lunedì, aprile 13, 2015

AIA-Autorizzazione Integrata Ambientale. Dettate le modalità per la redazione della relazione di riferimento

AIA: dettate le modalità per la redazione della relazione di riferimento.

Quali sono e cosa (non) dicono


Habemus decretum!

Sul n. 4/2015 della rivista "Ambiente & Sviluppo", edita da IPSOA, è stato pubblicato un articolo in materia di AIA, Autorizzazione Integrata Ambientale.
In particolare, nell’articolo si affronta il tema relativo alle modalità per la redazione della relazione di riferimento, introdotta dal decreto “emissioni industriali” (D.Lgs n. 46/2014).
    Copia del provvedimento – conclude il comunicato – “é messa a disposizione del pubblico per la consultazione presso la  Direzione  generale  per  le  valutazioni ambientali del Ministero” e attraverso il  sito  web dello stesso MATTM”.
Di seguito si riportano le principali considerazioni. 
Il testo completo dell’articolo, comprensivo delle note di dettaglio, è consultabile sul sito di IPSOA.

Una delle novità più rilevanti introdotte dal decreto “emissioni industriali” riguarda sicuramente l’introduzione, all’interno della disciplina sull’autorizzazione integrata ambientale, della “relazione di riferimento” (RdR), un documento contenente le “informazioni sullo stato di qualità del suolo e delle acque sotterranee, con riferimento alla presenza di sostanze pericolose pertinenti, necessarie al fine di effettuare un raffronto in termini quantitativi con lo stato al momento della cessazione definitiva delle attività”.

La relazione di riferimento in pillole (tabella 1)
Contenuto
Informazioni sullo stato di qualità del suolo e delle acque sotterranee, con riferimento alla presenza di sostanze pericolose pertinenti
Scopo
Effettuare un raffronto in termini quantitativi con lo stato al momento della cessazione definitiva delle attività
Contenuto
Le informazioni devono riguardare almeno:
·       l’uso attuale e, se possibile, gli usi passati del sito,
·       se disponibili, le misurazioni:
-  effettuate sul suolo e sulle acque sotterranee che ne illustrino lo stato al momento dell’elaborazione della relazione o, in alternativa,
-  (nuove) effettuate sul suolo e sulle acque sotterranee tenendo conto della possibilità di una contaminazione del suolo e delle acque sotterranee da parte delle sostanze pericolose usate, prodotte o rilasciate dall’installazione interessata
Altre informazioni
Le informazioni definite in virtù di altra normativa che soddisfano i requisiti, sopra elencati, possono essere incluse o allegate alla relazione di riferimento
Rinvio
Con uno o più decreti del MATTM sono stabilite le modalità per la redazione della relazione di riferimento, con particolare riguardo alle metodiche di indagine ed alle sostanze pericolose da ricercare con riferimento alle attività di cui all’Allegato VIII alla Parte Seconda.
Domanda di AIA
Condizioni per la predisposizione della RdR
Nel caso in cui l’attività comporti l’utilizzo, la produzione o lo scarico di sostanze pericolose e, tenuto conto della possibilità di contaminazione del suolo e delle acque sotterrane nel sito dell’installazione
Chi la deve presentare e quando
Il gestore, prima della messa in esercizio dell’installazione o prima del primo aggiornamento dell’autorizzazione rilasciata, per la quale l’istanza costituisce richiesta di validazione
Esame
L’autorità competente esamina la relazione disponendo nell’autorizzazione o nell’atto di aggiornamento, ove ritenuto necessario ai fini della sua validazione, ulteriori e specifici approfondimenti
Potere dell’Autorità
Verificare, entro trenta giorni dalla presentazione della domanda, la completezza della stessa e della documentazione allegata.
Chiedere apposite integrazioni, nel caso in cui la domanda risulti incompleta, con l’indicazione di un termine non inferiore a 30 giorni per la presentazione della documentazione integrativa
Altre informazioni
Occorre in ogni caso indicare le informazioni richieste dalla normativa concernente aria, acqua, suolo e rumore
Contenuto dell’A.I.A.
L’autorità competente stabilisce condizioni di autorizzazione
volte a garantire che il gestore:
Azione
Presupposto
Elabori e trasmetta per validazione all’autorità competente la relazione di riferimento:
·     prima della messa in servizio della nuova installazione o
·     prima dell’aggiornamento dell’autorizzazione rilasciata per l’installazione esistente
L’attività deve comportare l’utilizzo, la produzione o lo scarico di sostanze pericolose, tenuto conto della possibilità di contaminazione del suolo e delle acque sotterranee nel sito dell’installazione
Adotti le misure necessarie per rimediare all’inquinamento in modo da riportare il sito a tale stato, tenendo conto della fattibilità tecnica di dette misure
Se dalla valutazione dello stato di contaminazione del suolo e delle acque sotterranee da parte di sostanze pericolose pertinenti usate, prodotte o rilasciate dall’installazione, effettuata al momento della cessazione definitiva delle attività, risulta che l’installazione ha provocato un inquinamento significativo del suolo o delle acque sotterranee con sostanze pericolose pertinenti, rispetto allo stato constatato nella relazione di riferimento
Al momento della cessazione definitiva delle attività esegua gli interventi necessari ad eliminare, controllare, contenere o ridurre le sostanze pericolose pertinenti in modo che il sito, tenuto conto dell’uso attuale o dell’uso futuro approvato del medesimo, non comporti un rischio significativo per la salute umana o per l’ambiente a causa della contaminazione del suolo o delle acque sotterranee in conseguenza delle attività autorizzate, tenendo conto dello stato del sito di ubicazione dell’installazione indicato nell’istanza
Il gestore non deve essere tenuto ad elaborare la relazione di riferimento














L’art. 29-sexies, comma 9-sexies, infine, stabiliva che con uno o più decreti del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare sarebbero state stabilite le modalità per la redazione della relazione di riferimento, con particolare riguardo alle metodiche di indagine ed alle sostanze pericolose da ricercare con riferimento alle attività di cui all’Allegato VIII alla Parte Seconda.
Il primo di tali decreti è il decreto n. 272 del 13 novembre2014, oggetto dell'approfondimento del presente contributo, che analizzeremo nel dettaglio nei prossimi giorni nelle pagine del blog e del sito di Natura Giuridica.

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