero 10/12 della rivista Ambiente & Sviluppo, edita da IPSOA


La formazione ambientale in materia di energia in Piemonte

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E' del 27 ottobre scorso la notizia che quest'anno saranno oltre 1.500 gli studenti piemontesi che prenderanno parte alla seconda edizione del corso sperimentale 'Il risparmio energetico comincia dalla scuola', promosso dall'assessorato all'Istruzione della Regione Piemonte nell'ambito delle attivita' di sensibilizzazione ambientale rivolte al mondo scolastico. 
L'iniziativa prevede lezioni frontali che spiegano i principi del risparmio energetico e della sostenibilita' ambientale non solo come necessita' di un corretto stile di vita ma anche come opportunita' professionale per il futuro. Quest'anno a prendervi parte saranno studenti delle scuole elementari e medie di Mongrando, nel biellese, di Novara e Cherasco, nel cuneese, a cui si aggiungeranno 200 studenti delle scuole elementari e medie di Torino e Vercelli che hanno gia' preso parte, l'anno scorso, alla prima edizione della sperimentazione .
La formazione in tema energetico ambientale deve infatti iniziare dalla scuola e proseguire nel corso del tempo perché la conoscenza delle principali evoluzioni tecnologiche in materia energetica e delle opportunità di sostenibilità e di risparmio che esse implicano sono fondamentali per diventare cittadini informati e, per questo, consapevoli.
Inoltre, come ben espresso nelle finalità dell'iniziativa, queste conoscenze possono costituire le basi per decidere di orientare il proprio futuro professionale in ambito energetico. Va da sé infatti che essendo risparmio ed efficienza energetica entrati a pieno titolo nel nostro stile di vita abbiano generato - e genereranno ancora - molteplici opportunità economiche.
E' in questo scenario che si inscrive anche il corso di formazione ambientale che Andrea Quaranta, consulente giuridico in diritto dell'ambiente e dell'energia terrà a Torino i prossimi 16 e 17 novembre. Il corso dal titolo "Il consulente legale per le fonti energetiche rinnovabili" costituisce uno strumento per acquisire conoscenze sistematizzate sul settore delle energie rinnovabili dal punto di vista giuridico; il corso verte sul sistema incentivante italiano, sviscerandolo dal punto di vista non solo giuridico ma anche economico e fiscale. Il corso è rivolto, oltre che alle imprese che operino quotidianamente nel settore energetico, è rivolto alle varie figure professionali, come avvocati, architetti e ingegneri, che si trovino a gestire per i loro clienti pratiche in materia di energia . In questo senso il corso è molto indicato per neo laureati in tali discipline che stiano decidendo od abbiano già deciso di avviare la loro carriera in ambito energetico e desiderino cominciare ad intraprendere un percorso formativo specializzato, in un settore nel quale per avere successo conta in maniera essenziale la qualità del percorso formativo che autonomamente ci si costruisce.
L'iniziativa ha ricevuto il patrocinio dell'Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) ed e' realizzata in collaborazione con il Ministero all'Istruzione , l'Acfa (Associazione di cultura e formazione ambientale), l'APew (Agenzia per l'energia) e la Facolta' di Economia della Universita' di Torino, 



Quando si possono considerare "fuori uso" i veicoli?

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Con il post di oggi si intende effettuare un rapido excursus giurisprudenziale in materia di gestione di una particolare tipologia di rifiuto, i veicoli fuori uso, riportando due massime di altrettante sentenze della Cassazione pubblicate, nel loro testo integrale, nella sezione premium del sito Natura Giuridica.
Qui, oltre all’accurata selezione delle più importanti sentenze in materia di diritto dell’ambiente, potrete trovare commenti analitici su tutte le più importanti e attuali problematiche di diritto ambientale a 360 gradi (gestione dei rifiuti, tutela delle acque, bonifica dei siti contaminati, responsabilità d'impresa, urbanistica, fonti rinnovabili), con schemi, modelli e suggerimenti per gestire tutte le problematiche di diritto ambientale.
Per cercare la/ le sentenze di interesse è sufficiente inserire i termini "veicoli fuori uso" nel motore di ricerca interno del sito www.naturagiuridica.com. Ricordiamo che la consultazione e il download di tali documenti è soggetta alla sottoscrizione del relativo abbonamento premium. Tutte le informazioni sono riportate all'interno della sezione premium.

In materia di veicoli fuori uso, la Cassazione ha di recente affermato che “è considerato fuori uso un veicolo quando:
a) è consegnato ad un centro di raccolta, effettuata dal detentore direttamente o tramite un soggetto autorizzato al trasporto di veicoli fuori uso;
b) ricorre uno dei casi previsti dalla vigente disciplina in materia di veicoli a motore rinvenuti da organi pubblici e non reclamati;
c) l’autorità amministrativa o giudiziaria emana uno specifico provvedimento;
d) in ogni altro caso, il veicolo, ancorché giacente in area privata, risulta in evidente stato di abbandono”.

In un caso, il Collegio ha ritenuto valida la tesi del GIP e preferita anche dal giudice di primo grado, secondo cui nel caso di specie non sussistevano ancora le condizioni perché i veicoli potessero definirsi fuori uso, poiché gli stessi erano ancora funzionanti e dotati di targa, e quindi se anche la loro destinazione in concreto era la rottamazione, era tuttavia ancora possibile che ne venissero distolti, con una sorta di retrocessione. Affinché un veicolo sia considerato pericoloso, è necessario non solo che esso sia fuori uso, ma anche che contenga liquidi o altre componenti pericolose, perché altrimenti rientra nella categoria 16.01.06 e non è qualificato come pericoloso.

Nell'altro, il Collegio ha sottolineato che dalla sentenza di merito risultava chiaramente che l'accusa – sulla quale incombeva il relativo onere – non ha fornito alcuna prova che i veicoli fuori uso in questione contenessero liquidi o altre componenti pericolose, ma si è limitata a presumere apoditticamente che i veicoli contenessero oli, ma tale presunzione non solo non si fonda su alcun indizio o elemento di prova, ma è anche manifestamente illogica perché nella specie la polizia aveva invece accertato che dai veicoli erano state tolte le batterie, ossia che i veicoli stessi erano stati bonificati, sicché si sarebbe dovuto semmai presumere, in mancanza di prova contraria, che essi non contenessero liquidi o altre componenti pericolose.


Regione Piemonte: agevolazioni per le rinnovabili

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E' di pochi giorni fa la notizia che la giunta regionale del Piemonte ha deciso di aumentare di 20 mln lo stanziamento di 100 mln destinato alle imprese piemontesi che hanno presentato progetti di investimento volti alla razionalizzazione dei consumi energetici, all'utilizzazione delle fonti di energia rinnovabile negli insediamenti produttivi e alla riduzione dell'inquinamento. Questo ulteriore stanziamento aumenta l'apposito fondo di rotazione che passa così da 100 a 120 milioni di euro, e su cui erano arrivate molte richieste, di cui una settantina ancora in lista d'attesa. 
"L'intervento - commenta l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Massimo Giordano - permettera' di finanziare quasi tutte le iniziative, consapevoli di quanto il tema del risparmio energetico sia di cruciale importanza in ottica di sviluppo sostenibile."
La misura, rivolta a tutti i tipi di imprese, prevede finanziamenti agevolati, integrati da un contributo a fondo perduto entro certi massimali, che variano in relazione alla tipologia di azienda. 
Intanto, prosegue a livello regionale il lavoro verso l'adozione di un nuovo Piano energetico ambientale, che definisca i necessari indirizzi prioritari, le azioni e gli strumenti da seguire, secondo gli obiettivi posti dall'Unione Europea per il 2020. In vista della realizzazione del nuovo PEAR, la Regione Piemonte ha attivato un forum on line per raccogliere i suggerimenti degli utenti.
Attraverso il portale infatti, gli utenti interessati possono, previa registrazione, inserire commenti, idee, osservazioni e proposte di modifica. Fino al 14 ottobre scorso, attraverso il forumenergia, gli utenti hanno potuto già fornire contributi e proposte sulle “linee d’azione” del Piano d’Azione 2012-2014, prima dell’approvazione delle stesse da parte della Giunta regionale.