Oggi voglio cominciare con una bella notizia, che fa parte di un circuito virtuoso che, per fortuna, esiste (il concetto e l’abitudine della spesa alla spina, di cui ho già parlato in questo blog, ne costituisce un esempio) ma che non viene per niente pubblicizzato né fato oggetto di propaganda…se non nei pochi blog che si occupano, pro quota, di tematiche ambientali…
Natura Giuridica, prefiggendosi di trovare il necessario dialogo fra il mondo della natura, dell’ambiente, dell’ecologia, da un lato, e quello del suo utilizzo da parte dell’uomo e delle sue leggi, dall’altro (oltre che di InFormare sul – e comunicare il – diritto ambientale), rientra a pieno titolo fra questi…

Sto parlando dell’ottima iniziativa attuata dalla Recoplastica: l’Ecopunto informativo.
Ecopunto informativo, a Torino, è un negozio che acquista rifiuti: qui si possono vendere alcune tipologie di rifiuti, che verranno pagate a seconda del loro valore sul mercato.
Lattine, bottiglie di plastica e carta saranno acquistate dal negozio.
Recoplastica è un’azienda che vuole diffondere la cultura della raccolta differenziata dei rifiuti, dando a chi si impegna in questa campagna un riscontro economico effettivo e tangibile immediatamente.
Sul Blog di Verdenero il titolo è emblematico: Rifiuti, fare i soldi con le emergenze.
L’idea della canavese Recoplastica – si evidenzia nel blog – intende rivolgersi soprattutto alle fasce deboli (pensionati in primis).
Su Blogeko si specifica che l'obiettivo è creare al posto di una discarica un servizio privato di valorizzazione dello smaltimento intelligente, premiando la clientela con ricompense a prezzo di mercato.
"Ci rivolgiamo" dicono i responsabili "soprattutto ai pensionati, i più penalizzati. Abbiamo scelto questa collocazione pensando a un'offerta di carattere sociale, per aiutare le fasce deboli a risparmiare denaro smaltendo intelligentemente l'immondizia domestica".
Sul sito della Recoplastica si apprende che “a distanza di una settimana dall'inaugurazione sono già più di 100 le città italiane da cui alcune persone ci hanno dimostrato il loro interesse richiedendoci informazioni sull'apertura di un negozio”.
Seguono alcune rapide notizie di ordine pratico-legislativo ed informativo (un contatto con il consorzio CONAI, al fine di valutare la possibilità di una collaborazione; la decisione del Consiglio di Amministrazione di Recoplastica di realizzare una rete di franchising, che sarà strutturata nei prossimi giorni).
"L'italiano – diceva Ennio Flaiano – è mosso da un bisogno sfrenato d'ingiustizia", e – in nome, immagino, di un non meglio precisato e accidioso conservatorismo gattopardesco – tende a lamentarsi di (e opporsi a) tutto, ma anche a non fare nulla di concreto, nei piccoli gesti quotidiani, per migliorare (non solo) l’ambiente...
Sarà difficile fargli cambiare mentalità, e diffondere una cultura diversa da quella del mero tornaconto personale, contingente e irrispettoso delle esigenze di tutto ciò che lo circonda…
Chissà…magari toccarlo nel portafogli (con “incentivi”) sarà il tasto “giusto” per cominciare a “sensibilizzarlo” sulle problematiche ambientali…
Certo, non sarà questa la panacea per la risoluzione del problema rifiuti, che è molto più vasto e non riguarda solo la gestione dei rifiuti urbani…
E, personalmente, sono convinto che il riutilizzo, prima ancora del recupero, sia la strada da perseguire: ma penso che iniziative come questa debbano essere seguite e incoraggiate, proprio perché, inserite in un contesto integrato, rappresentano il contributo che ci si aspetta da ognuno di noi, e perché concorrono a diffondere una cultura ambientale, indispensabile base per costruire, giorno dopo giorno, un mondo migliore.
Sul franchising di Recoplastica.
Per una critica a certi atteggiamenti di occulta propaganda politica
Recoplastica e la strumentalizzazione politica
Foto
Natura Giuridica, prefiggendosi di trovare il necessario dialogo fra il mondo della natura, dell’ambiente, dell’ecologia, da un lato, e quello del suo utilizzo da parte dell’uomo e delle sue leggi, dall’altro (oltre che di InFormare sul – e comunicare il – diritto ambientale), rientra a pieno titolo fra questi…

Sto parlando dell’ottima iniziativa attuata dalla Recoplastica: l’Ecopunto informativo.
Ecopunto informativo, a Torino, è un negozio che acquista rifiuti: qui si possono vendere alcune tipologie di rifiuti, che verranno pagate a seconda del loro valore sul mercato.
Lattine, bottiglie di plastica e carta saranno acquistate dal negozio.
Recoplastica è un’azienda che vuole diffondere la cultura della raccolta differenziata dei rifiuti, dando a chi si impegna in questa campagna un riscontro economico effettivo e tangibile immediatamente.
Sul Blog di Verdenero il titolo è emblematico: Rifiuti, fare i soldi con le emergenze.
L’idea della canavese Recoplastica – si evidenzia nel blog – intende rivolgersi soprattutto alle fasce deboli (pensionati in primis).
Su Blogeko si specifica che l'obiettivo è creare al posto di una discarica un servizio privato di valorizzazione dello smaltimento intelligente, premiando la clientela con ricompense a prezzo di mercato.
"Ci rivolgiamo" dicono i responsabili "soprattutto ai pensionati, i più penalizzati. Abbiamo scelto questa collocazione pensando a un'offerta di carattere sociale, per aiutare le fasce deboli a risparmiare denaro smaltendo intelligentemente l'immondizia domestica".
Sul sito della Recoplastica si apprende che “a distanza di una settimana dall'inaugurazione sono già più di 100 le città italiane da cui alcune persone ci hanno dimostrato il loro interesse richiedendoci informazioni sull'apertura di un negozio”.
Seguono alcune rapide notizie di ordine pratico-legislativo ed informativo (un contatto con il consorzio CONAI, al fine di valutare la possibilità di una collaborazione; la decisione del Consiglio di Amministrazione di Recoplastica di realizzare una rete di franchising, che sarà strutturata nei prossimi giorni).
"L'italiano – diceva Ennio Flaiano – è mosso da un bisogno sfrenato d'ingiustizia", e – in nome, immagino, di un non meglio precisato e accidioso conservatorismo gattopardesco – tende a lamentarsi di (e opporsi a) tutto, ma anche a non fare nulla di concreto, nei piccoli gesti quotidiani, per migliorare (non solo) l’ambiente...
Sarà difficile fargli cambiare mentalità, e diffondere una cultura diversa da quella del mero tornaconto personale, contingente e irrispettoso delle esigenze di tutto ciò che lo circonda…
Chissà…magari toccarlo nel portafogli (con “incentivi”) sarà il tasto “giusto” per cominciare a “sensibilizzarlo” sulle problematiche ambientali…
Certo, non sarà questa la panacea per la risoluzione del problema rifiuti, che è molto più vasto e non riguarda solo la gestione dei rifiuti urbani…
E, personalmente, sono convinto che il riutilizzo, prima ancora del recupero, sia la strada da perseguire: ma penso che iniziative come questa debbano essere seguite e incoraggiate, proprio perché, inserite in un contesto integrato, rappresentano il contributo che ci si aspetta da ognuno di noi, e perché concorrono a diffondere una cultura ambientale, indispensabile base per costruire, giorno dopo giorno, un mondo migliore.
Sul franchising di Recoplastica.
Per una critica a certi atteggiamenti di occulta propaganda politica
Recoplastica e la strumentalizzazione politica
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