venerdì, luglio 10, 2009

A cosa serve il G8? Anatomia del G8

di Naide Della Pelle

(segue da: Luci e ombre sul G8 L'Aquila 2009)

Ma che cos’è esattamente il G8?
Qual è la composizione del G8, e quali Paesi partecipano al summit?

Dal sito ufficiale del G8, si legge : “Il G8 non è un’organizzazione internazionale e non ha una struttu
ra amministrativa con un segretariato permanente, consiste in un processo che culmina in un Vertice con cadenza annuale, nel corso del quale i Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri dialogano per trovare soluzioni alle principali questioni globali”.
Vuol dire che nell’ambito di og
ni G8 si dialoga su problemi di interesse globale, salvo poi rimandare le decisioni vincolanti ad altri incontri e sedi.

Il Gruppo degli Otto o G8 è composto da Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, Regno Unito e Stati Uniti. Gli otto membri si incontrano una volta all’anno a livello di Capi di Stato e Governo dal 1975. Come accade da diversi G8, al gruppo principale si aggiungono i Paesi del G5: Brasile, Repubblica Popolare Cinese, India, Messico, Sud Africa.
I delegati di questi Paesi partecipano a specifiche sessioni di dialogo, in virtù del peso crescente delle loro economie sulla scena mondiale.
Partecipano infine altri Paesi, come l’Egitto, ed alcune importanti Istituzioni ed Organizzazioni Internazionali.


Stiamo parlando fin qui di dati oggettivi, da cui tuttavia è possibile trarre qualche spunto di riflessione: la Spagna di Zapatero figura nell’elenco degli “altri Paesi invitati”, mentre la Cina, il colosso economico del nostro tempo, fa parte del gruppo G5, assieme col Messico.
La domanda sorge spontanea: non sarà il caso di rivedere la composizione del G8, estendendola magari a Paesi come Spagna e Cina?
Domanda numero due: che senso ha fare un incontro a 8, che non può essere a 8 ma deve essere ogni volta allargato per invito/cooptazione, quando tra poco a Pittsburgh ci sarà il G20 a fine settembre?


Chiarito che forse la composizione del G8 potrebbe essere rivista, che in quella sede si emettono dichiarazioni di principio e non decisioni vincolanti, vediamo quali sono i temi in agenda al G8 in questi giorni:
  • Lotta ai cambiamenti climatici. Presentando i temi in discussione al G8, Berlusconi ha dichiarato che il G8 dell’Aquila “sarà una tappa fondamentale per preparare la conferenza delle Nazioni Unite di Copenhagen del prossimo dicembre”. Un tema globale come questo non può minimamente essere affrontato a 8, e pertanto le riunioni dedicate al clima verranno affrontate in formazione allargata, in previsione di Copenhagen.
  • La crisi economica e la necessità di creare un codice di norme e di regole per il mondo dell’economia. Temi strettamente legati alla crisi economica internazionale sono la fame nel mondo e la sicurezza alimentare. Anche qui, l’intervento di una potenza economica come la Cina è fondamentale: oggi i Paesi in via di sviluppo sono indebitati anche con la Cina, che a sua volta intrattiene sempre più fitti scambi commerciali con gli Usa, tanto che si comincia a parlare di “duopolio economico”
  • Commercio mondiale, con l’obiettivo di dare impulso alla sua liberalizzazione. “La linea del G8 sarà quella del people first, prima di tutto le persone: “il messaggio agli Stati sarà adottare l'economia sociale di mercato. Per i cittadini sarà invece: dovete avere fiducia", così ha dichiarato Berlusconi.
  • Situazioni internazionali più critiche, dal Medio Oriente all’Afghanistan, dall’Iraq all’Iran, a tutte le altre realtà africane e sudamericane
In un articolo di Federico Rampini, apparso su Repubblica a luglio 2001, dal titolo G8, I nodi irrisolti, a proposito di un altro controverso G8, quello svoltosi a Genova, si legge “loro a Genova hanno deciso pochissimo, quasi niente. Non è il primo di questi appuntamenti a dare un'impressione di inutilità, ma di anno in anno l'impressione si rafforza”, e ancora: “L' appuntamento annuo fra i Sette grandi (senza la Russia) nacque nel 1975 con obiettivi precisi: trovare una soluzione alla crisi petrolifera, alla recessione e all' iperinflazione; elaborare la risposta in maniera coordinata, evitando cioè che la potenza dominante nel campo occidentale (l' America) decidesse da sola per tutti. Oggi non siamo nell' emergenza del '75 e tuttavia i pericoli sono tanti. La crescita mondiale è rallentata, il Giappone è in recessione, l' America potrebbe finirci, l' Europa è in uno stallo”.

Parole profetiche.


Le fonti di questo articolo:
“Quel vertice è una fiction” di Luciano Caracciolo, pubblicato su L’Espresso n. 27 9 luglio 2009
Sito istituzionale G8 2009
• Sui giudizi della stampa estera, Repubblica: "Italia fuori dal G8, vertice caos" - Berlusconi: "Una grande cantonata" di Enrico Franceschini, luglio 2009.
• Repubblica: – Archivio on line: "G8 – I nodi irrisolti" di Federico Rampini, 2001.
• Sul ritardo dell’Italia nel versare gli aiuti promessi all’Africa, “RPT- Aiuti G8 ad Africa, Italia pagherà tutto – Tremonti.


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