mercoledì, aprile 29, 2009

Intelligent Energy for Europe: Info Day del 24 aprile 2009 a Venezia

Il 24 aprile 2009 si è tenuto a Venezia, nella splendida cornice del Telecom Future Centre, l’Info-Day sul programma Intelligent Energy for Europe (IEE), giornata organizzata da RENAEL- Rete Nazionale delle Agenzie Energetiche Locali focalizzata sulla presentazione della politica comunitaria e delle applicazioni nazionali in campo energetico e, in particolare, sulle caratteristiche, le priorità e le modalità di partecipazione al bando 2009.

Nella sessione mattutina i due interventi principali hanno avuto come relatore principale Dario DUBOLINO, Project Officer dell’Executive Agency for Competitiveness and Innovation (EACI), che ha illustrato le priorità della politica energetica comunitaria e le modalità di partecipazione.
I successivi interventi hanno delineato alcune applicazioni pratiche.

Dopo l’introduzione di Angelo Nicoletti, che ha “presentato” RENAEL, e ha introdotto il tema della sostenibilità, immaginata come una serie di matrioske (dalla Commissione giù giù fino al cittadino), ognuna con proprie pecularità e ure specifici compiti, e in seguito ai saluti di rito da parte di Pierantonio Belcaro, presidente dell’AGIRE, si è entrati nel vivo dell’Info-Day, a cui hanno partecipato più di 120 persone, in rappresentanza di aziende, enti locali, associazioni,…

Il primo intervento di Dario Dubolino ha avuto come oggetto “Le priorità della politica energetica comunitaria e il programma Intelligent Energy Europe”.

In estrema sintesi, il Project officer dell’EACI ha analizzato quattro punti fondamentali:

1. la struttura della politica comunitaria in campo energetico.
Sono state delineate le sfide della politica comunitaria:
• l’approvvigionamento energetico sicuro (autosufficienza, e diminuzione delle importazioni di energia dall’estero);
• i cambiamenti climatici (sostenibilità e minor utilizzo di fonti fossili);
• la crisi finanziaria (l’energia ha un ruolo strategico nell’economia).

La risposta comunitaria è rappresentata dalla c.d. politica del 20-20-20 (riduzione dei gas ad effetto serra del 20% entro il 2020; risparmio energetico del 20% entro il 2020; aumento del 20% dell’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili entro il 2020), i cui obiettivi saranno tradotti in concreto dalla nuova direttiva, su cui la Commissione sta lavorando.

La direttiva prevede, per la prima volta, degli obiettivi vincolanti per gli Stati, e l’obbligo, da parte degli stessi, di adottare dei piani d’azione nazionali, che dovranno contenere anche obiettivi intermedi.

La direttiva, allo stato attuale dei lavori, prevede:
• nuove regole per facilitare la cooperazione fra gli Stati membri;
• azioni specifiche volte alla modifica delle procedure amministrative (nazionali, regionali e locali) e al maggior peso che dovranno avere, in futuro, l’informazione, la comunicazione, i certificati d’origine;
• nuovi requisiti in relazione all’accesso alla rete elettrica (che deve essere facilitato);
• nuovi criteri di sostenibilità per i biocarburanti.

Azioni, queste, che dovranno dare attuazione alle priorità indicate dalla direttiva stessa (maggiore linearità alle procedure amministrative; facilitazione delle interconnessioni e realizzazione delle infrastrutture; incremento delle energie rinnovabili negli edifici; promozione del district heating).

L’ultima “sezione” della politica energetica comunitaria, illustrata dal Dott. Dubolino, è rappresentata dall’efficienza energetica, descritta nel Piano d’azione per l’Energy efficienty dell’ottobre del 2006, che contiene, inter alia, le stime potenziali di risparmio energetico (la prima fonte rinnovabile…), che si aggirano fra il 20 e il 30 %, a seconda del settore considerato.

I principali ostacoli sono costituiti da un’insufficiente informazione, che porta a non considerare l’efficienza energetica come una priorità; dall’inerzia,;dal peso delle tradizioni e dalle varie dispute politico-sociali; dall’insufficienza di capitali; dalla frammentazione del mercato, dai troppi attori non coordinati fra loro.

Quindi, prima di affrontare il secondo punto, ha delineato il contributo importante che i trasporti possono dare alla promozione e alla realizzazione della politica energetica comunitaria.

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