martedì, maggio 27, 2008

Anche Beppe Grillo dice nelle pagine del suo Blog: "J'accuse"

Ho appena visitato il blog di Beppe Grillo – era qualche giorno che non lo facevo – e ho visto questo post, intitolato: “Campania. J’accuse”.

Inutile dire che ho provato un po’ di orgoglio, nel leggere (innanzitutto) il titolo del post, pubblicato poco prima che il mio, in fase di ultimazione, entrasse nella rete...

Orgoglio, certo, ma soprattutto totale condivisione per quanto detto da Beppe Grillo: un intervento che condivido in toto, perché rispecchia il senso, lo spirito di quanto ho detto nel mio post J'accuse: l’Italia è incastrata nella sua disonestà. Occorre una rivoluzione culturale.

Il malcostume sociale di cui parla Beppe fa il pari con la disonestà cui faccio accenno io, commentando la puntata di Anno Zero del 22 maggio 2008; la verità di cui parla Grillo non è che quella rivoluzione culturale che auspico possa avvenire, a cominciare dal basso, lontano, cioè, da questa classe politica autoreferenziale e irresponsabile; le responsabilità cui accenna il comico genovese vanno a braccetto con la disinformazione che, nel mio piccolo, ho “denunciato”…

Riporto le conclusioni

"Solo dopo l’accertamento di queste verità, si potrà procedere a porre sotto segreto di Stato le discariche, a militarizzare la Campania, a inviare la Polizia contro i cittadini, anche a manganellarli, se necessario.
Solo dopo l’accertamento di queste verità si potrà pretendere dai campani un comportamento rigoroso, ispirato alla correttezza civile senza alcuno sconto verso le Istituzioni e verso la propria coscienza.
Solo dopo l’accertamento di queste verità, caro Presidente, solo do
po la cacciata dei primi responsabili politici dello sfascio, si potranno chiedere sacrifici ai cittadini, prima si devono porgere loro le scuse dello Stato che non ha saputo proteggerli e che oggi li criminalizza.

Quanto alla gente che accuso, non ho contro di loro né rancore né odio.
Sono per me solo entità, spiriti di malcostume sociale.
E l'atto che io compio non è che un mezzo per accelerare l'esplosione della verità e della giustizia.
Ho soltanto una passione, quella della luce, in nome dell'umanità che ha tanto sofferto e che ha diritto alla felicità.
La mia protesta infiammata non è che il grido della mia anima.

Vogliate gradire, signor Presidente, l'assicurazione del mio profondo rispetto.”

Per leggere il testo completo clicca qui.

0 commenti: