giovedì, gennaio 22, 2015

Analisi delle più recenti normative e sentenze in materia di siti contaminati

"Un’idea, finché resta un’idea è soltanto un’astrazione", cantava Giorgio Gaber una quarantina di anni fa.
Un'astrazione.
Ecco, il diritto ambientale italiano assomiglia ad un'astrazione: tanti bei principi, un profluvio di leggi che, nelle intenzioni di chi le concepisce, dovrebbero garantire certezza e stabilità, ma che all'atto pratico - quando, da idea, la normativa deve produrre fatti concreti. In altri termini: business - si dimostrano inutili, tutt'altro che semplici, per nulla semplificatorie, oltre a comportare costi per gli operatori del settore.
Insomma, quello dell'operatore del settore bonifiche è un compito difficile, a livello interpretativo, operativo, di responsabilità.

Nel nostro Bel Paese, martoriato da continue emergenze (non solo) ambientali, esistono ben 57 siti di interesse nazionale da bonificare: spesso si tratta di siti che hanno visto succedersi, negli anni, diversi proprietari (e diversi soggetti inquinatori), e nei quali sono compresenti, ad oggi, numerose industrie altamente impattanti sul territorio e sull’ambiente. 
Parlare di responsabilità per l’attuale inquinamento non è un compito semplice, e non può essere semplificato (nel senso di schematizzato, decontestualizzandolo) né reso giornalisticamente magari in termini semplicistici (ovvero di contrapposizione): per questi motivi la giurisprudenza, in particolare quella amministrativa, lo ha (quasi) sempre affrontato in punta di (piedi) diritto, cercando delle soluzioni in grado di contemperare la tutela della salubrità dell’ambiente, da un lato, e gli interessi sociotecnico- economici, dall’altro. 
In sostanza, con lo spirito proprio di chi cerca di perseguire le molteplici sostenibilità. 

Non è semplice neanche districarsi fra le normative che il legislatore continua ad emanare in materia: le recenti modifiche al TUA che il Legislatore/Governo ha introdotto nel nostro ordinamento, nel dichiarato intento di semplificare l’iter delle bonifiche, costituiscono un’ulteriore conferma dell’incapacità di progettare un sistema strutturato che riesca, oltre che a proclamare, a raggiungere le sostenibilità.

Proprio in considerazione delle difficoltà, cui si è appena fatto cenno, Natura Giuridica ha deciso di realizzare un vademecum sulle ultime e più significative novità normative in materia di bonifica, nonché sulle principali sentenze concernenti i più significativi aspetti presi in considerazione dai giudici, nell'analizzare i casi concreti sottoposti al loro esame.
Il vademecum è utile per avvocati, consulenti ambientali, operatori del settore, per aggiornarsi e strutturare in modo adeguato le strategie difensive e/o d'impresa: il rispettivo business.

Si tratta di un lungo articolo che Natura Giuridica ha pubblicato sul suo sito: l'articolo è a pagamento.
Per scaricarlo occorre innanzitutto registrarsi gratuitamente sul sito, quindi collegarsi a questo link e seguire le istruzioni che compariranno a video e che verranno inviate tramite e-mail.

Il lungo articolo (dodici pagine) contiene un’analisi delle più recenti novità in materia di bonifica dei siti contaminati (contenute nello #SbloccaItalia, che ha introdotte alcune semplificazioni procedurali) e della più significativa giurisprudenza amministrativa e penale, con particolare riferimento al regime delle responsabilità, alla gestione delle acque emunte dalla falda durante operazioni di bonifica, alla discrezionalità tecnica dell’amministrazione, all’omessa bonifica, all’inquinamento storico, al potere del Sindaco. 

Il costo per il download è di 20 € + iva (15 + iva per utenti premium).

Nella richiesta inserire i dati per la fatturazione. 


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