giovedì, luglio 23, 2009

Il caso Acna di Cengio e la responsabilità del proprietario del sito contaminato: conclusioni del convegno su Bonifica e Danno ambientale del 2 luglio 2009 a Roma


La sessione pomeridiana è stata inaugurata dal
Prof. Dell’Anno, che ha analizzato i profili giuridici della responsabilità del proprietario di un sito contaminato, attraverso una rapida ricognizione delle “nozioni d’apice” di danno o pericolo ambientale, sito contaminato, prevenzione, risarcimento del danno (in forma specifica o per equivalente).
Qual è la responsabilità, e qual è il ruolo del proprietario (ovvero “operatore”)?
Quando occorre intervenire?
Quali sono i profili di responsabilità?
Chi è tenuto a procedere alle operazioni di bonifica?
Quali sono i criteri di imputazione?
Sono alcune delle domande di cui ha delineato le risposte il relatore, che ha evidenziato i profili soggettivi della responsabilità (diversi a seconda che si tratti del proprietario, di un operatore professionale o di un operatore non professionale) e elencato gli eventi esclusi dalla responsabilità, per finire il suo intervento con i punti di contatto fra la normativa sulle bonifiche e quella sul danno ambientale, nozioni diverse, sottoposte a discipline giuridiche diverse (il danno ambientale presuppone una lesione attuale dei beni giuridici, mentre la bonifica può essere imposta anche in caso di pericolo; il danno ambientale deve essere ingiusto, mentre la bonifica può anche avvenire senza colpa o condotta).
Prima delle conclusioni finali, il Prof. Dell’Anno ha anche accennato alla sindrome dell’arto fantasma, in relazione alla discontinuità normativa dell’apparato sanzionatorio, conservato nel Testo Unico Ambientale, il quale, tuttavia, ne interrompe la continuità.

Dopo l’intervento dell’Ing Vittorio Giampietro – volto ad evidenziare gli aspetti fondamentali della valutazione tecnica del danno ambientale – l’Ing. Paolo Boitani, dell’Ecotherm Site Assessment, ha illustrato le esperienze e le prassi amministrative e tecniche della bonifica di aree industriali dismesse (i c.d brownfields), mentre il Direttore tecnico del CSM ERM Italia ha sottolineato le difficoltà di procedere alla misurazione del danno.

Angelo Taraborelli, infine, AD e DG della Syndial ha effettuato un interessantissimo excursus storico della vicenda dell’ACNA di Cengio, che rappresenta il primo importante progetto di recupero ambientale portato al quasi totale compimento.
Nella sua relazione, l’AD della Syndial non ha nascosto la frustrazione di chi lavora nel settore ambientale, perennemente pressato da una normativa scritta male e gestita peggio.
La vicenda del sito di Cengio, conclude, “solleva non poche questioni in relazione al danno ambientale e alla sua quantificazione, questioni che la prassi italiana dimostra essere irrisolte e, quindi, intaccano in misura rilevante la certezza del quadro normativo di cui l’attività di impresa necessita”.

Chi volesse approfondire la materia trattata nel corso del convegno, può visitare:
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Convegno del 2 luglio 2009 su bonifica e danno ambientale nei SIN.
Ecco i post:

Foto: “Il caso Acna” originally uploaded by thicofilm

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