lunedì, aprile 21, 2008

Rassegna stampa: Earth Day 2008, Call for climate. Jovanotti scrive su “La Repubblica”

Domani, come ogni 22 aprile, da 38 anni a questa parte, è l’”Earth Day”.


Il 22 aprile 1970, infatti, il senatore statunitense Gaylord Nelson, scosso dal disastro petrolifero di Santa Barbara, riuscì a unire venti milioni di cittadini americani in un appello per la salvezza del nostro pianeta.

L’obiettivo generale dell’evento è quello di promuovere la conservazione dell’ambiente in cui viviamo e la sostenibilità delle politiche di sviluppo; di sensibilizzare al contempo l’opinione pubblica e sollecitare un cambiamento nei comportamenti individuali (per un approfondimento, clicca qui).

In occasione di questo importante evento, su "La Repubblica"
di oggi è stato pubblicato un interessante articolo di Jovanotti, "Musica e piccoli gesti per il futuro di tutti", che di seguito riporto.

"NON sono Al Gore...
In realtà io faccio una vi
ta piuttosto normale, insieme alla mia famiglia semplicemente cerchiamo di rispettare l'ambiente nei piccoli gesti quotidiani.
Io sono, per carattere, non catastrofista. Cercherei di fare un ritratto abbastanza positivo della situazione.

Ci sono dei segni molto positivi che stanno arrivando: pensate quanto è cambiata la coscienza ecologica negli ultimi 10 anni. È cambiata veramente tanto.
Ci sono anche dei segni che ci indicano che abbiamo preso la strada sbagliata: come la tendenza ad antropomorfizzare la natura.
Questa idea che la natura è una specie di parente che ogni tanto bisogna andare a trovare non è una idea sana secondo me: la natura è tutto.

Siamo passati dal futuro come promessa, al futuro come minaccia.
E questa è la vera forma di resistenza che noi dobbiamo portare avanti: cercare di tornare, di recuperare una visione del futuro come promessa e non del futuro come minaccia.


Io vengo dal rap: dalla musica più urbana che c'è. Però, a maggior ragione, nascendo dalle città il rap ha una grande ansia, ha una forte anelito verso il corpo, verso comunque l'essere naturale.
E questa secondo me è l'esigenza di una comunità cresciuta in una condizione totalmente urbana che per forza di cose va a cercare una natura dentro di se, attraverso un tipo di musica.


Questa ricerca di un senso di giustizia da parte di molti artisti secondo me ha a che fare semplicemente con il fatto di essere artisti.
Perché nella musica a volte si intravedono mondi perfetti.
Nella musica si intravedono mondi equilibrati. Un artista
come Bono, che è un grande artista, che vive momenti di estasi dentro gli stadi pieni di gente che lo amano, ha visto quell'energia e quel momento di utopia sospesa tante volte. Quindi si muove in quella direzione, spendendosi in prima persona e credo con dei risultati eccezionali. Tutto questo fa sì che lui porti tutto questo bagaglio e lo faccia diventare politica.

Politica in una maniera moderna, alla maniera sua. Dopodiché da lì il passo è breve per capire che tutto è collegato: la povertà di gran parte di questo pianeta ha a che fare con la distruzione sistematica degli ecosistemi del nostro pianeta.

Sicuramente c'è un grosso movimento. Io per esempio sono amico di Ben Harper, se ne parlava proprio qualche giorno fa di questa aria che sta venendo fuori attraverso di lui, attraverso gente come Jack Johnson che ha scritto sul suo disco "Questo disco è stato realizzato interamente con energia solare".

Ho chiesto all'Enel di fare un lavoro per l'emissione zero di anidride carbonica durante la mia tournée. Calcoleranno, con una onlus che offre questo tipo di servizio, una media di emissioni.
Non solamente relativa alle mie macchine, agli spostamenti del camion e all'elettricità prodotta dal concerto, ma anche alle macchine del pubblico che arriverà. Quindi tutte le emissioni prodotte da un mio concerto.
E faranno progetti di riforestazione nella provincia dove avviene il concerto.


Come genitore penso veramente che le cose cambieranno.
Rispetto alla coscienza ecologica stanno già cambiando. Stanno cambiando anche in questo momento. In fondo ciò che è utile diventa automaticamente bello.
Io vorrei vedere i nostri centri storici pieni di pannelli solari, perché sono molto belli.
È la funzione che esercitano che li rende belli. Così come il corpo di una donna è bello perché è riproduttivo, allo stesso modo è interessante tutto quello che ha a che fare con l'ecologia oggi perché ci fa venire in mente la riproduzione della nostra specie, la sopravvivenza della nostra specie.

Tutte queste eliche lungo i nostri crinali all'inizio disturbavano un po', adesso sempre meno. Tra un po' sarà bellissimo vedere un crinale con le eliche per l'energia eolica. Così come, probabilmente, negli anni '50 e '60 un "signorotto" passando davanti ad una delle fabbriche che sbuffavano fumo avrà pensato: "Che meraviglia il mondo moderno!".

Dobbiamo andare un futuro in cui non c'è più l'Earth Day, ma è tutti i giorni Earth Day".


Per un approfondimento sull'Earth Day:
http://ww2.earthday.net/
http://www.earthsite.org/
http://www.earthday.gov/

1 commenti:

Lorenzo è da sempre in prima linea nella difesa dell'ambiente. Molte delle cose che ha detto in questa intervista possono essere usate come spunti di riflessione.

Marianna