Cuneo Ambiente: Notizie su Cuneo e la Provincia Granda

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Prende avvio una sezione dedicata all'informazione su ambiente ed energia a Cuneo e provincia di Cuneo. Uno spazio per seguire le notizie e gli eventi che riguardano tutta la Provincia Granda.
Uno dei simboli di Cuneo: Piazza Galimberti
Lo studio legale ambientale Natura Giuridica si dedica alla consulenza e all'assistenza legale ambientale on line, secondo un approccio che tende a sfruttare ed ottimizzare tutti i vantaggi, connessi con l'utilizzo di piattaforme web, come il sito, il blog e la posta elettronica, per la consulenza giuridica.

Tuttavia, Natura Giuridica ha sede fisica in provincia di Cuneo, ed il suo fondatore è Andrea Quaranta, cuneese classe '75. Dunque vi è uno stretto rapporto con questo territorio, ed è giusto che vi sia uno spazio di informazione ambientale dedicato a Cuneo, che tratti anche delle novità e delle iniziative riguardanti la Regione Piemonte in materia di ambiente ed energia.
Il territorio regionale e la provincia di Cuneo sono interessati da un vivace dibattito sulla co-esistenza tra coltivazioni agricole (anche di eccellenza: si pensi per esempio ai vigneti) e impianti fotovoltaici in zone agricole. La questione interessa il futuro sviluppo economico della Regione ed avrà ricadute soprattutto sulle prossime generazioni.
Le istituzioni locali, ad ogni livello, stanno cercando di arginare i fenomeni speculativi, dando la precedenza alle iniziative imprenditoriali in campo di fonti rinnovabili che sfruttino terreni difficilmente utilizzabili per produzioni agricole e con basso valore paesaggistico.
Nel panorama attuale, caratterizzato dalle difficoltà connesse con il superamento di una crisi economica di portata globale, non favorisce di certo la serena coesistenza dello sviluppo agricolo e di quello energetico rinnovabile, soprattutto a causa del notevole calo di redditività di molte produzioni agricole.

Eppure, una strada per la convivenza armoniosa c'è, ed è costituita dalla pianificazione energetica su larga scala e lungo periodo, volta ad un bilanciamento funzionale tra coltivazioni agricole, sfruttamento delle biomasse e delle fonti rinnovabili. Un approccio che vede nella multi-funzionalità dell'impresa agricola  la base per uno sviluppo sostenibile dal punto di vista econonimico, ambientale, sociale e culturale.


Il riparto di competenze in materia di energie rinnovabili nel Paese dei C8 (mila) (parte seconda)

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Punto secondo.
Pur non trascurandosi la rilevanza che, in relazione agli impianti che utilizzano fonti rinnovabili, riveste la tutela dell’ambiente e del paesaggio, occorre riconoscere prevalente risalto al profilo afferente alla gestione delle fonti energetiche in vista di un efficiente approvvigionamento presso i diversi ambiti territoriali: altrimenti, l’adozione, da parte delle Regioni, nelle more dell’approvazione delle linee guida previste dall’art. 12 del d.lgs. n. 387 del 2003 – emanate solo nel settembre di quest’anno, ndr, Le linee guida rinnovabili finalmente pubblicate in Gazzetta Ufficiale - di una disciplina come quella oggetto di censura provoca l’impossibilità di realizzare impianti alimentati da energie rinnovabili in un determinato territorio, dal momento che l’emanazione delle linee guida nazionali per il corretto inserimento nel paesaggio di tali impianti è da ritenersi espressione della competenza statale di natura esclusiva in materia di tutela dell’ambiente.


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Il riparto di competenze in materia di energie rinnovabili nel Paese dei C8 (mila) (parte prima)

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Quante volte lo abbiamo detto: nelle pagine del blog, in quelle del sito, negli articoli pubblicati per riviste scientifiche del settore del diritto dell’ambiente, nel corso di convegni, nei master….

Orientarsi nei meandri del diritto ambientale è tutt’altro che un mestiere semplice, perché da sempre, fina dalla sua nascita, il diritto dell’ambiente – ma anche quello dell’energia – si è caratterizzato per la sua perenne precarietà.
Non importa se causata dall’emergenza di turno, dall’infantile politica ambientale, dalla difficoltà di dare delle definizioni puntuali, dalle difficoltà tecnologiche, dal fatto che non ci sono più le mezze stagioni, dai giudici comunisti, dalla sinistra (quella c’entra sempre, anche quando, come da noi, non esiste...) o dagli immigrati…
O forse, più probabilmente, perché non siamo in grado di assumerci le responsabilità, così concentrati a trovare una scusa da accampare, o un caprio espiatorio cui addossare le nostre frustate ambizioni di paese del G8

Nel paese dei C8(mila, ovverosia il numero approssimativo dei Comuni nel nostro Belpaese), dove ognuno fa un po’ come gli pare (del resto siamo governati dal popolo delle libertà…), le regioni si sono sempre sentite in dovere di sostituirsi al legislatore nazionale, anche laddove non ne avevano i mezzi, o il potere di farlo…


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Detrazione 55% story

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Per chi si accinge a ristruttare la propria casa nell'anno 2011, e per gli artigiani chiamati a realizzare tali lavori, queste sono ore convulse: si attende il comunicato ufficiale del Governo - e soprattutto il testo - relativo alla proroga per il 2011 della detrazione del 55% per interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

In un primo tempo, la notizia della bocciatura degli emendamenti di FLI e PD volti ad ottenere la proroga delle misura nella Finanziaria (ora Legge di Stabilità) per il 2011, aveva destato scalpore e le polemiche di diverse associazioni di categoria.

La detrazione del 55% ha infatti creato una serie di importanti effetti positivi sull'economia: la crescita di posti di lavoro in comparti quali quello dei serramenti (in misura maggiore) e delle ristrutturazioni di involucro degli edifici (in misura minore, perché si tratta di interventi più complessi per i consumatori); la riqualificazione energetica di una ingente quantità del parco immobili italiano, un ottimo strumento per il raggiungimento degli obiettivi europei sulle riduzioni di CO2.

Qualcuno dice, senza mezzi termini, che l'iniziale chiusura del Governo verso la proroga della detrazione sia stato un éscamotage per non rallentare la corsa alle riqualificazioni negli ultimi mesi del 2010. 



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Sostanze destinate all’alimentazione: la revisione delle analisi è limitata?

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Contro una serie di provvedimenti che dichiaravano l’inidoneità all’importazione l’olio di girasole grezzo non commestibile destinato alla raffinazione di provenienza ucraina acquistato da una società, e respingevano la richiesta di ripetizione delle analisi sul materiale stesso, veniva proposto ricorso.

In estrema sintesi, la ricorrente lamentava il fatto che il diniego non era supportato da alcun risultato di analisi, e non indicava gli eventuali estremi dello stesso o del laboratorio incaricato; inoltre, si sottolineava, a seguito della richiesta di ripetizione delle analisi, fondata sulle risultanze del controllo fatto eseguire privatamente dalla ricorrente, l’amministrazione aveva sostenuto la non ripetibilità per la inapplicabilità dell’art. 1 L. 283/62 alle merci provenienti dall’estero, mentre nel caso di specie vi erano fondati sospetti circa l’attendibilità delle analisi.


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Scorie di acciaieria: quando sono sottoprodotti

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Sul blog di Natura Giuridica abbiamo già parlato di scorie di acciaieria: “Scorie di acciaieria: l’Ecogravel è un sottoprodotto”


Allora avevamo sottolineato che per l'attribuzione della qualifica di sottoprodotto occorre che il loro impiego sia certo sin dalla fase di produzione, integrale e avvenga direttamente nel corso del processo di produzione odi utilizzazione preventivamente individuato e definito.
Di conseguenza, non è necessario  - si sottolineava - che l'utilizzazione del materiale, da qualificarsi sottoprodotto, avvenga nello stesso processo produttivo da cui ha avuto origine, essendo, invece, sufficiente che il processo di utilizzazione, peraltro integrale, del sottoprodotto sia stato preventivamente individuato e definito, così come accertato, nel caso in esame dai giudici di merito.

Cos’è successo questa volta?


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Ego te absolvo: il motto dell’Italia dell’anno (sotto) zero.

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Considerazioni sulla puntata di Anno Zero del 28 ottobre 2010 ("Il miracolo no!"), dedicata all'emergenza rifiuti in Campania

Il 26 ottobre 2010 è stato pubblicato su “La Stampa” un ottimo articolo di Mario Deaglio.

In modo lucido e pacato mette a nudo, in poche righe, il male dei mali italiani: un’autoreferenziale e discutibile (anche se di questo non si discute!) auto-assoluzione, nella vana ricerca, di fronte ad una globalizzazione vissuta come “scioccante”, di un federalismo di maniera, che assomiglia più ad una chiusura a riccio nei confronti del mondo, che ad una oculata scelta di decentramento politico.

E così si cercano capri espiatori:
  • l’extracomunitario di turno;
  • il poco diplomatico Marchionne, che di certo non sarà un “santo” (mettiamola così), ma che si è preso la briga di mettere a nudo certe scomode verità, e certi vizi che gli italiani praticano con nonchalance, ma mai e poi mai, nemmeno sotto tortura, o nel confessionale, ammetterebbero di esercitare;
  • il suscettibile avversario politico, anche questo rigorosamente di turno: uno a caso, tanto vale –
in assenza di qualsivoglia argomentazione, di una discussione costruttiva, di un “mea culpa

Niente, solo un lancinante, ripetitivo, ossessionante, “urlificio”, popolato da segugi dall’olfatto avariato, da politici autoreferenziali e vanagloriosi, da vassalli, valvassori e valvassini la cui unica virtù è l’ossequiosa devozione ad personam…

Se il bungagiorno si vede dal mattino, immaginatevi il resto…


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Risparmio energetico e normativa urbanistica

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Quale obiettivo vale di più: il risparmio energetico o quello perseguito dalla normativa urbanistica?


Se lo è domandato il TAR di Brescia (sentenza n. 875/10, gratuitamente scaricabile dal sito di Natura Giuridica, previa registrazione), nel decidere su un ricorso presentato per l’annullamento di un provvedimento del Responsabile del Settore Edilizia di un comune della zona, con il quale è stato negato il rilascio di permesso in sanatoria in relazione ad opere eseguite in parziale difformità rispetto al permesso a costruire.

I motivi del ricorso potete approfondirli scaricando la sentenza del TAR di Brescia n. 875/10: qui vi dico solo le conclusioni cui è pervenuto il Collegio, che nella breve sentenza ha tenuto a precisare che l’obiettivo del conseguimento del risparmio energetico va contemperato con quelli perseguiti dalle norme di disciplina edilizia ed urbanistica, senza che possa affermarsi una generalizzata ed indiscriminata prevalenza della prima sulle seconde.


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