sabato, luglio 09, 2011

Film sottile solare di seconda generazione

Pochi giorni fa, rimbalzavano le voci di un ritocchino al sistema di incentivi sulle rinnovabili contenuto nella manovra finanziaria presentata al Quirinale, segnando un'altra puntata di questa telenovela infinita, che tiene nell'incertezza investitori, imprese, lavoratori e utenti finali.
Nel frattempo, tuttavia, le cose sono andate avanti ugualmente e a Catania si inaugura un  grande impianto con pannelli solari di seconda generazione, denominati "a film sottile".
La produzione industriale di questa tipologia di pannello, costituita da sottilissime pellicole di silicio disposte a strati su una base in vetro, è iniziata in aprile presso lo stabilimento Sharp, nei pressi di Osaka in Giappone, ed è il frutto di una collaborazione tra Enel, StMicroelectrics e Sharp. 
Ma perché si parla di seconda generazione? Cosa hanno di diverso i pannelli sottili da quelli oggi utilizzati? La novità principale sta nel fatto che i pannelli a film sottile sono cosparsi da una quantità molto più piccola di silicio, e questo fa si che costino meno e sia più facile produrli. 
Il thin film o film sottile rappresenta un'importante novità soprattutto per le utenze industriali, che di solito possiedono ampie superfici in cui installare pannelli, come per esempio i tetti degli stabilimenti o le aree di parcheggio. Le nuove frontiere, che i pannelli di seconda generazione lasciano intravedere, sono la possibilità di installare impianti sulle superfici verticali e su quelle calpestabili, o anche sulle stazioni di ricarica delle auto elettriche.

Già ora i pannelli sono sensibili anche ai raggi solari incidenti, sono più leggeri rispetto ai loro predecessori, e durano di più nel tempo, per cui si spalancano le porte di possibili integrazioni nei materiali per l'edilizia e l'installazione su pareti verticali, come per esempio le vetrate.
I thin film tuttavia performano meglio se posti in luoghi dove la temperatura supera i 25 gradi, e se le installazioni sfruttano ampie superfici, dunque per adesso sono poco adatti ai tetti abitativi.

Fonte: Il film sottile, più semplice e meno caro di Elena Comelli, Nova24 di domenica 3 luglio 2011.

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