lunedì, ottobre 27, 2014

Deposito temporaneo: qual è il luogo di produzione?


Il deposito temporaneo può essere effettuato solo nel luogo di produzione dei rifiuti, dovendosi per tale intendere, nella sua accezione più lata, quello che si trova nella disponibilità dell'impresa produttrice e nel quale gli stessi sono depositati, purchè funzionalmente collegato al luogo di produzione.

Lo ha affermato la Cassazione, in due recenti sentenze. 

Il primo caso (Cassazione n. 37843/14) riguarda una fattispecie nella quale quattro soggetti erano stati individuati quali colpevoli del reato di abbandono incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi, avendo gli stessi adibito un terreno, di proprietà di una terza società (di cui i quattro erano soci), a luogo di deposito di materiale edile proveniente da demolizione di un fabbricato. 
Il Giudice – dopo aver affermato che a norma del’art. 183, comma 1, lettera aa), del Testo Unico Ambientale, il deposito temporaneo può essere effettuato solo nel luogo di produzione del rifiuto, dovendosi per tale intendere, nella sua accezione più lata, quello che si trova nella disponibilità dell'impresa produttrice e nel quale gli stessi sono depositati, purché funzionalmente collegato al luogo di produzione: nel caso di specie, conclude la Cassazione, il Giudice di merito aveva correttamente verificato l’assenza di funzionale connessione tra i due fondi.

Il secondo caso (Cassazione n. 38676/14) riguardava, invece, residui da depurazione depositati sul terreno di un’azienda agricola, confinante con il luogo di produzione materiale dei rifiuti e appartenente allo stesso soggetto: in questo caso, dopo aver ribadito che, in tema di gestione illecita dei rifiuti, il luogo di produzione rilevante ai fini della nozione di deposito temporaneo non è solo quello in cui i rifiuti sono prodotti ma anche quello che si trova nella disponibilità dell'impresa produttrice e nel quale gli stessi sono depositati, purché funzionalmente collegato al luogo di produzione, la Cassazione ha messo in evidenza l’errore in cui era incorso il giudice di prime cure, che aveva erroneamente omesso di accertare il possibile collegamento tra le due aree. 

Poi però è intervenuta la prescrizione in entrambi i casi

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