martedì, marzo 30, 2010

eco famiglia in eco amministrazione

C'è un modo di vivere che qualcuno chiama "stile di vita sostenibile", che può essere applicato sia all'interno delle famiglie, si parla di eco-famiglia, sia a livello di amministrazioni pubbliche, eco-amministrazione. Scrivo questo articolo ispirandomi ad un articolo de La Stampa del 12 marzo scorso, Un giorno da eco-famiglia di Sara Ricotta Voza, e riprendendo un mio articolo pubblicato proprio su questa rubrica a settembre del 2008, il paese che rispetta l'ambiente.

Alcuni tendono a leggere il fenomeno del life style ecosostenibile in termini minimi, considerando il rispetto per l'ambiente come un mero fenomeno economico, un po' dettato dalla crisi (compro la verdura dal contadino perché costa meno), un po' dettato da qualche markettaro intelligente, che ha creato una nuova serie di leve di marketing per stimolare il consumo di una certa tipologia di prodotti che altrimenti, difficilmente, avrebbero trovato un mercato (le lavatrici e gli elettrodomestici che costano di più perché consumano meno).

Hanno tutti ragione, nel senso che 30 anni fa, nei mitici, ricchissimi e spensierati anni 80, messaggi di questo tipo sarebbero caduti nel vuoto. Eppure, quello a cui oggi assistiamo è il risultato di una serie di fenomeni convergenti che pochissimi avrebbero potuto prevedere. 

La crisi economica ha, per molti, spazzato via l'illusione di entrare a far parte del ceto medio conseguendo un titolo di studio. C'è una generazione di trentenni / quarantenni che ha passato anni a studiare, dunque è colta, e che ad un certo punto si è trovata con lavori eternamente precari, mutui impazziti, banche strozzine e governi nazionali inconcludenti. 

Dopo il grande senso di frustazione - che per molti continua tuttora - la testa ha ricominciato a funzionare e si è cercato di fare di necessità virtù, guardando là fuori e cercando di leggere le novità sulla piazza, nel tentativo di governare la barca - famiglia senza farsi spazzare via dalla prossima ondata. 

La gente ha capito che si può trarre soddisfazione dal risparmio: consumare d'impulso è diventato d'un tratto un modo poco intelligente, e se si vuole anche poco cool, di spendere il denaro, che d'un tratto ha recuperato tutto il suo valore, inteso come frutto del lavoro e mezzo per sostentarsi. Da questa generazione nasce una famiglia che gestisce in modo consapevole tutte le proprie spese, che in altri termini sceglie. Questa tendenza viene poi applicata a diversi ambiti della propria vita: il lavoro, la fruizione dei media e della cultura,  le scelte abitative, l'approccio al turismo ed al tempo libero e l'ammistrazione della cosa comune.

Erano gli anni '80: il martedì sera si cenava prima, per schierarsi tutti alle 20.30 precise a guardare il magico mondo di Dallas e Dynasty. Oggi si sceglie di spegnere certa TV, sganciata dalla realtà, finanziare (con € 2,50!) un programma di contro-informazione e attrezzarsi - magari scendendo in piazza oppure al bar sotto casa - per poterlo guardare.



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