sabato, marzo 20, 2010

Digital divide nei borghi

Dal digital divide al turismo sostenibile, ovvero Piccoli Borghi Connessi.

Digital divide è un’espressione – che tradotta suonerebbe come “divario digitale” – utilizzata quando si vuole sottolineare che un territorio, rispetto ad altri, non gode di un servizio tecnolgico digitale: il digital divide degli anni 2010 è rappresentato, per un territorio, dal fatto di non poter essere raggiunto da connessioni internet veloci a banda larga.

Ma perché Natura allo Specchio, la rubrica di ambiente e comunicazione che tengo su questo blog,  si occupa di divario digitale? Perché la possibilità per tante zone di essere finalmente raggiunte da internet veloce è alla base per lo sviluppo di moltissime attività economiche, tra cui il turismo eco – sostenibile ed in generale tutte le attività economiche dislocabili lontano dalle grandi città, sempre più intasate e invivibili.

Affinché i borghi tendano a ripopolarsi (di turisti certo, ma soprattutto di cittadini eco-sostenibili che tornino alla vita di paese) è necessario approntare alcuni servizi imprescindibili: tra questi internet veloce (e una buona rete di trasporti).

Il digital divide non è un’espressione astratta, perché ci riguarda da vicino, più di quanto possiamo immaginare!
In Italia, i territori non raggiunti da questo tipo di servizio sono spesso i Comuni Montani e in generale i piccoli centri scarsamente popolati. Chi vuole inviare una mail con una serie di allegati, oppure ha necessità di riceverla, se utilizza il pc in uno di questi posti fa più fatica oppure non vi riesce affatto.

Se abitassi in un piccolo centro e volessi per esempio aprire un Bed and Breakfast, per pubblicizzare questa attività molto probabilmente aprirei un sito internet ed una casella di posta elettronica, per gestire i contatti in modo veloce e poco costoso. Se però internet non funziona, oppure è lento, come farò a rispondere alle richieste di disponibilità che mi giungeranno via e-mail?

Se abitassi in un piccolo centro e di professione facessi il blogger, come farei a pubblicare i miei post con regolarità, a ricevere e mandare le mail se internet non funzionasse come si deve?

Se abitassi in una grande città e volessi trasferirmi in un borgo, la prima cosa che verificherei è se la zona che ho prescelto è coperta da internet veloce: se questo presupposto mancasse, non prenderei neppure in considerazione l’idea di trasferire la mia professione – e la mia vita – lontano dalla città.

Oggi, sia che si navighi in rete per lavoro o per svago, la maggior parte delle applicazioni internet e i documenti che inviamo o scarichiamo, necessitano di una connessione veloce.

La carenza della tecnologia per internet veloce crea di fatto una penalizzazione per queste persone, perché impedisce oppure ostacola la fruizione di tutta una serie di servizi digitali, ed ecco perché si parla di digital divide. Pensiamo anche solo alla possibilità di richiedere documenti agli enti pubblici, prenotare esami clinici, fare operazioni sul proprio conto on line.
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