Limitazioni al traffico, diritto alla salute e diritto al buon senso

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Capita di solito ad inizio anno: i Sindaci di molte grandi città impongono limitazioni al traffico veicolare (di solito la domenica) per evitare di superare i livelli di inquinamento atmosferico massimi previsti per legge, per un determinato numero di giorni nell’arco dell’anno.
Probabilmente per “paura”, visto che il trend dei primi giorni dell’anno, magari complici eventi atmosferici negativi, lasciano intravedere che tale limite sarà superato ben prima (ma molto prima) della fine dell’anno…

Ad ogni modo, capita anche che, in alcuni casi, questo eccesso di zelo porti l’Amministrazione di turno a compiere delle scelte incomprensibili, incredibili, come quella che vi voglio raccontare oggi.

Per la “tutela e la fruibilità del centro storico” di una città del sud, oltre che per la regolamentazione dell’accesso e della sosta alla ZTL, l’Amministrazione comunale aveva deciso di vietare in modo assoluto l’accesso in determinate zone della città.
Detta così non fa una piega: peccato che, nel paese dei tanti, troppi finti invalidi, ci si sia spinti fino ad impedire l’accesso alla propria abitazione anche ad un portatore di un handicap neuromotorio e fisico, permanente e grave….

Di fronte al giusto ricorso dei malcapitati, il Comune ha detto di aver, medio tempore, adottato un’ordinanza di modifica di quella, incomprensibile, emanata in precedenza, e che per questo motivo doveva essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.

Ora, non voglio soffermarmi in questa sede sugli ulteriori sviluppi del fatto (sostanzialmente, sul batti e ribatti originato dal ricorso per motivi aggiunti), che potete leggere scaricando la sentenza dal sito di Natura Giuridica, previa registrazione gratuita
http://www.naturagiuridica.com/registrazione.php

Mi limito a sottolineare quanto, a conclusione del suo ragionamento, ha detto il giudice amministrativo, evidenziando che in materia di provvedimenti limitativi della circolazione veicolare all'interno dei centri abitati, è consolidato nella giurisprudenza amministrativa l’orientamento, secondo il quale tali atti sono espressione, sì, di scelte molto, molto discrezionali, che coprono un arco molto esteso di soluzioni possibili, incidenti su valori costituzionali spesso contrapposti, ma che devono essere, tuttavia, contemperati, secondo criteri di ragionevolezza e di bilanciamento di contrapposti interessi pubblici e privati.

E lascio a voi le considerazioni del caso.

E, in ogni caso, se siete vittime di atti illegittimi da parte delle pubbliche amministrazioni, rivolgetevi a Natura Giuridica, che con la sua rete di professionisti nel settore, è in grado di far valere i vostri diritti…

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Natura Giuridica di Andrea Quaranta: Impresa di Consulenza Ambientale.

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