lunedì, ottobre 31, 2011

Localizzazione di una discarica: interesse al ricorso

Dopo quello analizzato nel post “Quando un Comune può impugnare un atto amministrativo emanato da un altro Comune?”, oggi vi propongo un altro caso relativo a liti fra Comuni vicini, avente per oggetto la realizzazione di una discarica e, di conseguenza, il potere e l’interesse a ricorrere contro l’atto di autorizzazione.

La storia analizzata dal TAR di Parma (sentenza n. 473/10, scaricabile accessibile dalla sezione del sito naturagiuridica/rifiuti) è quella che vede protagonisti:
• il Comune di Cortemaggiore, da un lato – che aveva assentito l’esecuzione dei lavori inerenti la realizzazione di un allevamento zootecnico per suini all’ingrasso;
• il Comune di Villanova sull’Arda, secondo il Comune confinante si sarebbe indebitamente accontentato di un’autocertificazione dei proprietari recante l’impegno ad imporre il vincolo e a registrare e trascrivere l’atto di asservimento, atteso altresì che il vincolo avrebbe dovuto essere portato a conoscenza delle Amministrazioni interessate dall’intervento onde consentirne l’annotazione nei relativi atti urbanistici ma anche permetterne un coinvolgimento nelle relative decisioni.
Investito della vicenda, il TAR di Parma ha sottolineato che la prossimità all’opera da realizzare non è in sé idonea a radicare l’interesse al ricorso: i Comuni confinanti a quello in cui è prevista la localizzazione di un impianto hanno titolo ad impugnare gli atti di localizzazione di una discarica di rifiuti nel solo caso in cui siano in grado di fornire una congrua dimostrazione del danno ambientale che deriverebbe dall’impianto all’ambito territoriale di loro competenza.

Quindi, entrando nello specifico della vicenda, il Giudice amministrativo emiliano ha evidenziato che l’Amministrazione ricorrente avrebbe dovuto dare concreta prova delle conseguenze nocive per l’ambiente che subirebbe il proprio territorio.
Inoltre, i paventati spandimenti di liquami nella parte dell’azienda che ricade nel limitrofo Comune non costituiscono in sé un fattore inquinante, ragion per cui risulta del tutto privo di riscontri il timore di un impatto ambientale negativo, che scaturirebbe solo da uno sversamento abusivo o incontrollato di simile sostanze, non essendo del resto stata data prova alcuna di altri eventuali pregiudizi suscettibili di prodursi al di là del confine comunale.


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