lunedì, dicembre 09, 2013

Gestione dei rifiuti: varato il programma nazionale di prevenzione dei rifiuti

Il Ministero dell'Ambiente ha varato il Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti, approvato con decreto direttoriale del 7 ottobre 2013. 
Il documento fissa gli obiettivi di prevenzione al 2020, prevede indicatori specifici finalizzati alla valutazione dell'efficacia dei singoli interventi/progetti e un Tavolo di lavoro permanente che coinvolga i soggetti pubblici e i portatori di interesse attivi nell'attuazione delle misure previste dal Programma. 
Ecco un riassunto delle principali misure programmate. 


La direttiva europea 

Cos’è la prevenzione? misure adottate prima che una sostanza, un materiale o un prodotto diventino un rifiuto e che sono in grado di ridurre la quantità dei rifiuti (anche attraverso il riutilizzo dei prodotti o l’estensione del loro ciclo di vita) gli impatti negativi dei rifiuti prodotti sull’ambiente e la salute umana il contenuto di sostanze pericolose in materiali e prodotti Al fine di migliorare le modalità di attuazione delle azioni di prevenzione dei rifiuti negli Stati membri, e di favorire la diffusione delle migliori prassi in questo settore, la direttiva quadro sui rifiuti ha introdotto l’obbligo di elaborare programmi di prevenzione dei rifiuti incentrati sui principali impatti ambientali e basati sulla considerazione dell’intero ciclo di vita dei prodotti e dei materiali.


Cos’è la prevenzione?
misure adottate prima che una sostanza, un materiale o un prodotto diventino un rifiuto e che sono in grado di ridurre
la quantità dei rifiuti (anche attraverso il riutilizzo dei prodotti o l’estensione del loro ciclo di vita)
gli impatti negativi dei rifiuti prodotti sull’ambiente e la salute umana
il contenuto di sostanze pericolose in materiali e prodotti










Lo scopo del programma 

Lo scopo finale è quello di dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali connessi alla produzione di rifiuti, anche attraverso la riduzione degli effetti negativi dei rifiuti e della quantità di rifiuti prodotti. Rispetto ai valori registrati nel 2010, gli obiettivi di prevenzione fino al 2020 consistono nella riduzione 1. del 5% della produzione di rifiuti urbani/speciali non pericolosi per unità di Pil (utilizzato come indicatore); 2. del 10% della produzione di rifiuti speciali pericolosi per unità di Pil. 


Le misure generali 

Il programma prende in considerazione due tipologie di misure: da un lato quelle di carattere generale, dall’altro i flussi prioritari di prodotti/rifiuti che possono essere individuati fra quelli più rilevanti dal punto di vista quantitativo o fra quelli più suscettibili di essere ridotti facilmente e in modo efficiente.





Le misure generali del programma
Produzione sostenibile
cambiamenti nei modelli di produzione e nella progettazione dei prodotti
cambiamenti nelle materie prime
riduzione o eliminazione dal processo produttivo delle materie prime nocive per l’uomo e l’ambiente
cambiamenti tecnologici
modifica degli impianti /tecnologie in modo da ridurre rifiuti ed emissioni in via preliminare
buone pratiche operative
adozione di misure procedurali, amministrative o istituzionali per la prevenzione dei rifiuti (manutenzione e gestione dei magazzini e delle scorte)
cambiamenti di prodotto
sono attuati con l’intenzione di ridurre i rifiuti generati nell’utilizzo di un prodotto e nel suo fine vita
Green Public Procurement
La PA può assumere un ruolo di primo piano nell’attuazione di politiche di prevenzione attraverso l’introduzione, nelle procedure di acquisto e nei bandi pubblici, di criteri di selezione e di valutazione di carattere ambientale che, pur assicurando la libera concorrenza, garantiscono l’acquisto di prodotti preferibili dal punto di vista ambientale
Riutilizzo
Le PP.AA. devono promuovere iniziative dirette a favorire il riutilizzo dei prodotti
Informazione sensibilizzazioneeducazione
Creazione di un Portale della Prevenzione Rifiuti che fornirà informazioni in merito alle possibili azioni da intraprendere
Cittadini
indicazioni circa le scelte di consumo che favoriscono la riduzione dei rifiuti e circa la possibilità di rivolgersi a centri del riuso o della riparazione, fornendo contatti con le realtà locali
Scuole
informazioni per gli insegnanti utili allo sviluppo di progetti didattici sul tema
PP.AA.
supporto nella preparazione di programmi di prevenzione
piattaforma per lo scambio di informazioni fra i soggetti attivi nel campo della prevenzione rifiuti, dando rilievo alle loro principali iniziative
Strumenti economici, fiscali e di regolamentazione
responsabilità estesa del produttore ad altri flussi di rifiuti rispetto a quelli attualmente previsti
implementazione dei meccanismi di tariffazione puntuale per il conferimento dei rifiuti urbani
introduzione di sistemi fiscali o di finanziamento premiali per processi produttivi ambientalmente più efficienti e a minor produzione di rifiuto
revisione dei meccanismi di tassazione dei conferimenti in discarica
Promozione della ricerca
In Italia sono attualmente in corso diversi progetti riguardanti la prevenzione dei rifiuti, cofinanziati dall’Ue nell’ambito del programma Life+


I flussi prioritari di rifiuti 

Sulla base delle linee guida della Commissione europea, i flussi prioritari su cui focalizzare le misure di prevenzione sono i rifiuti: 

biodegradabili (scarti alimentari e dei giardini), per i quali la Commissione suggerisce di indirizzare le azioni di prevenzione sui settore chiave: 

  • dell’industria alimentare (completa valorizzazione di tutte le componenti delle materie prime trasformate dall’industria stessa); 
  • della distribuzione alimentare (migliorare la gestione del magazzino; supermercati della solidarietà; filiera corta); 
  • dei servizi alimentari (ristorazione, hotel, catering, bar); sistema provinciale/regionale di certificazione e promozione della qualità ambientale per incentivare i soggetti economici del territorio a migliorare le proprie performance ambientali soprattutto in materia di prevenzione dei rifiuti; 
  • delle imprese e istituzioni (imprese, scuole, ospedali, pubbliche amministrazioni) e 
  • delle famiglie (aumentare la consapevolezza riguardo alla quantità di cibo ancora commestibile di cui ci si disfa; 
cartacei: sono quelli prodotti principalmente da famiglie e imprese. Le linee guida della Commissione focalizzano l’attenzione su la posta indesiderata (junk mail), i cataloghi, la carta per uffici, i giornali e le riviste. Fra le misure proposte dalla Commissione prioritaria importanza è data alla riduzione della posta indesiderata, alla de materializzazione della bolletta e di altri avvisi e la riduzione di consumo di carta negli uffici; 

da imballaggio, da contrastare con la diffusione di punti vendita alla spina e la “promozione” del consumo di acqua del rubinetto; 

da apparecchiature elettriche ed elettroniche, da ridurre attraverso la progettazione di AEE più durevoli o più facilmente riparabili e/o riutilizzabili e la creazione di centri per la riparazione e il riutilizzo delle AEE; 

da costruzione e demolizione, che rappresentano quasi la metà del totale dei rifiuti speciali (è prevista la definizione di competenze professionali specialistiche proprie degli interventi di decostruzione/demolizione controllata). 

Cosa occorre fare

Per l’Italia si tratta del primo esempio di programmazione a livello nazionale nel campo della prevenzione dei rifiuti, anche se nel nostro Paese sono già presenti da tempo numerose buone pratiche di prevenzione dei rifiuti su scala locale, alcune delle quali rappresentano casi di eccellenza anche a livello internazionale. 
E allora occorre cominciare da qui, dal mettere a sistema queste esperienze locali e trarne indicazioni utili a stabilire linee di indirizzo applicabili su tutto il territorio nazionale che consentano di raggiungere gli obiettivi di riduzione dei rifiuti. 
In quest’ottica è indispensabile un lavoro sinergico con le Regioni ed i Comuni; lo Stato, dal canto suo, dovrà rimuovere gli ostacoli normativi che attualmente impediscono la realizzazione di attività utili al raggiungimento dei suddetti obiettivi di riduzione, favorire l’uso di strumenti economici per la riduzione dei rifiuti e la diffusione di accordi volontari affinché questi strumenti raggiungano il risultato più ampio, fare una concreta e duratura opera di sensibilizzazione dei cittadini, per orientare i comportamenti di produzione e consumo verso modelli con minore impatto in termini di produzione dei rifiuti.

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