lunedì, febbraio 25, 2013

La Terra che verrà nelle previsioni di Legambiente: vediamo cosa è successo...

Oggi ho deciso di rileggere questo post - pubblicato su questo blog ormai 5 anni fa (correva l'anno 2008 e siamo ormai da pochi mesi nel 2013). Le "previsioni" seguenti sono tratte da un articolo comparso sul Corriere della Sera  il 7 aprile 2008, dal titolo “2108: "La Terra che verrà - In un dossier di Legambiente le previsioni per il futuro del pianeta. All'insegna dell'ottimismo”.Come sarà la Terra tra cento anni? Difficile rispondere, ma non impossibile. Ci prova appunto Legambiente, in occasione dell'Earth Day festeggiato il 22 aprile 2008,  in un dossier alla cui base c'è la convinzione ottimistica che lo straordinario sviluppo delle tecnologie aiuterà gli esseri umani nella difficile battaglia per la salvaguardia del pianeta.

"DOMOTICA
Le rivoluzioni (a volte) cominciano dal piccolo: ecco allora che la prima novità riguarda la casa, dotata di strumentazioni all'avanguardia che permettono il massimo del risparmio energetico: elettrodomestici ad altissima efficienza, bio-edilizia passiva che rende minima la necessità di climatizzare artificialmente gli ambienti.E soprattutto la spazzatura (argomento caldo di questi tempi): nel mondo immaginato da Pietro Cambi, autore del dossier, ogni famiglia differenzia i materiali in appositi contenitori che compattano gli oggetti.
CITTA' PICCOLE E VERDI

Il futuro delle metropoli secondo le previsioni di Legambiente è più che grigio. Le grandi città sono destinate a scomparire, tranne le capitali e i centri finanziari. I grattacieli in gran parte saranno demoliti, tranne quelli di alto valore estetico, così come la maggior parte degli edifici in cemento armato. Le nuove case saranno piccole, costruite in polimeri e in buona misura autosufficienti sotto il profilo energetico.
MEZZI DI TRASPORTO

Nei centri abitati car sharing, tram e bicicletta la faranno da padrone. Protagonisti del trasporto anche i nuovi veicoli modulari, modificabili facilmente a seconda delle necessità e dotati di pilota automatico».

Automobili e altri mezzi personali saranno comunque mossi da motori elettrici, così come le navi. I grandi spostamenti avverranno comunque prevalentemente su rotaia.

AGRICOLTURA
Dopo una profonda crisi, secondo Legambiente nel 2060 l'agricoltura riscoprirà criteri del passato e attirerà manodopera anche dal terziario. Il consumo di carne diminuirà e aumenterà quello di frutta a verdura biologici. Secondo il dossier, per quel periodo dovrebbe essere anche tramontata la globalizzazione, le filiere saranno corte e ci sarà un forte legame fra consumi e stagionalità dei prodotti della terra.


ENERGIA
L’Italia, secondo le previsioni del dossier, dovrebbe essere, insieme all'Islanda e alla Nuova Zelanda, uno dei Paesi a emissioni zero per la produzione di energia, grazie a un mix di eolico, geotermico, idroelettrico e solare".


Sembrano passati molto più che 5 anni: non vi è alcun cenno alla crisi economica che ha colpito metà del Pianeta, e termini che - allora - sembravano avveniristici come car sharing e bio - edilizia, oggi sono entrati nel linguaggio comune. Per quanto riguarda il futuro delle metropoli, oggi non si sostiene più che scompariranno, ma che certamente si trasformeranno, chi prima chi dopo, in smart cities: città rese intelligenti dalla tecnologia che interviene per snellire gli spostamenti di esseri umani, merci e informazioni.
E' vero che la tecnologia ci aiuta a salvaguardare il Pianeta, ma per far fronte alla crisi economica ciò che maggiormente utilizziamo è il buon senso (filiere corte, consumi più stagionali e meno globali) che, evidentemente, avevamo smarrito...

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