martedì, gennaio 13, 2009

La sete mai appagata di chi starnazza e non vuol volare

Nell’ultimo post dell’anno scorso chiudevo il primo anno del Blog di Natura Giuridica con una provocazione, causata dall’esasperante immobilismo italico, nel quale sguazzano i furbetti di ogni razza e divisa...

Ci(p) 6, ce la fai, sei connessa?, domandavo – nel mio dialogo immaginario – alla nostra “classe” dirigente, e sottolineavo che, secondo me, "occorre ben altro che il quotidiano teatrino di accuse reciproche; il disgustoso valzer di ripicche e plateali litigi; i malcelati odi; lo stillicidio senza fine di inconsistenti farneticazioni bipartisan; il compiaciuto guardarsi l’ombelico della nostra classe politica autoreferenziale…
Le leggi senza senso che quest’ultima sforna, nell’asserita vocazione semplificatoria che, tuttavia, lasciano il paese in un'immobilità senza soluzione".

A giudicare dai soliti balletti, dagli starnazzamenti e dai virtuosismi linguistici dei nostri politici, il 2009 non sembra iniziare sotto i migliori auspici.

In questo 2009 il Blog di Natura Giuridica – InFormazione e comunicazione ambientale – si affiancherà, come vi preannunciavo, ad un sito, www.naturagiuridica.com, che, oltre a tenervi costantemente aggiornati sulle ultime novità in materia di diritto ambientale, offrirà numerosi servizi a imprese e pubbliche amministrazioni.

Da una parte, dunque, l’informazione e la comunicazione ambientale, strumento essenziale per comprendere il mondo nel quale viviamo; dall’altra l’approfondimento analitico della materia, per fornire agli operatori del settore un valido strumento per districarsi nei meandri della normativa e nei labirinti interpretativi e, soprattutto, per coadiuvarli nell’impresa di gestire in modo corretto la “questione ambientale”…

Nei primi due post del 2009 voglio cominciare da qui: oggi voglio regalarvi qualche spezzone di un interessante articolo del Prof. Pasquale Giampietro, e nel prossimo post una dotta disquisisione sui rapporti fra cittadinanza e informazione…

Il primo articolo (“Un nuovo gioco dell’oca: la ricerca della norma ambientale) è di estrema attualità, essendo stato scritto il….nel 1995!

Di acqua sotto i ponti ne è passata, ma per qualche “strano”(o no?) motivo, il nostro legislatore è rimasto al palo...
Non so dire più se per malizia o insipienza, ma il legislatore da troppo tempo ha coinvolto i cittadini, loro malgrado, in un forzato gioco dell'oca ... ambientale.
Tale "passatempo" si fonda su di una regola tanto ferrea quanto insulsa: sarà esente da severe sanzioni non il cittadino-imprenditore, pubblico o privato, che, applicando il precetto, nei tempi e modi previsti, dimostri di rispettare, di fatto, l'ambiente (che è poi l'unica forma possibile!).
Ma, al contrario, colui che, più sveglio o semplicemente più informato di tutti gli altri (incredibile potenza dei media ...), riesca a scovare, nel flusso ininterrotto e confuso delle leggi più disparate: di proroga e differimento dei termini, di finanza pubblica, di finanza locale, di adeguamento alle normative comunitarie ecc. (cioè attinenti a materie affatto diverse), le disposizioni ambientali che lo riguardano personalmente.
Il punctum dolens, oggi, non è infatti, a dirla tutta, capire il "comando", a cui necessariamente adeguarsi (compito, anche questo, divenuto sempre più arduo in ragione della crescente incomunicabilità del legislatore, per gravi carenze culturali, quando non lessicali e sintattiche ...) ma, cosa ineffabile, trovarlo materialmente (intendo il "comando", come pubblicato nelle Gazzette) nel tourbillon legislativo appena evocato!

[...]

Insomma siamo arrivati al punto, fra esperti ..., di sottoporci a uno strano gioco di società, a volte molto imbarazzante ... quando lo si subisce.
Esso consiste nel chiedere, al mal capitato di turno, ma soprattutto a bruciapelo, se ha già "scovato" l'ultima proroga o l'ultima modifica di una vetusta e fondamentale legge-quadro introdotta da una legge o, meglio ancora, da un decreto-legge che riguarda, ovviamente, una branca dell'ordinamento assolutamente estranea a quella ambientale (in ciò riposa il gioco perverso ...) di cui proditoriamente si è appresa l'avvenuta approvazione, il giorno stesso o qualche ora prima ..., attingendo alle agenzie di stampa, a certi quotidiani, ai fax o alla telefonata del solito "basista" parlamentare ...

[…]

Gli esempi potrebbero moltiplicarsi, ma non servirebbero a rinsaldare l'idea che il lettore ha già totalmente colto.
Il gioco del legislatore dura da troppo tempo. Ha perso di levità, di grazia. Non ci fa più sorridere.
Anzi, da qualche tempo, infastidisce perché s'è fatto pesante, reiterato, sempre più arrogante.
Il cittadino (non "la gente", come si usa dire con termine populistico ed inflazionato che una sub-cultura maliziosa ed accattivante usa ed abusa, in una sgradevole corsa all'imitazione verbale), come il pubblico amministratore o l'operatore economico non riescono a tollerare oltre la accennata frantumazione degli interventi, introdotti - surrettiziamente - con il metodo perverso della decretazione d'urgenza, tanto da mettere in forse un minimo di "ordine" normativo cui non si può rinunciare (altro che "sistema"!).
Ha percepito che l'introduzione, a spiovere, di sempre nuove categorie tecnico-giuridiche (ad es. rifiuti, residui, materie seconde, materie prime secondarie, residui riutilizzabili, materiali quotati ...), lungi dal perfezionare un quadro di riferimento precettivo, lo complica fino a sovvertirlo (come avevano capito, duemila anni or sono, i giuristi romani che ammonivano: entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem!), disperdendo anni ed anni di elaborazione giurisprudenziale, di prassi amministrative e di assetti imprenditoriali (che costano ...).
Il gioco dell'oca, di cui abbiamo fornito alcuni esempi, e neppure i più eloquenti, si svolge, in definitiva, sulla pelle delle persone e a danno dell'economia del Paese.
L'unico sacrificio che lo Stato può pretendere dal cittadino si appunta nell'osservanza della legge, non nella fatica e nel costo aggiuntivo di andarla a cercare, poi di capirla, quindi, una volta rispettata, di sperare che duri!
Verso quale progresso condurranno quelle norme che si vanno trasformando in "strade che si succedono come un tedioso argomento ... con l'insidioso proposito di condurti a domande che opprimono ...?"

Foto: “Arrivooooo prima io!” originally uploaded by Illyfoto


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