martedì, luglio 17, 2012

Prime parziali considerazioni sul cont(r)o energia e sugli incentivi alle altre FER

Sono stati pubblicati da pochi giorni il decreto del Quinto Conto Energia e il decreto che disciplina gli incentivi alle fonti rinnovabili elettriche diverse da quella solare, rispettivamente i decreti del 5 e del 6 luglio 2012: forte la tentazione di pubblicare un commento a caldo, anche sulla scia delle reazioni di varie figure istituzionali e associazioni di categoria.
Eppure, data la mole dei due atti normativi (in tutto circa 130 pagine di norme, dati, tabelle), e la loro cruciale importanza nel ridefinire regole giuridiche ed economiche degli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili, ci è sembrato opportuno esprimere un commento solo dopo un'attenta disamina dei due atti, che devono peraltro essere letti in un approccio integrato con le precedenti normative che finora hanno disciplinato entrambi gli ambiti.
Una prima disamina delle principali novità contenute nei 2 decreti sarà oggetto di un articolo a firma di Andrea Quaranta sulla rivista specialistica Ambiente & Sviluppo, edita da Ipsoa, in pubblicazione a fine luglio (numero 8/9. in fondo al post troverete riferimenti utili).
Ma che cosa dicono in sostanza i due decreti?
Dopo una serie di premesse teoriche di lungo periodo, del tutto condivisibili, sull'importanza dell'aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili in vista dei traguardi energetici comunitari - e del benessere del nostro pianeta - che sembrerebbe voler introdurre una normativa finalmente di ampio respiro, ci si accorge, con una certa delusione, che nulla è cambiato nel modo in cui i vari Governi hanno legiferato fino ad oggi in materia energetica: atti normativi miopi, che ricalibrano (al ribasso) gli incentivi erogati, fissano una breve finestra per coloro i quali hanno investimenti e progetti in corso nella transizione tra vecchia e nuova normativa, e rimandano ad altri tipi di atti regolamentari per il  quadro definitivo di procedure e dati statistici cui gli operatori devono attenersi per richiedere gli incentivi.


Oltre al fatto che la riduzione degli incentivi operata dal nuovo decreto rende più lunghi i rientri dagli investimenti per coloro che si cimentano oggi, rispetto al passato, nella realizzazione di impianti energetici, c'è da dire che si abbassa l'incentivo per chi, nella realizzazione di un impianto, coglie anche l'opportunità di rimuovere l'amianto dalle proprie coperture (rimesse, pensiline, capannoni); inoltre, in relazione al fotovoltaico, resta l'obbligo di iscrizione al registro degli impianti per la soglia, piuttosto bassa, dei 12 kW, contestata in fase di lettura delle bozze; per queste ragioni Assosolare considera il Quinto Conto Energia un decreto "punitivo" che genera "incertezza" dato che, se l'intenzione era quella di favorire lo sviluppo di un mercato senza incentivi, bisognava accompagnare le nuove norme con una profonda ristrutturazione del mercato elettrico italiano. 
Dello stesso tenore i commenti di Valerio Natalizia, presidente di GIFI-ANIE: "Siamo rimasti molto delusi. Ci aspettavamo una flessibilità diversa: il registro a 12 kW è un chiaro segnale che si vuole limitare la realizzazione di impianti fotovoltaici.L'effetto annuncio - dato che del nuovo conto si è iniziato a parlare oltre 3 mesi fa - ha portato a una corsa alle installazioni. La nostra paura è che a settembre, quando il nuovo regime partirà, i 6 miliardi saranno già superati di molto: di qualche centinaia di milioni di euro. Il quinto conto energia dunque nascerà con un limite di spesa già di molto ridotto".

Di seguito, l'elenco dei paragrafi dell'articolo "I nuovi incentivi economici alle fonti rinnovabili: quale futuro?", che vi invito a leggere (si parla sia di conto energia che di incentivi per le altre rinnovabili), e che è in corso di pubblicazione sul n. 8-9/12 della rivista Ambiente & Sviluppo, IPSOA, con un breve abstract introduttivo (l'analisi prende lo spunto dai versi di una nota canzone di Ivano Fossati, che sembra quanto mai adattarsi al "modus operandi" del nostro legislatore: "La musica che gira intorno"):

Premessa
Leggere, interpretare (rectius: cercare di capire la logica) e, dulcis in fundo, commentare la normativa italiana (non solo) in materia di fonti rinnovabili di energia è diventato un mestiere, più che un compito, ingrato, perché, nell’analizzare una normativa così pervicacemente isterica, il rischio nel quale anche il più navigato commentatore può incorrere è quello di incappare in errori di valutazione, di prospettiva. Di trarre delle conclusioni affrettate. Specie quando è costretto a rincorrere modifiche di dettaglio, o a cercare nelle pieghe delle successive modifiche normative un po’ di sostanza [...]
Il quinto conto energia

[...] Le novità riguardano “essenzialmente”:il passaggio dalla vecchia feed in premium (un sistema in cui il prezzo dell’energia rinnovabile è composto da due fattori: il valore di mercato dell’energia elettrica, esposto alle oscillazioni della domanda e dell’offerta, e un premio fissato dall’autorità pubblica) alla nuova feed in tariff (una tariffa omnicomprensiva del prezzo di vendita e dell’incentivo), per gli impianti di potenza inferiore a 1 mw, con contestuale abbassamento delle remunerazioni per kw/h di energia elettrica prodotto [...]

Gli incentivi alla produzione di energia elettrica da FER

[...] Il meccanismo di incentivazione di tali fer, finora basato sulla feed in tariff, è stato incentrato – come per gli impianti fotovoltaici, su un doppio meccanismo, che si applicherà a seconda che la potenza dell’impianto, di volta in volta considerato:·         sia inferiore a 1 mw: in questo caso verrà applicata, ove richiesta, la feed in tariff, e il gse erogherà, sulla produzione netta immessa in rete, una tariffa incentivante omnicomprensiva (tariffa incentivante base, di cui all’allegato 1), determinata in relazione alla fonte, alla tipologia dell’intervento e alla potenza dell’impianto [...]

Prime parziali considerazioni sul contr(o) energia e sugli incentivi alle alte FER

Questa, a grandi linee, è la “musica” che gira intorno alle rinnovabili: con queste premesse – al di là degli obiettivi già raggiunti con grande anticipo, sbandierati anche per giustificare operazioni come quella che ha originato i due decreti, qui commentati “a caldo”: obiettivi che in ogni caso andrebbero meglio analizzati, per valutarne il peso specifico, in relazione alla complessiva strategia che (anche) un settore come questo dovrebbe porsi – per continuare a parafrasare Fossati, questa “musica” “non ha futuro […] saremo noi [rectius: il legislatore] che abbiamo nella testa un maledetto muro”.Il muro, neanche a dirlo, è rappresentato [...] 



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