lunedì, giugno 18, 2012

I dati aggiornati sulle eco-aziende del Piemonte

A pochi giorni dalla chiusura di Energethica 2012, il salone della green economy che quest'anno si è svolto a Torino, si può stilare qualche bilancio sulle imprese piemontesi che si dedicano alla green economy.
L'occasione è data dal fatto che sono stati diffusi i primi risultati del Rapporto “Eco-imprese in Piemonte” realizzato da Ambiente Italia e promosso dalla Camera di Commercio di Torino con il supporto operativo del Ceipiemonte (Centro Estero per l’Internazionalizzazione), in occasione della sessione di apertura di Bioedilizia Italia a Energethica 2012. I dati delineano “un territorio in grado di attrarre investimenti anche nel comparto eco”. 
Le eco-company piemontesi sono cresciute di 100 unità dal 2009 al 2011: nel 2009 erano circa 1.200, soprattutto nel settore energia, mentre nel 2011 si contavano circa 1.300 eco-imprese diffuse su tutto il territorio, con un fatturato di 2,6 miliardi di euro e 33.000 addetti. 
Si tratta di aziende che coprono le diverse province, da Torino (45%) a Cuneo (20%), da Alessandria (9%) a Novara (8%), fino a Biella (6%), Asti (5%), Vercelli (4%) e Verbania (3%). Quasi la metà (49%) sono concentrate nel settore energia, di queste il solare rappresenta il 76%. Seguono quelle che si occupano di rifiuti (19 per cento), trattamento dell’acqua (12 per cento), aria (10 per cento) e ricerca e sviluppo (9 per cento). Le eco-imprese sono soprattutto micro: su un campione di 600 imprese analizzate, il 73% conta meno di 10 impiegati, il 21 % tra gli 11 e i 50, solo il 6% più di 50 (dati aggiornati al settembre 2011).
A parte infatti i colossi, come Asja Ambiente Italia, o Marco Polo, la maggior parte delle aziende eco ha meno di 10 addetti. Un settore dinamico e fortemente innovativo, almeno a giudicare dagli oltre 1000 brevetti registrati e oltre 300 milioni di investimento in ricerca e sviluppo. Quello della produzione di impianti fotovoltaici è uno dei settori più diffusi tra le imprese che in Piemonte producono energie pulite.
Un altro documento, il rapporto Comuni Rinnovabili 2012 stilato da Legambiente, contribuisce meglio a chiarire la situazione del Piemonte rispetto al resto d'Italia: la regione si piazza al secondo posto, proprio alle spalle della Lombardia, per la produzione di energia da fonti idriche, con 2.479 megawatt, grazie anche alla grande disponibilità di acqua nelle zone alpine che fa del Piemonte il fornitore del 25 per cento dell’energia idroelettrica prodotta in Italia (solo nel Cuneese c’è una vera disputa per installare nuove centraline lungo il corso del fiume Tanaro). 

Cede invece un gradino del podio e conquista la medaglia di bronzo nella classifica sulla diffusione del fotovoltaico: in Piemonte sono installati pannelli per una potenza a 1053 megawatt, su 17 mila impianti con una regolamentazione precisa. Secondo le ultime disposizioni normative, i pannelli possono essere piazzati su tetti, discariche, terreni già compromessi, come cave e aree dismesse, ma non su terreni agricoli. Stop insomma agli scorci collinari da cartolina con piastra di vetro e silicio sullo sfondo. 
Non ci sono controidicazioni estetiche invece per l’energia che sfrutta il calore della terra. Grazie agli impianti geotermici in Piemonte si producono 7 megawatt di energia, che corrispondono al consumo annuo di 2100 famiglie. 
A Rivarossa, un piccolo comune della provincia di Torino con 1600 abitanti, c’è la più alta potenza installata di impianti geotermici per abitante. Un settore, fino a cinque o sei anni fa quasi insignificante, che è ora in forte e porta un risparmio in bolletta tra il 40 e il 60 per cento. E a proposito di primati, Torino tiene sempre ben saldo quello del teleriscaldamento: è la città più teleriscaldata d’Italia, con circa 800 mila cittadini serviti e il sistema si sta ora diffondendo anche nei centri urbani della cintura. 
Da segnalare poi la quota di energia prodotta da biomasse, il 5% sul totale piemontese, che sfrutta i rifiuti agricoli e di allevamento.
Il risparmio per i cittadini sarà invece uno dei filoni di ricerca del futuro Energy Center che sorgerà a Torino nei prossimi mesi grazie a un accordo tra Regione e Comune. Sarà un polo dedicato all’energia per privati, aziende, enti pubblici e università all’interno del quale si dovranno studiare prodotti e tecnologie per il risparmio energetico, l’edilizia e zero consumo, tecnologie e innovazioni per le aziende e per l’industria. Un progetto che secondo le amministrazioni farà scalare al Piemonte la classifica delle regioni virtuose, sfondare quella quota 15 per cento chiesta dal governo (in base al decreto Burden Sharing pubblicato a marzo), ma soprattutto rilanciare economia e stato di salute del tessuto produttivo. 

Documenti:
http://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/rapporto_comuni_rinnovabili1.pdf

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