giovedì, luglio 21, 2011

Energie rinnovabili: cosa c'è di nuovo sotto il sole

In quest'estate che stenta a decollare, ho pensato di far finta di essere sotto l'ombrellone (invece sono in ufficio), di avere il mare di fronte, e di sfogliare le ultime notizie in materia di energie rinnovabili. Le notizie lette sotto l'ombrellone sembrano coinvolgerci meno, protetti come siamo dall'atmosfera vacanziera.

Riusciamo ad essere più distaccati, più disillusi, e magari sotto sotto pensiamo che non siano nemmeno notizie vere: forse le hanno scritte per dare a noi, stravaccati sui lettini da mare, qualcosa di divertente da leggere.
Rinnovabili sotto l'ombrellone: in realtà sono sempre le stesse notizie (perdonate il gioco di parole e anche i criteri di assemblaggio delle notizie, che sono del tutto personali):

il GSE pubblica il nuovo registro grandi impianti, e poi lo ritira perché - ammette - ha commesso errori materiali nel compilarlo. Le rinnovabili sono una maledizione divina, lo pensano a Campoleone (Latina), a Macerata, nella Piana del Fucino, mentre in Sicilia sono diversi anni che la Regione ci sta pensando, ma nel frattempo allunga kafkianamente i tempi burocratici per concedere le autorizzazioni; in Sardegna, non piacciono gli impianti eolici sul mare. In generale piacciono molto gli impianti fotovoltaici sui tetti, tanto che presto, grazie alla costituzione di una società ad hoc, Difesa Servizi, saranno su quelli di 62 caserme italiane; c'è inoltre chi si inventa un nuovo business: dammi il tuo tetto in eternit, io te lo smaltisco e al suo posto metto i miei pannelli. Datemi un capannone industriale o il parcheggio di un supermercato ed io lo coprirò di pannelli! C'è chi gli impianti fotovoltaici su terreni agricoli aveva pensato di bandirli come si fa con le streghe, e qualcuno gli ha detto che non si può fare, c'è chi cerca il compromesso, e studia soluzioni avveniristiche come l'agrofotovoltaico; c'è, infine, chi pensa già al dopo, e si preoccupa dello smaltimento delle pale eoliche in disuso parlando di disastro ambientale.

Ce n'è per tutti i gusti. Il fotovoltaico in zona agricola è molto contestato: le regole a volte ci sono, a volte no, ma quando ci sono, qualcuno potrebbe aggirarle, e sacrificare lo stesso coltivazioni di pregio. Quasi quasi è meglio che le regole non ci siano. Le pale eoliche invece non piacciono principalmente per motivi estetici: strano, non ho mai letto pareri estetici circa le pompe di servizio o gli impianti di estrazione off shore. Il mondo delle rinnovabili è sotto l'attacco degli speculatori: mercati e rinnovabili sembrano afflitti dallo stesso male.

E' il bello della democrazia estiva, dove ognuno dice la sua, nell'attesa che qualcuno metta un po' d'ordine e spieghi che non c'è chi ha torto e chi ha ragione, che il diritto di proprietà ex art. 832 C.C. e il diritto d'iniziativa economica ex art 41 Cost. non sono il frutto di un complotto, che a volte la mancanza di regole o lo scarso talento nello scriverle possono rivelarsi estremamente dannosi...


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