Localizzazione di una discarica: interesse al ricorso

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Dopo quello analizzato nel post “Quando un Comune può impugnare un atto amministrativo emanato da un altro Comune?”, oggi vi propongo un altro caso relativo a liti fra Comuni vicini, avente per oggetto la realizzazione di una discarica e, di conseguenza, il potere e l’interesse a ricorrere contro l’atto di autorizzazione.

La storia analizzata dal TAR di Parma (sentenza n. 473/10, scaricabile accessibile dalla sezione del sito naturagiuridica/rifiuti) è quella che vede protagonisti:
• il Comune di Cortemaggiore, da un lato – che aveva assentito l’esecuzione dei lavori inerenti la realizzazione di un allevamento zootecnico per suini all’ingrasso;
• il Comune di Villanova sull’Arda, secondo il Comune confinante si sarebbe indebitamente accontentato di un’autocertificazione dei proprietari recante l’impegno ad imporre il vincolo e a registrare e trascrivere l’atto di asservimento, atteso altresì che il vincolo avrebbe dovuto essere portato a conoscenza delle Amministrazioni interessate dall’intervento onde consentirne l’annotazione nei relativi atti urbanistici ma anche permetterne un coinvolgimento nelle relative decisioni.


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Costi e benefici del fotovoltaico

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C. A. Gemme
Il 20 ottobre scorso, Confindustria A.N.I.E. e G.I.F.I. hanno diffuso la monografia Costi e Benefici del Fotovoltaico con l'obiettivo di diffondere una serie di dati e informazioni corretti e veritieri in materia di energia fotovoltaica:
"[...] l’impegno di ANIE/GIFI è stato quello di raccogliere in questo dossier informazioni statistiche e di mercato autorevoli, unitamente a stime elaborate all’interno del Gruppo, per portare all’attenzione degli interlocutori i grandi benefici connessi all’espansione del fotovoltaico".
Ad oggi, si legge nel rapporto, "sono oltre 11.000 i MWp connessi alla rete elettrica nazionale e questi hanno permesso nel mese di agosto 2011 di compensare integralmente l’aumento della domanda elettrica nazionale, riducendo le importazioni dall’estero. Nel periodo gennaio-agosto 2011 il fotovoltaico ha generato il 3% dell’energia elettrica consumata in Italia". 
Le Associazioni che raggruppano gli imprenditori del fotovoltaico risultano ad oggi poco rappresentative perché troppo frastagliate e, date le numerose batoste inferte al settore, come il ribasso degli incentivi contenuto nel recente Quarto Conto Energia, ora cercano una strategia comune che porti loro ad acquisire una voce sufficientemente forte da interloquire con il Governo.
E' questa l'opinione espressa nell'articolo di Jacopo Giliberto Il fotovoltaico reclama certezze, pubblicato su "Il Sole24ore" del 21 ottobre scorso. Nell'articolo si legge che Andrea Claudio Gemme, presidente di ANIE dal settembre scorso, e Valerio Natalizia di GIFI stanno lavorando in vista di un coordinamento unitario per superare sia i problemi legati all'incertezza normativa, che rende problematica la programmazione degli investimenti, sia le polemiche relative al peso degli incentivi in bolletta, al fotovoltaico in zona agricola e, più in generale, al fatto che il settore fotovoltaico, in attesa della grid parity, è ancora sostenuto dagli incentivi statali.
"Gli incentivi al fotovoltaico - prosegue la monografia - hanno favorito la creazione nel nostro Paese di una filiera industriale (corsivo mio) che oggi vanta produttori, distributori e integratori di sistemi e componenti fotovoltaici, oltre a migliaia di progettisti ed installatori che si sono specializzati in questo settore attraverso formazione dedicata ed esperienza diretta. Una programmazione nel medio termine è quanto mai doverosa per un settore che ha dimostrato di poter creare prosperità per il Paese. Un ammontare pari a 40 miliardi di euro di investimenti l’anno provenienti per lo più da privati, hanno creato oltre 100.000 posti di lavoro dei quali circa 20.000 addetti diretti e con età media inferiore ai 35 anni. Per quanto riguarda gli introiti per le casse dello Stato essi ammontano a quasi 4 miliardi di euro nel solo 2010 e si tratta di entrate che non hanno richiesto nessun esborso da parte dello Stato. Altrettanti benefici potrebbero essere creati al 2020 (e oltre) se solo riuscissimo a porci obiettivi più ambiziosi e pianificare uno sviluppo sostenibile del mercato, fotovoltaico ed elettrico, attraverso una normativa stabile ed una strategia energetica nazionale che preveda un equilibrato mix delle fonti di generazione".

L'affermazione che oggi in Italia esista una vera e propria filiera industriale delle energie rinnovabili non è condivisa da tutti. Secondo l'economista Alberto Clò, "Le politiche energetico-ambientali oggi vigenti in Italia sono paralizzate, e occorre superare quanto prima la fase “assistenziale”, fondata su eccessivi ed ingiustificati incentivi (il caso più lampante è quello del conto energia), non accompagnati da alcuna politica industriale degna di questo nome […] Occorre una nuova consapevolezza: non bisogna chiedersi se sviluppare le fonti di energia rinnovabile, ma come farlo, prendendo spunto da quanto avvenuto in Germania, dove nel giro di 15 anni è stato costruito un intero “sistema rinnovabili”, mentre negli stessi anni da noi non è nato nulla” (Torino, Terza Conferenza sul bio-etanolo di marzo 2011).
Il fotovoltaico rappresenta oggi una fonte di energia interamente producibile all’interno dei confini nazionali, pulita e rinnovabile che ha bassissimi costi di produzione. Una fonte energetica sulla quale il cittadino, l'impresa e l'ente pubblico possono fare leva senza dipendere dai precari equilibri geopolitici mondiali che causano oscillazioni nei costi energetici.
Restano i problemi legati all'effettiva utilizzabilità dell'energia elettrica prodotta, che sono diretta conseguenza della discontinuità con la quale alcune fonti rinnovabili producono energia. A parere delle associazioni, si tratta di problemi superabili con l'ausilio di nuove tecnologie, da applicare e combinare caso per caso.

Il  testo completo della monografia è scaricabile dal sito GIFI accedendo alla pagina tutta la verità sul fotovoltaico


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Sistri: al via i test

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Secondo il comunicato apparso sul sito del Ministero dell'Ambiente il 12 ottobre scorso, oggi 24 ottobre 2011 dovrebbe prendere avvio una serie di 4 test "su specifici aspetti" del SISTRI così come emerso "nella riunione di ieri del Comitato di Vigilanza e Controllo sul Sistri (del quale fanno parte le categorie interessate ed il Ministero del’Ambiente)".

La nota prosegue riportando che "entro il 10 novembre [si svolgerà] un grande test con le aziende con oltre 50 dipendenti cui ne seguirà, entro novembre, un altro per le aziende da 11 a 50 dipendenti. L’obiettivo di testare, entro il termine fissato, tutti gli utenti Sistri per i quali il sistema entrerà in funzione in febbraio. Naturalmente è prevista la individuazione di eventuali correttivi ove si rendessero necessari in base agli esiti delle sperimentazioni".

L'obiettivo della nota è in realtà quello di chiarire che non "hanno alcun fondamento le affermazioni secondo le quali sono fermi i test sulla funzionalità del Sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi (SISTRI). Non vi è alcun “impasse” ed i test proseguono per concludersi, come previsto dalla legge, entro il 15 dicembre".

Dopo le notizie, circolate nelle settimane scorse, a proposito della soppressione del Ministero dell'Ambiente, si guarda con ulteriore attenzione ogni notizia relativa al sistema Sistri, per il quale le aziende hanno già sostenuto dei costi. In effetti, a partire dal  suo debutto, ormai più volte rinviato, il sistema di tracciamento dei rifiuti è costato "alcuni milioni di euro alle centinaia di migliaia di imprese coinvolte nell’ambizioso progetto di tracciamento digitale dei rifiuti. Al termine di un ciclo di incontri con le associazioni imprenditoriali, culminati nell’audizione informale delle categorie davanti alla commissione Ambiente della Camera, il ministero ha messo in programma un ciclo di test di operatività del sistema informatico, per evitare di arrivare in affanno al (quinto) debutto di febbraio" così scriveva Alessandro Galimberti nel suo articolo "Il Sistri prova la ripartenza" pubblicato su IlSole24ore - inserto Norme e Tributi - del 12 ottobre 2011.

Le simulazioni si sono rese necessarie visto che parte dei continui rinvii è attribuibile a inefficienze riscontrate nel funzionamento del sistema. I test dovranno riprodurre nel modo più vicino alla realtà le sollecitazioni di caricamento dati che si verificheranno quando il Sistri sarà entrato in vigore.

Prosegue Galimberti: "Se i nuovi test “realistici” daranno risultati apprezzabili, in un secondo momento le due prove verranno accorpate in un terzo appuntamento, per raggiungere un livello di simulazione il più possibile vicino a una ordinaria giornata di caricamento dati “in tempo reale”, che è ciò che più interessa agli operatori. Si farà invece un test a parte e dedicato per la Campania, dove il tracciamento riguarderà, per le note emergenze, uno spettro più ampio di rifiuti. E proprio sulla tabellarizzazione più generale dei rifiuti – adempimento richiesto dall’ultima modifica estiva al testo di Sistri, che esenta alcune tipologie dal tracciamento – i tecnici del ministero stanno cercando un’intesa sempre con le categorie, per arrivare a una formulazione il più possibile condivisa del decreto ministeriale cui è stata demandata la separazione. Secondo fonti governative, si tratta di scegliere, e quindi fissare, limiti quantitativi e/o caratteristiche tecniche di “non nocività” ambientale per procedere alla definizione normativa di «non pericolosità», evitando così il rischio – rappresentato da alcune categorie – di procedere con un criterio «soggettivo» che colpisca indiscriminatamente alcune attività".


La bozza del decreto sviluppo e altri provvedimenti in materia di rinnovabili

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Si rincorrono nelle ultime ore voci di una serie di provvedimenti in materia di fonti rinnovabili, che sarebbero contenute nel decreto sviluppo in preparazione dal nostro Governo.
In particolare, diversi giornali hanno parlato fino a poche ore fa di condono tombale per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici abusivi, e poi ancora di moratoria per i grandi impianti, ossia di uno stop per legge in attesa di interventi di messa in sicurezza delle rete di distribuzione e, dulcis in fundo, dell'introduzione di criteri perequativi per il godimento degli incentivi statali.
Le notizie hanno scosso tutte le associazioni di categoria e molte sono state le reazioni di condanna di tali presunti interventi.
Il capitolo condono tuttavia sembra essere ormai chiuso, dopo la smentita ufficiale arrivata dal sottosegretario allo sviluppo economico con delega all'energia Stefano Saglia. Nel medesimo intervento, Saglia ha espresso parere negativo anche sui sistemi di perequazione, ma con una smentita meno secca.
Come funzionerebbe questo sistema?



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Ricordati di salvare l'Italia

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La vignetta di Vauro per la campagna del FAI
Ricordati di salvare l'Italia è il titolo della campagna nazionale di raccolta fondi indetta dal F.A.I. - Fondo Ambiente Italiano, e ci ricorda che ottobre 2011 è il mese per sostenere concretamente la Cultura e la Bellezza del nostro Paese. 

Per tutto il mese di ottobre è possibile donare "2 euro con un sms al numero 45506 da cellulari Tim, Vodafone, Wind, 3, Coopvoce, Postemobile e Tiscali oppure 5 o 10 euro chiamando da rete fissa Telecom Italia, Infostrada, Fastweb e Tiscali,  o 2 euro chiamando da rete fissa Teletu per salvare straordinarie testimonianze del patrimonio d’arte, natura e paesaggio italiano che il FAI tutela. Ricordati di salvare l’Italia.
Costruiamo insieme un futuro migliore".

Vale la pena di ricordare che, quando si parla di bellezza e cultura, non si intende solo il dovere di proteggerle, salvaguardarle e tramandarle ai posteri, ma si fa riferimento a una vera e propria economia, fatta di posti di lavoro, risorse, idee e creatività, che occorre valorizzare ora più che mai.


Quarto conto energia (DM 5maggio 2011 sul fotovoltaico): una panoramica a sei mesi dall'entrata in vigore

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Introdotto con il decreto ministeriale del 5 maggio 2011 il Quarto Conto Energia è entrato in vigore il primo giugno 2011, sulla scia di numerose polemiche, dovute all'incertezza normativa che ha frenato investitori e operatori del settore.

Il decreto 5 maggio 2011, emanato in seguito al criticato Decreto Romani, avrà effetti fino al 2016 e si fonda su un netto cambio nella filosofia che sta alla base del sistema di incentivazione.
La riduzione degli incentivi infatti non penalizzerà tanto i piccoli impianti, ma avrà ripercussioni maggiori su quelli di grandi dimensioni (in particolare, quelli realizzati a terra) che hanno consentito, finora, grandi speculazioni:  per famiglie, condomini e PMI, che decideranno di produrre energia installando pannelli fotovoltaici sul proprio tetto, gli aiuti previsti continuano ad essere piuttosto consistenti.

Con riferimento alle installazioni realizzate entro il 2012, ad esempio, gli incentivi vanno dai 34 centesimi per chilowattora (impianti sugli edifici, di potenza fra 1 e 3 kW)  e 30 centesimi per kW/h (altri impianti fotovoltaici, stessa dimensione) di ottobre 2011, ai 25 centesimi (impianti sugli edifici) e ai 22 (altri impianti fotovoltaici, stessa dimensione) del secondo semestre 2012.
Vi è la possibilità di rivendere al GSE l'energia che si è prodotta ma non auto-consumata, energia che, ai prezzi correnti di mercato, vale all’incirca 10 centesimi a chilowattora; si otterrebbe, quindi, una rendita che va dai 44 ai 31 centesimi per ogni chilowattora immesso nella rete elettrica. In caso di autoconsumo, poi, il risparmio per l’energia non acquistata si aggira intorno ai 20 centesimi a chilowattora, che, unito al valore dell’incentivo, porterebbe ad una remunerazione superiore a mezzo euro. Il fattore tempo influisce poi sulla portata della tariffa incentivante, che decresce col passare degli anni: dal 2013 la quota si abbasserà di circa 20 centesimi rispetto al mezzo euro attuale, pur rimanendo una fra le più alte in Europa.

In altri termini, è stato introdotto il decalage delle tariffe incentivanti, al fine di diminuire gradualmente il peso degli incentivi, in vista della c.d. grid parity. A ciò si aggiunge la misura dell’innalzamento dell’obiettivo indicativo di potenza installata a livello nazionale, che balza dagli 8.000 mw entro il 2020 ai circa 23.000 mw al 31 dicembre 2016: dunque una stima maggiormente realistica, che tiene conto delle reali dimensioni  del mercato fotovoltaico.

Una delle novità più interessanti del D.M. 5 maggio 2011 è  l'introduzione di premi aggiuntivi, non cumulabili tra loro: 
  • incrementi pari a 5 centesimi al chilowattora per gli impianti fotovoltaici installati su tetti in sostituzione di coperture in eternit o comunque contenenti amianto;
  • incrementi del 10% per gli impianti il cui costo di investimento (per quanto riguarda i componenti diversi dal lavoro, quindi pannelli, inverter…) sia per non meno del 60% riconducibile a una produzione realizzata nell'Unione europea; 
  • incrementi dal 5% al 30% in presenza di un nuovo attestato di certificazione energetica dell'edificio su cui è ubicato l'impianto. 



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Bonifica: la responsabilità di una società mera proprietaria di un sito da bonificare

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Nel corso degli anni, un terreno – oggetto dello “scontro” analizzato nella sentenza che vi riassumo oggi, TAR Firenze, n. 549/10, gratuitamente scaricabile da Natura Giuridica - Siti contaminati, per utenti registrati) –
è passato da una proprietà all’altra, come spesso avviene nel mercato immobiliare.
Ad un certo punto, all’ultimo, malcapitato proprietario, viene fatto presente che deve mettere in sicurezza il terreno stesso, che, nel frattempo, è stato “trovato” inquinato….
Gulp!
Di storie simili (ma non uguali!) ho parlato spesso nelle pagine del blog e del sito (in calce a questo post potrete trovare un elenco indicativo di alcuni degli articoli più letti): cos’ha deciso il TAR di Firenze in questo caso?
Prima di rispondere, mi tocca ricordare al lettore che ogni caso fa storia a sé, e che non può prendere “per oro colato” ciò che trova scritto in queste pagine, ma solo come uno spunto di riflessione, a partire dal quale analizzare la propria situazione, meglio se con l’aiuto di un consulente ambientale


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Sistri: tracciabilità a febbraio 2012?

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Con la conversione in legge del decreto legge 148/2011, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti denominato SISTRI sarà obbligatorio a partire dal 9 febbraio 2012. Questo dato segna l'ultimo (forse) atto di una vicenda, quella dell'entrata in vigore di questo sistema, segnato da varie puntate.

Ma a cosa dovrebbe servire esattamente il Sistri?


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Workshop sulla filiera delle biomasse per uso energetico

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E' possibile scaricare gli atti del workshop tenutosi il 7 ottobre scorso accedendo al sito web del Comune di Apiro.

Natura Giuridica sarà presente al Workshop La filiera delle biomasse per uso energetico: un'opportunità per il territorio e per l'ambiente, che si terrà venerdì 7 ottobre 2011 presso il Teatro Comunale Giovanni Mestica, nel comune di Apiro, in provincia di Macerata. 
La necessità di incrementare la produzione di energia elettrica e calore da fonti rinnovabili  è ormai sentita a tutti i livelli dell'amministrazione pubblica. Il ruolo delle biomasse appare essenziale, ma occorre essere ben consapevoli delle conseguenze negative derivanti da una poco attenta pianificazione energetica. Per esempio, nel caso delle biomasse legnose da ceduazione, evidentii sono i vantaggi legati alla disponibilità di questa risorsa, e al suo elevato potere calorifero, ma restano aperti interrogativi riguardo all'uso sostenibile del bosco anche in termini di biodiversità.
L'evento, organizzato da RSE (Ricerca sul sistema Energetico - RSE SpA, società partecipata totalmente a capitale pubblico con socio unico GSE) è in collaborazione con Regione Marche, Provincia di Macerata, Comunità Montana Ambito 4, Legambiente Marche, Facoltà di Agraria Università Politecnica delle Marche, FIPER (Federazione Italiana Produttori Energia Rinnovabile) e FINCO (Federazione Industrie Prodotti Impianti e Servizi per le Costruzioni). 
Per ogni altra informazione, si rinvia alla brochure pubblicata di seguito.