lunedì, novembre 28, 2011

Come diventare giurista ambientale

Sovente ci capita di ricevere e-mail e messaggi di giovani laureati che ci chiedono come si diventa giurista ambientale. Non si tratta di una domanda banale, perché in Italia non esiste un albo o un ordine dei giuristi ambientali, per cui un laureato o una laureata che vogliano diventare giuristi ambientali sono in realtà alle prese con un ventaglio di competenze da costruire attingendo da fonti e percorsi differenti. 
In questo articolo, ci permettiamo di dare qualche consiglio, frutto dell'esperienza di Andrea Quaranta come giurista ambientale da 10 anni, e della mia come responsabile web content per il sito e per il blog di Natura Giuridica.
Per diventare giuristi ambientali occorre senz'altro una laurea in giurisprudenza, o comunque una laurea in discipline giuridiche, cui accompagnare una serie di studi post - lauream più specifici, in diritto dell'ambiente e/o dell'energia.
Tuttavia, già durante il corso di laurea, è raccomandabile studiare con particolare attenzione alcune materie come il diritto amministrativo e, se previsto dal piano di studi, scegliere un corso di diritto dell'ambiente e dell'energia, per avere una base solida, che consenta di fare scelte calibrate.
Per quanto riguarda la formazione post lauream, in questa fase è raccomandabile un master specialistico o un corso, che garantisca una preparazione globale in diritto dell'ambiente e dell'energia. Il percorso specialistico dovrebbe essere accompagnato da un periodo di pratica, o di stage, fondamentali per affinare e, soprattutto, imparare a ragionare sulle, conoscenze apprese ai fini della loro applicazione pratica.
Parallelamente, occorre costruirsi una propria biblioteca di volumi e articoli scientifici in materia di diritto dell'ambiente e dell'energia. La materia del diritto ambientale è ormai piuttosto vasta, e ad un certo punto degli studi è bene individuare gli ambiti di interesse e avviare la lettura e lo studio di pubblicazioni specifiche per affinare ulteriormente le proprie competenze: ampia è la letteratura in materia di danno ambientale, bonifiche dei siti contaminati, tutela delle acque e gestione dei rifiuti. Inoltre, da qualche anno a questa parte si sta aggiungendo una copiosa letteratura in materia di fonti energetiche rinnovabili. E' molto importante seguire l'evolversi delle discipline, alcune delle quali caratterizzate da un'intesa attività normativa, che ne ha mutato radicalmente gli assetti: si pensi per esempio al passaggio dal Terzo al Quarto Conto Energia in materia di energia fotovoltaica.
E' importante, inoltre, provare a scrivere commenti e articoli sul diritto ambientale*: un elemento fondamentale per diventare un buon giurista, in qualsiasi ambito del diritto, è quello di sapersi esprimere applicando correttamente le regole della grammatica italiana. Troppo spesso capita che si arrivi al momento di redigere la propria tesi di laurea e si scopra di aver dimenticato come ci si esprime per iscritto e, soprattutto, come ci si esprime nel linguaggio tecnico - giuridico. Possedere questa competenza è fondamentale, perché nove volte su 10 il compito del giurista ambientale consisterà nel redigere documenti: memorie, pareri di fattibilità ambientale, relazioni, servizi di consulenza ambientale.
Nel percorso per diventare giurista ambientale non ho inserito l'acquisizione del titolo di avvocato poiché il possesso del titolo non è necessario per intraprendere questa attività. E' necessario se si opta per assistere personalmente il cliente anche in giudizio. 
Tuttavia, è bene sottolineare che il compito più importante del giurista ambientale è quello di assistere il cliente in via preventiva: prima di sottoscrivere un contratto, prima di acquistare un terreno o un immobile, potenzialmente inquinato,  prima di installare un impianto energetico, prima di avviare un'attività produttiva e via discorrendo.

Si tratta sostanzialmente di verificare che il cliente sia in regola rispetto a quanto prescrivono le normative del diritto ambientale, allo scopo di prevenire future contestazioni.
Questa è per esempio la ratio sottesa alla recente rivoluzione che si è compiuta in materia di responsabilità d'impresa diretta, sancita dal D.Lgs 231/2001 così come modificato nel luglio di quest'anno (con il decreto 121/2011 anche i reati ambientali sono disciplinati dal decreto del 2001): l'impresa ha la possibilità di auto - tutelarsi in maniera del tutto volontaria rispetto a quanto prescritto dalla norme in materia di responsabilità d'impresa, proprio al fine di evitare - o comunque vedersi attenuate - le (pesanti) sanzioni pecuniarie e interdittive previste in caso di violazioni.

*Se pensate che nel vostro futuro professionale vi sia l'attività di giurista ambientale, provate a cimentarvi con la redazione di uno o più articoli dedicati alle materie del diritto ambientale: potreste per esempio scrivere qualche cartella sintetizzando gli argomenti trattati nella vostra tesi di laurea (se avete discusso una tesi in diritto dell'ambiente e/o dell'energia), oppure parlare di un argomento che avete trovato particolarmente interessante. 
Inviate i vostri contributi a andrea.quaranta@naturagiuridica.com. 
Il vostro modo di esprimervi costituisce il miglior biglietto da visita anche per valutare future collaborazioni. I contributi ben scritti saranno pubblicati all'interno di questo blog oppure nel sito www.naturagiuridica.com accompagnati dalla vostra firma.

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