giovedì, ottobre 01, 2009

Progetti energetici per enti pubblici e comuni: concretezza, condivisione, coerenza energetica



Nella sua introduzione, il rappresentante dell’Ecoistituto di Bolzano (Dietmar Überbacher, Ökoinstitut Südtirol, Alto Adige, Bolzano), moderatore della sessione mattutina, ha sottolineato l’importanza di cambiare la politica energetica (anche) nel nostro Paese, ponendo l’accento, in particolar modo, sulle problematiche connesse al prossimo, inevitabile e progressivo esaurimento delle fonti fossili, sui cambiamenti climatici, sull’inquinamento, sulle politiche agricolo-alimentari e sulle non irrilevanti conseguenze sociologiche.



Al di là delle diverse stime sulla durata massima della dipendenza dai combustibili fossili (c’è chi parla di 40 anni, chi si spinge fino a 70) e delle disquisizioni sull’avvenuto – o meno – raggiungimento del picco della produzione di petrolio in alcuni Paesi, la questione di fondo non cambia: occorre cambiare rotta, e liberarsi progressivamente dalla dipendenza energetica dalle fonti non rinnovabili, non più sostenibile, in un quadro politico-economico-sociale mondiale che vede cresce esponenzialmente la domanda di energia.

Soffermandosi, in particolare, su alcuni dati relativi alla disponibilità di energia solare, Überbacher ha affermato che i Comuni possono svolgere un ruolo importante nel contribuire al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità energetico-ambientale, ad esempio attraverso la fissazione di standard minimi di efficienza energetica, l’inserimento dell’energia come elemento centrale all’interno degli appalti pubblici, la redazione “oculata” dei PEC (piani energetici comunali), l’analisi dei consumi e delle potenzialità del territorio, il finanziamenti degli investimenti tramite terzi, una costante opera di sensibilizzazione, …

Il primo intervento della mattinata (Arno Zengerle, Sindaco di Wildpoldsried) ha riguardato l’autosufficienza energetica di piccoli comuni che attingono alle proprie risorse.

Il Sindaco di Wildpoldsried, una piccola cittadina nel sud della Germania, in carica da 13 anni, ha deciso, dopo aver consultato la popolazione, di progettare, insieme ai concittadini, il proprio futuro, “ciò che vogliamo diventare”.

Per questo motivo, nel 1999 ha effettuato un’indagine fra la popolazione: “come vorreste che fosse Wildpoldsried nel 2020”? “
Quale scenario energetico vi immaginate per il prossimo futuro”?

Sulla base degli esiti dell’entusiastica partecipazione all’indagine, improntati alla sostenibilità energetico-ambientale, l’amministrazione comunale ha dato vita al progetto W.I.R., acronimo di Wildpoldsried Innovativ Richtungsweisend.

Wir in tedesco significa “Noi”: un curiosa coincidenza, per sottolineare la condivisione del progetto e la partecipazione consapevole di tutta la cittadinanza.

Il progetto è fondato su te colonne portanti:
1) produzione di energia rinnovabile e risparmio energetico;
2) massimo impiego del legno come materiale da costruzione ecologico nell’edilizia;
3) tutela delle risorse idriche, superficiali e sotterranee, e depurazione ecologica delle acque reflue.

Nel corso del suo intervento, il Sindaco Zergerle ha parlato solo del primo dei tre pilastri, sottolineando, fin dal principio del suo discorso, che – in seguito, e grazie a questa importante iniziativa – nel “distretto” di Wildpoldsried si sono insediate molte aziende attive nel settore delle fonti di energia rinnovabile, dando vita ad uno sviluppo economico (sostenibile, virtuoso) altrimenti inimmaginabile.

Oltre al non secondario aspetto economico, il progetto W.I.R. ha consentito:
1) lo sviluppo di competenze nel campo delle energie rinnovabili, prontamente divenute oggetto di studio di un centro di formazione ecologico;
2) la nascita del c.d. “turismo ecologico”, in una zona a scarsa vocazione turistica: da anni, come indotto, migliaia di visitatori internazionali visitano Wildpoldsried, per studiare questo modello di sostenibilità, al fine di esportarlo (a Monaco ci sono ben 16 Tour-operators specializzati nelle visite a Wildpoldsried).

In estrema sintesi, il progetto W.I.R. prevede una politica energetica a livello locale basata sull’utilizzo di:
A) biomasse: Wildpoldsried ha adottato uno standard di efficienza per l’utilizzo dell’energia da biomasse nel 2002, fra lo stupore di molti Paesi che, oggi, lo hanno fatto proprio
I problemi che, attualmente, l’amministrazione comunale si trova a dover fronteggiare, sono legati al sottodimensionamento degli impianti, che non sono sufficienti per soddisfare le esigenze energetiche di tutti i cittadini in modo rapido….
Utilizzando il cippato di legna prodotto dai silvicoltori della zona, non solo si permette a questi ultimi di trarre dei vantaggi economici, ma si ottengono prezzi vantaggiosi (il trasporto incide per più del 30% del costo finale del combustibile).
B) biogas: questo “strumento energetico” si è sviluppato nel corso degli anni, grazie ad una zootecnia particolarmente attiva.
C) fotovoltaico: sul palazzetto dello sport sono stati installati 148 Kwp.
L’aspetto più interessante di questa esperienza, tuttavia, è dato dal fatto che si sono costituiti dei gruppi d’acquisto solare, che hanno investito più di 3 milioni di € nell’“acquisto solare”: si tratta di una scelta che ha consentito di strappare prezzi decisamente convenienti (per realizzare progetti sostenibili), e di ricavare un certo profitto, con la vendita dell’energia prodotta in eccesso.
Con i ricavi della vendita dell’energia (più di 30.000,00 € all’anno), il Comune ha finanziato attività per i giovani.
È nato anche uno studio di progettazione, che ha scelto come propria sede un edificio a saldo energetico positivo.
D) geotermia: si tratta di una scelta che, per quanto marginale, consente un certo grado di autonomia a quegli edifici che non possono connettersi alla rete elettrica cittadina, perché isolati.
E) eolico: la maggior parte dell’energia autoprodotta è di origine eolica. A Wildpoldsried ci sono ben 5 aerogeneratori civici, acquistati direttamente dai cittadini, che ne possiedono una quota.
In soli 3 giorni l’amministrazione ha raccolto il capitale necessario per l’acquisto dei generatori eolici: la popolazione, sensibilizzata e consapevoli dei vantaggi ambientali, economici e sociali dell’operazione, non ha esitato nel “gettarsi” in questa impresa di sostenibilità.
F) mini-idroelettrico: il Sindaco Zergerle ha ammesso che, da questo punto di vista, Wildpoldsried si trova indietro rispetto a quanto avviene, ad esempio, in Trentino Alto Adige. Si tratta di una fonte di energia rinnovabile in grado di fornire piccole potenze elettriche (intorno ai 25 Kwp), che, in ogni caso, fanno parte integrante del “circuito della sostenibilità” sul quale è improntato il progetto W.I.R. Wildpoldsried
G) carburanti di origine vegetale: si tratta di un sistema che, ha affermato onestamente il primo cittadino di Wildpoldsried, ha dato alcuni problemi di tipo tecnico e, per questo motivo, è stato abbandonato.

Il progetto prevede, come obiettivo, il raggiungimento, entro il 2012, di una quota di produzione di energia pari a 5 volte quella necessaria per soddisfare il fabbisogno energetico della città.

Da un punto di vista strettamente ambientale, il progetto W.I.R. consente di evitare l’immissione in atmosfera di circa il 65% delle emissioni di CO2: come a dire che l’obiettivo del 20% di riduzioni entro il 2020 a Wildpoldsried è stato raggiunto, e con ampio anticipo.

Il Comune offre un servizio di consulenze energetica gratuita, e finanzia per il 50% le spese da sostenere per mappare le abitazioni dal punto di vista termografico.

È stata avviata anche una campagna di risparmio energetico, la prima fonte di energia rinnovabile…pochi sanno, ha sottolineato Zengerle, che la maggior parte dell’energia elettrica è consumata dalla pompa che porta l’acqua calda negli edifici.
L’idea dell’amministrazione comunale è quella di fare in modo che, attraverso una campagna mirata di sensibilizzazione e di comunicazione, nel giro di un anno e mezzo vengano sostituite un sostanzioso numero di pompe con quelle di ultima generazione, che utilizzano una nuova tecnologia più efficiente. Il periodo di ammortamento è stimato in due anni.

C’è ancora molto da fare, conclude Zengerle, ma l’esperienza insegna che, laddove, unitamente ad una condivisa consapevolezza e alla passione dei diretti interessati, la cittadinanza si muove sinergicamente verso, da un lato, l’aumento dell’efficienza energetica e, dall’altro, nella direzione del maggior utilizzo possibile di energia prodotta da fonti rinnovabili, l’obiettivo della sostenibilità economico-ambientale è raggiungibile...

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