martedì, settembre 09, 2008

Recoplastica: bene ma non esageriamo

Nel post Ecopunto Informativo di Recoplastica. esordivo così
"Oggi voglio cominciare con una bella notizia, che fa parte di un circuito virtuoso che, per fortuna, esiste - il concetto e l’abitudine della spesa alla spina, di cui ho già parlato in questo blog in articoli dedicati alla spesa alla spina, ne costituisce un esempio - e che tuttavia non viene per niente pubblicizzato, né fatto oggetto di propaganda…se non nei pochi blog che si occupano, pro quota, di tematiche ambientali… Natura Giuridica, prefiggendosi di trovare il necessario dialogo fra il mondo della natura, dell’ambiente, dell’ecologia, da un lato, e quello del suo utilizzo da parte dell’uomo e delle sue leggi, dall’altro (oltre che di InFormare sul – e comunicare il – diritto ambientale), rientra a pieno titolo fra questi…"
Nel successivo intervento (2 settembre 2008, Recoplastica. Franchising. Meeting del 13 settembre 2008) ho ribadito, in modo chiaro ed inequivoco, quanto già avevo sottolineato allora nelle mie “conclusioni”:
"E, personalmente, sono convinto che il riutilizzo, prima ancora del recupero, sia la strada da perseguire: ma penso che iniziative come questa debbano essere seguite e incoraggiate, proprio perché, inserite in un contesto integrato, rappresentano il contributo che ci si aspetta da ognuno di noi, e perché concorrono a diffondere una cultura ambientale, indispensabile base per costruire, giorno dopo giorno, un mondo migliore".
Non ho assolutamente cambiato idea, anzi.

Però con altrettanta chiarezza vorrei dire che non condivido quanto affermato dalla Recoplastica nel suo comunicato del 04 settembre 2008, nel quale, dopo i ringraziamenti di rito per le oltre 150.000 (pare) persone che hanno visitato il sito della società dal maggio di quest’anno, e dopo aver ribadito la bontà del loro progetto (che condivido, nei termini sopra richiamati), si dilunga in una propaganda politica che trovo, sinceramente, fuori luogo.
Infatti, dopo un richiamo – peraltro sibillino – ad una millantata indipendenza politica
un governo per lo più amico, non può esimersi dal valutare con estrema attenzione un progetto che piace a tutti gli italiani, indipendentemente dal colore politico perché ricordiamo che i prodotti che noi compriamo come materie prime, inclusi anche i contenitori, non hanno bandiera [...]
il comunicato incredibilmente prende una piega diversa, facendo passare, fra le righe, un messaggio che, invece, con l’indipendenza politica nulla ha a che fare…
Nel comunicato, infatti, si legge che
il presidente Berlusconi ha dimostrato che per l'ambiente nulla è impossibile pulendo in 3 mesi una città come Napoli e una regione come la Campania, che è stata agli occhi del mondo, per un sistema mediatico internazionale, per il suo stato di degrado.
Ci stiamo rendendo conto che le amministrazioni di centro-destra vedono gli ecopunti con maggior interesse, e di questo siamo dispiaciuti, perché l'attenzione agli interessi dei cittadini più deboli dovrebbe essere la priorità assoluta di ogni governo ad ogni livello.
Ci siamo recati a Napoli lunedì 1 settembre scorso ed abbiamo incontrato una popolazione solare e splendida che per interessi di qualcuno ha subìto l'angheria di vedersi dipinta come la più incivile del mondo per la discarica a cielo aperto che è stata creata per le vie cittadine.
Ribadisco: condivido il progetto Recoplastica, nei termini sopra richiamati, e non si discute della solarità dei partenopei.
Il fatto è che – a prescindere da come, e da chi, e con quali mezzi, è stata gestita la questione napoletana in tutti questi lunghi anni di emergenza – come molti napoletani testimoniano, l’emergenza è tutt’altro che finita.
Semplicemente, non se ne parla più come prima.
Ma non per questo significa che non esista…

Un video girato proprio il primo settembre da Graziella Mazzoni, e pubblicato su You Tube, infatti, mostra una realtà ben diversa da quella idealizzata dalla Recoplastica…

E in un post di qualche giorno prima (28 agosto 2008), apparso su Notecologiche, Marianna Sansone, napoletana, nel suo blog sottolinea, con amarezza, che se nessuno ne parla non è emergenza…

Un’altra, a titolo di esempio, è quella comparsa sul sito di Ecquologia, in cui Michele Buonuomo, presidente della sezione campana di Legambiente, afferma che
dire che oggi l’emergenza rifiuti è superata è come se un vigile del fuoco, dopo aver svuotato una casa allagata dicesse che è stato risolto il problema del dissesto idrogeologico in Italia… Quello che si può dire è che c’è stata un’azione straordinaria di pulizia e sicuramente sono state individuate alcune soluzioni che per essere temporanee vanno anche bene, ma guai se confondessimo queste azioni con la soluzione del problema. Serve un approccio ben diverso che richiede un’azione radicale diversa
Quindi: un plauso al progetto, ma non esageriamo con il rappresentare una realtà che non esiste…
E, soprattutto, finiamola con i messaggi di occulta propaganda politica che sfruttano l’eco che ha avuto a livello mediatico un progetto condivisibile negli intenti.

4 novembre 2011

2 commenti:

Può semplicemente essere che chi ha scritto il comunicato sia ... un poco Berlusconiano di destra!

Davvero una caduta di stile, speriamo che simili atteggiamenti non appaiano al convegno, al quale io sarò.

Una gestione decente del nostro ambiente dovrebbe essere una priorità senza bandiera e senza strumentalizzazione.

Caro Andrea,
la puntualità e la precisione con cui hai delineato la faccenda è notevole.
E sono d'accordo con te, pur apprezzando iniziative come quella della Recoplastica, rimane il fatto che Napoli non è pulita, anzi. Roghi e cumuli sono sparsi in giro e stenti a riconoscerli perchè si sono "impadroniti del paesaggio". In tutto questo non c'è nulla di buono, perciò dobbiamo rimanere con gli occhi aperti e informare quante più persone della realtà.
Un saluto,
M.