Perché comprare green ?

Come spiegare ai consumatori perché è meglio comprare green? E quali sono le leve da spingere per un green marketing di successo?

C'è una scena molto simpatica del film Stregata dalla Luna, con Cher e Nicolas Cage, dove il papà della protagonista, idraulico italo americano di successo a New York, racconta alla sua amante come fa a convincere i clienti a pagargli onorari non proprio economici. Vincent Gardenia - che italiano lo era sul serio - dice più o meno così: "Io ai miei clienti dico sempre: ci sono i tubi di zinco, come quelli che avete voi, che causano grossi problemi, ci sono quelli di piombo, che si sono buoni ma a lungo andare possono causare problemi, ci sono poi quelli di rame, che io utilizzo perché sono i migliori e non causano nessun problema, è per questo che costano un po' di più. Allora, che tubi volete utilizzare?".
Questa simpatica scena decrive la sfida che le imprese italiane, che vogliono cogliere tutte le opportunità legate al green business, dovrebbero raccogliere: convincere i propri acquirenti che è più furbo e intelligente pagare di più, e che questo si traduce in un risparmio per il futuro.
Lo spunto per questa riflessione viene da una interessante ricerca di Sda Bocconi, curata da Silvia Vianello e Davide Reina, che sarà presentata a un workshop sul green marketing a Milano il 7 ottobre prossimo.


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Conto Energia 2011: disposizioni finali (parte quinta)

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Si conclude oggi la mini-serie di cinque post dedicati al nuovo conto energia (decreto 6 agosto 2010).

Dopo l’analisi del contesto generale in cui il nuovo conto energia (2011-2013) è stato emanato, dei principali cambiamenti a livello definitorio, degli obiettivi e delle procedure per l’accesso alle tariffe incentivanti, del sistema generale delle tariffe incentivanti, e dei premi di chi utilizza l’energia rinnovabile in modo efficiente, è ora di arrivare alle conclusioni.

Non sono state apportate molte novità nelle disposizioni finali, in materia di verifiche e controlli, di monitoraggio della diffusione e divulgazione dei risultati, di attività di informazione, di monitoraggio tecnologico e promozione di sviluppo delle tecnologie.

Sono state poste le basi per un futuro aggiornamento, da parte dell’AEEG, dei provvedimenti già emanati: in particolare, l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas provvederà a:
stabilire le modalità, i tempi e le condizioni per l'erogazione delle tariffe incentivanti e la verifica del rispetto delle disposizioni del nuovo conto energia;
aggiornare ed integrare i propri provvedimenti in materia di connessione alla rete elettrica;
determinare le modalità con le quali le risorse per l'erogazione delle tariffe incentivanti trovano copertura nel gettito della componente tariffaria A3 delle tariffe dell'energia elettrica, e quelle per l'attuazione di quanto previsto in materia di premi per specifiche tipologie e applicazioni di impianti fotovoltaici 


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Conto Energia 2011: i premi previsti per chi utilizza l’energia in modo efficiente (parte quarta)

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Nelle prime tre puntate dedicate all’analisi del nuovo conto energia (decreto 6 agosto 2010) abbiamo analizzato il contesto generale in cui il conto energia 2011-2013 è stato emanato, i principali cambiamenti a livello definitorio, gli obiettivi e le procedure per l’accesso alle tariffe incentivanti, e il sistema generale delle tariffe incentivanti.

Ora è venuto il momento di parlare di un aspetto particolarmente interessante, volto a premiare ulteriormente chi:
operando in regime di scambio sul posto, e avendo realizzato un impianto fotovoltaico su un edificio, abbina ad essi un utilizzo efficiente dell’energia;
ubica i propri impianti fotovoltaici in particolare zone (ad es. cave, discariche esaurite, aree di pertinenza di discariche o di siti contaminati) e per altre specifiche tipologie ed applicazioni di impianti fotovoltaici.


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Le linee guida rinnovabili finalmente pubblicate in Gazzetta Ufficiale

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Lo scorso 14 luglio sulla pagine del blog di Natura Giuridica vi preannunciavo l’arrivo (quasi) imminente di Godot, ovvero le linee guida sulle rinnovabili, che stavamo aspettando con ansia da quasi sette anni.

Di mesi ne sono passati altri due, il Ministero dello Sviluppo Economico continua ad essere retto ad interim dal “cavaliere”, in mezzo a lotte fratricide, una politica da bagaglino, compravendite di voti, dichiarazioni di presunti politici che sono a dir poco sconcertanti, e voti per sottrarre alla magistratura ordinaria politici la cui “dignità fatta di vuoto” mi evoca i versi di una splendida canzone di Guccini…

Ma almeno le linee guida sulle rinnovabili, alla fine, sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale, fatto non del tutto scontato, a questo punto, visto il modus operandi “alla membro di segugio” che i nostri politici, in modo bipartisan, sfoggiano, spacciandolo per modernità/flessibilità, vocaboli abusati per sopperire alla mancanza di contenuti della confezione legislativa contingente, da “vendere” ai cittadini….

Ad ogni modo, sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 18 settembre 2010 è stato pubblicato il testo del decreto 10 settembre 2010, Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, che potete consultare collegandovi al sito di Natura Giuridica.

Nelle prossime settimane parleremo nel dettaglio del merito del provvedimento, non appena avrò terminato di pubblicare sul blog tutte le puntate che NG ha deciso di dedicare al “Conto energia”, “andate in onda” a partire dal 6 settembre 2010.

Per il momento, cominciatevi a leggere il testo completo delle linee guida sulle rinnovabili, e se avete dei quesiti da pormi, dei dubbi da risolvere, non esitate a contattarmi: sono a vostra completa disposizione.

***

Natura Giuridica di Andrea Quaranta: Studio di Consulenza legale Ambientale.

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Conto Energia 2011: i beneficiari e le tariffe incentivanti (parte terza)

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Come abbiamo accennato nei due precedenti post - Nuovo conto energia: ecco come funziona (parte prima); Conto Energia 2011: cosa cambia a livello definitorio, gli obiettivi e le procedure per l’accesso alle tariffe incentivanti (parte seconda) - il nuovo conto energia (decreto 6 agosto 2010) prende in considerazione tre diverse tipologie di impianti fotovoltaici:
• gli impianti solari fotovoltaici tout court;
• gli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative;
• gli impianti a concentrazione

Ora vediamo quali sono i soggetti che possono beneficiare delle tariffe incentivanti, e a quali sono le diverse discipline delle tariffe incentivanti per le diverse tipologie di impianti fotovoltaici considerate.



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Imprese e Ambiente: quale relazione?

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Il direttore della filiale italiana del WWF, Michele Candotti, spiega - in un' intervista rilasciata al Sole24ore -  come sta cambiando il rapporto delle imprese con l'ambiente e lo sviluppo sostenibile. L'occasione è data dalla firma dei nuovi accordi con Electrolux Zanussi e Federlegno Arredo per una nuova politica di sensibilizzazione di imprese e consumatori.
Nel corso degli anni, WWF ha scelto con le imprese un atteggiamento collaborativo, avviando campagne di comunicazione pionieristiche che collegavano per la prima volta alcuni brand a tematiche ambientali: vi ricordate la difesa dell'orso bianco collegata con il marchio delle caramelle per la gola? All'epoca, come spiega Candotti, si trattava di attività squisitamente comunicative "e non di tipo trasformativo", nel senso che non agivano effettivamente sui comportamenti dell'impresa o dell'utilizzatore, diversamente dagli obiettivi che oggi si porrebbe una campagna di comunicazione ambientale.


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Ciao Papà

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“Le cose più importanti sono le più difficili da dire.
Sono quelle di cui ci si vergogna, perché le parole le immiseriscono.
Le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori.
Ma è più che questo, vero?
Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov'è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portar via. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perché vi sembrava tanto importante da piangere quasi quando lo dicevate.
Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare”.



Sono le parole con cui comincia Stand by me, l’estate dell’innocenza, uno dei tanti, meravigliosi racconti, distillati di poesia di Stephen King.
In effetti non ci sono tante parole per descrivere quello che ho in mente, e nel cuore, oggi, a un anno di distanza da quando ci hai salutato, un lunedì, e sei dovuto partire.
Non ce ne sono per un semplice motivo: è difficile ascoltare, e capire, la silenziosa sofferenza di chi perde un amore. Difficile perché troppo, troppo personale.


Qualche giorno fa ho ritrovato, fra i ricordi della mia adolescenza, una lettera scritta in una delle tante “Smemo” che collezionavo in quegli anni, quella dedicata al cuore e alla mente.

Una lettera scritta da un padre ad un figlio, che mi ha ricordato quel tuo modo discreto di insegnarmi la vita, presente ma non soffocante (beh, quasi mai...), educativo ma non didattico, prezioso e leggero, anche se non sempre lo capivo, giudicandolo “ranteguso”. E che mi manca. Tanto.
Per cui ho deciso che, in assenza di quelle parole difficili da dire, pubblicherò queste righe, per ringraziarti, ovunque tu sia, delle tante piccole cose che mi hai regalato, e grazie alle quali sono diventato la persona che sono orgoglioso di essere. 
Caro M.
una volta ti ho chiesto come pensavi fosse meglio affrontare la vita: se con la mente o con il cuore. Prima di rispondere hai cercato di tergiversare, per scoprire il trabocchetto che poteva esserci nascosto sotto. Quando ti sei accorto che era solo una mia curiosità, hai risposto deciso: "con il cuore". Poi hai aggiunto: "e tu naturalmente con la mente".
Difficile darti torto. Perché all'età dei figli non sembra possibile rispondere in maniera diversa: la vita va affrontata d'istinto, facendo proprie le scelte dei sentimenti e dell'entusiasmo, facendosi guidare dalla simpatia magari anche in politica (e per fortuna nostra, Bossi è proprio antipatico, con quella faccia da statua azteca venuta male. Né Berlusconi è meglio: in fondo, la fisiognomica dev'essere una disciplina con un suo briciolo di verità scientifica... ).
Mentre invece all'età dei padri sembra altrettanto scontato mettere avanti le mani della razionalità, della prudenza...
Eppure non è solo una differenza di età quella che ci spinge a fare scelte differenti. E' una differenza di senso del dovere. Sono sempre stato un po' ossessionato da questo maledetto senso del dovere. Mi sembra che ce ne sia sempre troppo poco in giro, che non lo si insegni più abbastanza (anche se poi non mi ricordo come e dove me l'hanno insegnato), che affogati in una marea di diritti ci siamo tutti un po' dimenticati dei doveri che dobbiamo rispettare: verso noi stessi, verso i nostri figli, verso gli altri...
E una delle ragioni alla base di questa "dimenticanza" (chiamiamola così, anche se non c'è niente di involontario o casuale) è proprio la troppo scarsa considerazione in cui teniamo la razionalità, la mente di cui sopra.
Non perché la sfera dell'affettività (il cuore se vuoi... ) non abbia delle ragioni da far valere, ma perché con i sentimenti è più facile barare, è più facile ingannare e auto - ingannarsi. Con la mente succede, dovrebbe succedere, di meno.
Ti parlo per esperienza. Alla tua età, e per qualche altro anno ancora, mi sembrava di non poter far niente di veramente importante se il cuore non batteva in sintonia con le mie azioni: la mia scelta politica a sinistra era prima di tutto amore per un mondo più giusto, dove tutti avessero pari possibilità, dove non ci fosse sfruttamento dell'uomo sull'uomo, dove le differenze di classe potessero sparire. Ma oltre alla politica, tutto mi sembrava marciare in sintonia con il tambureggiare del cuore, persino le tensioni con i miei genitori mi sembravano trovare una giustificazione di tipo più o meno sentimentale: non avevano le mie stesse passioni e i miei medesimi entusiasmi, come potevano condividere e capire quello che pensavo? Se i nostri cuori non marciavano allo stesso ritmo, non potevano certo farlo le nostre idee.
L'ho capito solo più tardi che il cuore, a volte, ti tira dei brutti scherzi. Mina cantava "al cuore, sai, non si comanda mai", ma un bel giorno ti accorgi che non è del tutto vero. Non nel senso che ai sentimenti non si possa comandare. Nell'altro senso: che il cuore spesso ti nasconde cose importanti, che i sentimenti, che la passione, che l'entusiasmo a volte possono confondere le tracce, incrociare le piste, annebbiarti gli occhi. Quante volte mi è successo...
Quante volte ho dovuto pagarne le conseguenze...
E' questo momento che vorrei risparmiarti il più possibile. E' la situazione in cui ti accorgi che all'improvviso non basta più un cuore buttato oltre l'ostacolo per superare la barriera che ti trovi davanti; che la tua passione ti ha imbrogliato le carte sotto il naso, che ti ha all'improvviso lasciato sguarnito un fianco.
Quante volte mi sono trovato indifeso, quante volte avrei voluto essere più protetto, quante volte ho dovuto misurare a mie spese che se avessi dato più attenzione alla mente che al cuore...
Il problema, però, non si può ridurre a una specie di meccanismo di raffreddamento esistenziale, neanche fossimo un motore d'auto. Non si tratta di scegliere un campo o l'altro, aut aut, schierandoci tutti a favore del cuore o della mente. Molto meglio cercare di mitigare le punte dell'uno con quelle dell'altro.
Questo discorso ti potrà sembrare la solita nefanda mediazione dei genitori, che non sanno mai prendere le difese dei loro figli e cercano di convincersi (e convincerti) che anche il professore di latino ha le sue belle ragioni quando dice che potresti dare di più...
No, non si tratta di salvare capra e cavoli. Si tratta piuttosto di accorgersi che dietro a quello che tu chiami cuore si può nascondere una forza a volte distruttiva, un'energia tale che può rischiare di bruciare chi vi si avvicina troppo. Prova a riflettere: quando dichiari tutto il tuo incontenibile amore per qualcosa, che so?, i film con Rita Haywort o i libri di Lovecraft o i fumetti di Mafalda, non rischi forse di consacrarti tutto (troppo?) a qualcosa che poi rischia anche di soffocarti, di toglierti energie per altre esperienze?
Certo, non bisogna fare come l'asino di Buridano che per non saper scegliere tra il fieno o la biada finì per morire di fame, ma non bisogna nemmeno essere tanto assolutisti da pensare che non esiste nient'altro oltre a quello che ti presenta il cuore. Forse, dietro quell'amore così totale e assoluto, si nasconde la paura di misurarti con qualcosa di nuovo, il timore di dover fare esperienze magari più faticose ma forse altrettanto stimolanti. E' per questo che ogni tanto serve anche la mente: per ricordarci di non scambiare le nostre sicurezze e le nostre certezze con delle scelte aprioristiche, con delle dichiarazioni che nessuno può mettere in discussione.
La forza del cuore è fondamentale per andare avanti, per trovare le risorse e le energie necessarie a superare tutti gli ostacoli e tutte le fatiche che ti troverai di fronte. Ma anche un po' di sana razionalità non guasta. Per ricordarti che oltre ai diritti del cuore ci sono anche i doveri della mente e che qualche volta ci si può fermare anche a discutere con se stessi e con i propri sentimenti. Non è detto che abbiano sempre ragione.
Un regista che amo molto, e che spero anche tu amerai come me, Nicholas Ray, l'autore di "Johnny Guitar" con Joan Crawford e "Il temerario" con Robert Mitchum, citava spesso la frase del poeta americano Walt Whitman: "Mi sono contraddetto? Molto bene. Io mi contraddico".
Come a dire: non è vero che al cuore non si comanda mai. A volte gli si può anche far cambiar opinione.
Può essere utile.
il tuo papà


Conto Energia 2011: cosa cambia a livello definitorio, gli obiettivi e le procedure per l’accesso alle tariffe incentivanti (parte seconda)

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Nella prima puntata dedicata al nuovo conto energia (“Nuovo conto energia: ecco come funziona – parte prima”) vi ho cominciato a parlare del nuovo conto energia 2011, sottolineando, in particolare, la spinta verso una maggiore innovazione tecnologica ad esso sottesa: una scelta importante, volta a premiare, all’interno delle fonte rinnovabili, quelle più virtuose, vuoi perché più performanti, vuoi perché abbinate ad un uso efficiente dell’energia.

Che cos’è il conto energia e, soprattutto, come funziona il nuovo conto energia?

Il Conto Energia, è bene ricordarlo, sia pure sinteticamente, è una forma di incentivo con il quale lo Stato, a partire dal 2005, ha deciso di premiare, con un corrispettivo in denaro, l'energia prodotta da impianti solari fotovoltaici senza limiti di potenza.


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Nuovo conto energia: ecco come funziona (parte prima)

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Sono sconcertanti, direi, i risultati che si ottengono digitando su Google le parole “nuovo conto energia”: dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 24 agosto 2010 del decreto 6 agosto 2010 , “Incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare” , avvenuta a distanza di un mese e mezzo dalla definitiva approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, mi aspettavo di vedere se non fiumi di commenti su internet, sicuramente qualcosa in più delle antichità propinatemi dal più diffuso motore di ricerca (che ogni tanto fa cilecca nella restituzione di risultati non propriamente pertinenti con i criteri di ricerca utilizzati), o delle stringate notizie pubblicate dagli operatori del settore, forse ancora con la testa all’effetto melanina, più che a quello fotovoltaico


Pensate, infatti, che come primo risultato ho trovato addirittura un “articolo” che riguarda il “nuovo-vecchio” conto energia, quello disciplinato dal decreto 19 febbraio 2007, spacciato per nuovo anche in numerosi altri di ricerca (qualche passetto in avanti Google lo deve ancora fare, da questo punto di vista…), e i successivi risultati linkano verso articoli che commentano, brevemente, per la verità, la bozza approvata lo scorso luglio, cui Natura Giuridica ha fatto un rapido cenno prima di partire per qualche meritato giorno di vacanza.

Prima di cimentarmi nel mio quotidiano lavoro di consulente legale ambientale, e di dedicarmi alla gestione del diritto dell’energia in numerosi piccoli comuni del nostro bel Paese, oggi voglio iniziare una disamina a puntate del nuovo conto energia, contenuto nel decreto 6 agosto 2010, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 24 agosto 2010, che potete scaricare gratuitamente dalle pagine del sito di Natura Giuridica ("Nuovo conto energia").


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